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Una nave si dice, è fatta per solcare degli oceani, per portare su di sé uomini con il cuore in tempesta.

Un molo è lì, attaccato alla sponda. Nessun uomo lo ha fatto,gli uomini lo hanno trovato e vi siedono sopra a guardare le navi che approdano e quelle che scompaiono all’orizzonte,

come afferrate dalla mano di Poseidone.

La nave è fatta per partire,il molo usato per vedere chi viene e chi va.

C’è chi nasce per amare le navi delle vele tese, e chi per amare i moli insensibili alle onde.

C’è chi ha coraggio abbastanza per amare i misteri dei mari senza confini, cè chi ha pazienza abbastanza per vivere dentro un rigido confine circolare.

C’è anche chi non sa se è nato per partire o per rifiutare ogni partenza, se è nato per rincorrere perpetuamente un orizzonte in eterna fuga o per amare soltanto l’orizzonte come una cornice di alabastro.

C’è chi non ha né navi per partire né un molo su cui sostare.

Chi non sa più cercare, ne tessere un sogno da lanciare come un aquilone nel cielo e non sa scrivere un messaggio da lanciare ai flutti.

C’è chi non riesce a comprendere cosa sia una nave e cosa un molo,nè ad accorgersi più se il suo andare sia un non andare e il suo non andare un andare…e poi ci sono io…che parto, resto, vado, sosto e guardo il Mare che certe volte sa diventare muto come doveva essere prima che dalle sue umide viscere sgorgasse la lacrima della Vita.

A volte ritorna…

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Succede, capita…ritorna il desiderio di ripartire, proprio dal punto esatto in cui ti sei smarrita e cercare di ritrovare una traccia, un motivo, un senso per ricominciare il cammino;

A volte capita…accade che nonostante i tuoi  “pezzi” sparpagliati  dal vento..tu sai che ci sei! Intera, disfatta, ma ancora sai di poterti stringere in una carezza che ti raccolga tutta;

A volte..vai via..fuggi, insegui, abbandoni ma torni nell’unico posto che sai attenderti ovunque e comunque, imperfetta, caotica eppure così tenacemente vera…lo sai ed è forse il solo pretesto che ti permetti perchè ad ogni fine pregusti un inizio, ad ogni svolta segue un’ impennata che ti conduce lì dove il tuo cuore brama di stare;

A  volte, ritorna..la voglia di piangere per poi asciugare ogni goccia di lacrima, e sorridere come se non conoscessi mai n magone, un pugno nello stomaco, la disperazione, il male di vivere e tutte le ombre che rinsecchiscono il cuore…qualcuno la chiama resilienza, qualcuno forse tenacia, attaccamento alla vita…io  la chiamo Speranza..non so di cosa è fatta, l’origine…la consistenza…ma mi preme sull’Anima ogni volta che non so più chi sono e nemmeno cosa voglio…

A volte ritorna…e sono qui!

 

Giusy Montalbano

Pelle…

Sempre in guerra  per questa pelle,che in fondo è soltanto il nostro valore, sempre attenti, in guardia in sospetto…senza capire che si vince una volta e per tutte quando

smetti di difenderti dagli altri e dal mondo e cominci a salvaguardarti da te stesso…perchè

un giorno improvvisamente comprendi che la tua pelle è tua che il tuo valore sei quello che sei nel profondo con le tue bandiere e le tue croci, sei quello che fai di te e nessuno e niente potrà mai strappartelo via.

Conta i passi della rabbia, conta i passi dell’offesa, conta i passi delle distanze  delle umiliazioni delle cadute e dei rimpianti , conta piano prima di lanciarti, schierarti, attaccare e qualche volta uccidere prima che la strada divori il tuo cammino senza lasciare traccia della tua esistenza. Questa è una delle misure che voglio imparare a prendere.

 

 

Misura

Mio padre era sarto, confezionava abiti su commissioni, del suo lavoro amava ripetere che il risultato di un buon vestito è quasi tutto nella misura: non troppo stretto, non tanto largo, non troppo attillato, non abbastanza sfasato…insomma giusto! Deve essere perfetto …cucito addosso alle tue forme.

Eppure io ancora devo imparare: Troppo e mi svuoto, poco e mi guasta, attenta e sbaglio, imprecisa e mi perdo.

Mio padre era sarto, io sto imparando nuovamente daccapo a misurare.

Segue…

Di parole al Cuore

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“Arriverà il giorno che tanto aspetti: ti si aprirà il petto e il cuore esploderà lanciandosi senza ritegno verso qualcosa o qualcuno, è inevitabile e lo sai…questa è la sorte di chi come te  l’ha scucito con infinita pazienza e dedizione dai mille punti e fili della morte! Sei donna di Poesia a quelle cara, l’Anima concede ogni tanto una tregua…un piccolo riposo, un sonno apparente, puoi chiamarlo cosi se vuoi”.

Mi fido e non temo.

 

 

 

 

Di voce e silenzio

Silenzio: condanna o tentazione di chi ha sprecato troppe parole, di chi si è stancata
di restare inascoltata per troppo lungo tempo, quante cose si potrebbero raccontare di lui,
quante e quante voci si possono udire tra pareti bianche dell’apatia che divora ogni sforzo
per riemergere dalla fossa di questo silenzio che ti sei scavata per proteggerti o forse
semplicemente per trovare il coraggio di affrontare la paura di saperti sola.
Eppure a volte e prima o poi accade che vedi in un giorno qualunque riemergere tutti i tuoi colori
tutte i tuoi sogni taciuti, tutte le tue speranze assopite e il silenzio diventa Voce e poi musica, canto
cuore e Poesia, bacio posato sul cuore  e una spinta improvvisa, sono ancora io, un balzo siderale
nel blu di ogni mio abisso di luce…sono ancora Silenzio ma distinguo chiaramente soltanto un unico
desiderio: quello di voler brillare attraversando tutti quei cuori che come me cercano quell’esile
lumicino capace di accendere la Vita con un solo  incerto e timido respiro!

G.M