Suonerò fino a farti fiorire….

“Costruzioni di vite. Scomposte come torri di mattoncini che mutano sotto la giurisdizione

di volubili dita… cambiando l’ordine delle idee e dei sentimenti.

Priorità assolute che lasciano il posto a tratteggi campati nell’aria.

Voglia di aria pulita…

Distese a perdita d’occhio, dove lo sguardo non trovi la finitezza delle linee d’orizzonte.

Giochi di terre che scompaiano ai confini con il mare, soggiacendo alla volontà delle onde.

E cieli ricolmi di compassionevoli braccia, disposti a strati di nuvole e radiose carezze,

come manti di soffice zucchero a velo che celino la ruvidezza dei fulcri del mondo.”

(magneticamente…)

P.S: tu suona..suona per me, che io mai mi stanco…

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Chi

Contro tutto il “marcio” del mondo..contro ogni menzogna mascherata di opportunismo..contro criminali di anime pulite…

Contro i doppi sensi, la doppia vita, la tripla faccia, il quadruplo gioco l’incoerenza e la mediocrità

Contro tutti i castelli di carta, gioco di prestigio di tanti codardi… che basta un soffio di vento

a spazzare via per sempre!

La verità è acqua limpida che scorre su ogni impudica “nullità”

….

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Sono una scettica che crede in tutto, una disillusa piena di illusioni,una ribelle che accetta, sorridente, tutto il male della vita,una indifferente traboccante di tenerezza. Seria e metodica fino alla mania,attenta a tutte le sottigliezze di un raziocinio chiaro e lucido, non smetto,tuttavia, di essere una specie di Don Chisciotte donna che combatte contro i mulini a vento, chimerica e appassionata, sempre ingannata e sempre a chiedere nuove bugie alla vita, una dote di me stessa che non finisce,che non indebolisce, che non stanca.

Tutta, infine, in una frase a tal proposito di Dilteil: ‘Molto semplice con il suo entusiasmo alla sua destra e la sua disperazione alla sua sinistra.

Pagine al vento

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Scrivo, scrivo da sempre, pagine e pagine è la mia maniera di parlare con il tempo,la vita , il mare il vento, l’ anima e  Dio.  Tratti  incerti e sicuri che diventano parole, come guardarmi e respirare piano ed  attraversarmi   e  percorrermi  a volte soltanto per incidere una via sulla mappa dei miei pensieri vasti. a volte per trovare una strada  tra i cunicoli della memoria  e  piantarci un punto, da dove partire o fermarmi. Pagine scritte su seta o pietra, schizzi netti, decisi, indelebili, parole una dopo l’altra, da ingoiare senza chiedere nulla, pagine che trascinano fino in fondo, che prendono per mano e portano fra le righe, pagine dove c’è molto  di più che stare dentro i bordi, che con le dita fanno girare un altro foglio, fare un passo oltre. Pagine che sono una storia, una vita, una piega dopo l’altra, un respiro dentro ad un altro… fogli  che ho scritto con il rumore di un temporale e i graffi della notte e cose scritte  avvolta in un torbido silenzio  servendomi soltanto del mio respiro tutto dentro.

Sono scivolate le mie pagine sottovoce, imbucate tra fessure di niente, lente come agonie e profonde come abissi, scritte con il cuore buttato in un angolo, dipinte dagli aloni della luna, scandite dai miei battiti confusi e respiri corti e poi ancora pagine di intimità sfrontata e irriverente, di desideri come schiaffi che trapassano lo stomaco e si accasciano in gola, incise sul rovescio della pelle , ma tra tanti scritti ritrovo  una folla di pensieri, scorciatoie disordinate della mia vita e tutto ciò che volevo,  che era scollarmi tutta la rabbia e la paura dalla pelle, dimenticare quell’attesa senza sosta   e capire che  volevo solo portare la mia anima accanto alla tua, e tu avresti compreso che l’amore non ha forma, che i sentimenti non prendono dimora in un corpo, nel cuore, nel volto, in un suono ma è un conto che torna, una porta, una sincerità, e tu ascoltando tutta questa tensione che mi spingeva verso te  avresti sentito che sarebbe stato per sempre, avrei voluto fartele  scivolare addosso le mie parole come dita sulle tue ferite e le mie,      allontanando    così quel velo impalpabile che separa le persone e scoprire l’universo della nostra interezza. Scriverti  la nostra casa con grandi finestre, vetri e luce come occhi tuffati sull’infinito, come i miei pieni striati di cielo e di tratti a matita, saturi di colori schizzati in gocce e fessure da dove poter vedere la neve che cade e la pioggia che grida, il mio sguardo avvolto da tutte quelle cose che non fanno rumore. Ti sono state accanto le mie parole. ..quelle dure,impotenti, taglienti come rasoi che grattano  tristezze e tutte quelle grondanti di brina, gocciolanti di tenerissima compassione per tutto ciò che ti è riuscito di fare, di dire, di amare, le ho posate tutte, una per una nelle tue mani mentre me le stringevi  con tutta la tua forte debolezza mentre  il cordone che ci univa veniva reciso  per  sempre…io ne trattengo ancora il sangue,  lo tengo sotto la lingua , continua a parlarmi di te.

 

Le mani del vento

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Amo le mani del vento che impenna l’acqua 

imbroglia e stordisce foglie danzanti,

scompiglia i capelli..

tra mutevoli sfuggenti pensieri

e sassi pazienti di memoria antica.

 

Amo  braccia nude al sole incerto

che afferrano aria leggera che muove

erba secca d’estate

su campi assetati

lieve ,quieta, sospesa

ballo incurante del mondo

attorcigliando sogni

a polsi e caviglie

mentre il mio cuore si spalanca a conchiglia

 che anela solo di giungere al mare

per  consumarsi  di tenera dolcezza .

Un’apertura d’ali

La vita è un’apertura d’ali,
quel senso di cometa che c’è dentro di noi.
Perché la vita è nostalgia di mare,
bellissima e incompiuta senza un amore è.
Perché l’amore mio per te…

E’ un’apertura d’ali, quella felicità
che fa sentire soli per quando finirà.
L’amore ci fa prigionieri eppure sembra libertà.
Ma ci sarà una sera che capirai di me,
silenzi e chiaroscuri
lo stormo di pensieri
che volano da te.
Un’apertura d’ali è…

Zero

Tu hai fatto di me il tuo Tutto

afferrato in un istante 

che dura per sempre…

accanto ai fuochi di notte al Mare…

i tuoi occhi sono più forti del vento che spazza ogni cosa…

si innamorano di noi pure le scintille

che si scontrano nell’aria

inciampandosi ..ad osservarci infuocare…

Ogni uomo uccide…

Ogni uomo uccide ciò che egli ama

Eppure ogni uomo uccide ciò che egli ama ,
e tutti lo sappiamo:
gli uni uccidono con uno sguardo di odio,
gli altri con delle parole carezzevoli,
il vigliacco con un bacio,
l’eroe con una spada!

Gli uni uccidono il loro amore, quando sono ancora giovani,
gli altri quando sono gia vecchi,
certuni lo strangolano con le mani del desiderio,
certi altri con le mani dell’oro,
i migliori si servono d’un coltello, affinchè
i cadaveri più presto si gelino.

Si ama eccessivamente o troppo poco,
l’amore si vende o si compra,
talvolta si compie il delitto con infinite lacrime,
tal’altra senza un sospiro,
perchè ognuno di noi uccide ciò che ama
eppure non è costretto a morirne.

da “The Ballad Of Reading Gaol”
di Oscar Wilde

Colonna sonora del film del film “Querelle” (1982) di Werner Fassbinder