Donne

Io sono tutto l’amore che ho dato

tutto l’amore incondizionato

l’imbarazzo dietro al vanto un sorriso dentro al pianto

Io sono tutto l’amore che ho dato

mare in tempesta e cielo stellato

poco prima di uno schianto un sorriso dentro al pianto

Ci hanno definito “sesso debole”, originariamente questa affermazione é nata riferendosi alla struttura fisica e biologica diversa tra uomini e donne noi abbiamo meno massa muscolare e di conseguenza anche meno forza fisica, ma da questa constazione ovvia poi sono nate altre false congetture..tutte discutibili.

Oggi mi é capitato di ascoltare questa canzone e vi garantisco descrive perfettamente l’universo femminile cosi ricco di sfaccettature, così carico di emozioni e sentimenti , cosi pieno di ogni cosa e mi sono detta : Diamine, questa donna sono io! Questo cuore é il mio!

Quanti e quanti sorrisi dietro i pianti!

Mille volte sono arrivata al limite, quando la tentazione di mollare é stata più forte della voglia di tentare, giorni in cui lo straccio era più dignitoso di me, battuta all’ angolo , esanime , ammaccata come un pugile sconfitto, spettinata, in pigiama senza nemmeno avere il coraggio di guardarmi allo specchio..ma é durato il tempo di trovare la forza e ho ripreso a sorridere con gli occhi ancora arrossati improvvisamente mi sono sentita imbattibile e più forte di prima. Avete mai pensato su come sappiamo amare noi? Chi non ha sperimentato cosa siamo disposte a spendere in termini di cura, attenzione, sacrifici fino a dimenticarci di noi stesse per dare spazio a chi amiamo? Siamo capaci di tutto noi donne per preservare, custodire ed esserci a costo di mille delusioni .

Non mancano i momenti in cui ti domandi se é valsa la pena, soprattutto quando il ricambio é misero o manca quando sei tu che vuoi sentirti amata con la stessa misura e con la stessa forza.

Io ho smesso di cadere nella recriminazione , ho il cuore sempre colmo perché tutto l’amore che ho dato mi ha riempito e ancora ce ne sta…ho cessato di credere che potevo fare meglio o diversamente, il tempo , tutti i sorrisi dietro a cascate di lacrime mi hanno insegnato che ho fatto quel che potevo fare in quel preciso momento ,e che tutto arricchisce se lo rendi fecondo.

Sono fiera di essere donna, amo quella sensibilità e l’intensità che ci tiene sempre in piedi a dispetto di ogni avversità..quel modo quasi buffo che tutte quante noi abbiamo di raccogliere tutti i pezzettini scomposti dopo una batosta…ricomporli nelle stanze misteriose dell’anima, stamparci un sorriso sulle labbra, cantare a gran voce una canzone e andare avanti!

Rinascere…noi donne lo sappiamo fare bene, e tutte le volte torniamo ad essere meravigliose e bellissime.

Giusy Montalbano

Stella…

“Proteggi i nostri figli puri
nella vita quotidiana
e salvali dall’odio e dal potere
come il primo giorno
come nella fantasia
occhi azzurri per vedere.

Grande, grande, grande
questo cielo
si rischiara in un istante
non andare via,
non ci abbandonare
stella, stella mia
resta sempre nel mio cuore.”

Ognuno ha la sua stella…quella piccola luce che risplende impavida nelle notti più oscure..sfidando il buio, le palpebre chiuse, il cielo coperto da coltre di nuvole e nebbia di orizzonti..io la mia l’ho persa di vista un sacco di volte e mi sono sentita smarrita …insignificante e sola..ed ho capito che è di questo minuscolo lampo di bellezza che il mio cuore sente di aver nostalgia quando la tristezza mi copre interamente senza scampo.

Ognuno ha la sua stella…ma succede che ne dimentichi la forma e l’estensione, la rotta e tutto il suo calore, forse è per questa ragione che accadono i naufragi…che succede di perdere il senso di ogni viaggio.

Questa notte il cielo piangeva mille ricordi …un pugno di stelle sperdute giravano in cerchio afferrandosi tra punte e code..un girotondo inquieto …particelle infinite di parole non dette, carezze negate,storie contese, rabbie accecate.

Una notte…strana..di quelle che sondano il cuore alla ricerca di una ragione…una spiegazione plausibile a tutto quel vortice di disicanto che mi  ha trascinata lontana anni luce dalla vita e dal mondo…ma poi è apparsa la mia tenera stella..ha pulsato più forte che poteva perforando il silenzio e si è stesa tranquilla tra lo stomaco e i polmoni…mi ha soffiato un bacio..come solo lei sa di poter fare..mi ha chiamato per nome, l’unico tra i tanti ..ed è saltata sulle labbra ..stamane avevo gocce di luce che pendevano tra gli angoli estremi della bocca…il viso riflesso allo specchio ha avuto un sussulto: cantava una gioia…stella del mattino, cielo bambino, ospite caro in questa dimora che credevo straniera.

Giusy Montalbano

Piccola preghiera semplice…

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“ Padre, insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo

alla sapienza del cuore”

(Salmo 90,12).

«…e giungeremo alla sapienza del cuore»

In che cosa precisamente consiste la sapienza del cuore? Qual è la via o l’esercizio concreto di vita per conseguirla? Per quale direzione muovere i passi di ricerca per individuarne la fonte segreta?

I salmisti, maestri di vita e di preghiera, ci offrono indicazioni precise e vere, prive di illusioni e di inganni. La sapienza sta nell’imparare a «misurare la mia vita», nel saper «contare i miei giorni» che, per altro, «sono quasi tutti fatica e dolore e passano presto…». La sapienza del cuore sta nel valutare «quanto è breve la mia vita».

Il tempo della vita è, in realtà, sempre e per tutti molto breve: è subito sera, è subito mattina, è subito la fine della settimana…; passa in modo inesorabile, fa scorrere attimi, ore, giorni e anni senza che lo si possa fermare; e, come gelido vento, mi raggiunge e lascia segni inconfondibili sulla mia persona. E tuttavia ogni giorno è un “momento” importante e irripetibile della mia vita; ogni giorno è unico, decisivo e definitivo;

«Un cuore sapiente», scrive il Larranaga, «sa che è follia piangere oggi per cose che domani non ci saranno, sa che i dispiaceri sono portati via dal vento (per che cosa soffrire?), che la vita è fiore di un giorno, che la gloria è suono di flauto, il cui finale è il silenzio, che la moda è ciò che muta, che la caducità è la verità, che la transitorietà è la verità, che le apparenze sono la menzogna, che soffriamo ed agonizziamo per la menzogna delle cose, che l’apparenza ci seduce e ci tiranneggia, ci obbliga e ci piega».

Pertanto, è sapiente il cuore dell’uomo che sa accettare con animo forte e sereno la realtà ineludibile del limite della propria creaturalità: che alcune frontiere dell’esistenza non si possono valicare, che certe leggi della vita vanno accolte e rispettate e che certi vuoti non possono essere colmati. E ciò non per un cieco determinismo, ma solo per il dato reale e non modificabile della realtà creaturale. Ebbene, avvertire questi limiti e accettarli con serenità è un segno di grande saggezza.

E’ sapiente il cuore dell’uomo che sa “fare il passo proporzionato alla gamba”, come recita anche un noto proverbio, che pondera bene le scelte del quotidiano e le grandi opzioni della vita; che è molto realista e poco o affatto idealista; che non cede alle illusioni e, perciò, non cade in cocenti delusioni; che sa liberarsi dalle false sicurezze, sa misurarsi onestamente con le varie difficoltà e sa mettere nel debito conto eventuali errori e fallimenti, incomprensioni e critiche, dispiaceri e contrarietà, disistima e isolamento.

Quest’uomo saggio non risparmia fatiche e rinunce per superare situazioni sfavorevoli; fa appello a tutte le sue risorse, investe con generosità le sue energie e tutto il tempo che ha a disposizione…

Quindi…ancora e ancora nella quiete e nella tempesta…arenata, immobile,in viaggio con il vento a favore e quello contrario…il Mare mi canta: Impara a contare i tuoi giorni!

Il Conte al sommo della gloria fece a pezzi la sua vita
a pezzi la memoria
a pezzi i rubinetti
e il sole.
Anche il cavallo si mangiò
gridando “adesso so chi sono,
più tardi mi ci abituerò.”
Di quello che non ho fermato oggi mi pento
ma è tardi e non ho pianto
forse qualcosa muore dentro
forse perché non amo più
ho perso tutto questo tempo
e non vi abbraccerò mai più.
E tutto quello che so dire è che sovente il mio dolore
sa farmi divertire
la rabbia mi mantiene calmo
e abbasso questa libertà!
Un vecchio amico, un vecchio incontro
sarebbe già una novità.

Vorrei dirti sempre che t’amo
ma non quando è facile
oppure
le braccia conserte, si guarda quel muro davanti,
si ascolta il rumore.
Vorrei lo sapessi, non sono il migliore.
Ho un patto con gli anni,
cavalco,
ho paura.
Mi tengo da sempre una mano sul petto
dovesse mai smettere

ascolto

di battermi il cuore

“…E ricorda…piccola mia, ognuno paga i suoi conti, la Vita credimi non cancella  debiti a nessuno..!
Pagando s’intende, torna a farci credito della sua Bellezza!”

Ti insegnerò…

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Ti insegnerò

ad adagiare il cuore al Vento

posandolo lì dove più non soffia

a rendere amore per amore

dimenticando tutto quel che mai c’è stato

Ti insegnerò

la mitezza nell’attesa

e il coraggio di sperare

proprio quando l’ostilità

ti serra forte in una prigione di rabbia

e il gelo ti rabbuia il sangue

io senza parole

ti insegnerò

cosa dice di te

la pace dolce

del silenzio.

E quando non sai …

Quando non sai che dire…

chiedere, trovare o cercare

quando il rumore che hai dentro sovrasta ogni cosa

ovattando la mente e il cuore….

basta chiudere gli occhi

lasciarsi avvolgere

da una musica lontana…

abbandonarsi…

semplicemente

così…

volteggiando leggeri

tra spire di Speranza…

e c’è Luce sotto le palpebre

come un rasoio incide

l’oscurità

e con lo stesso potere

del “suono”…

ti culla… portandoti lontano…

altrove…persino oltre me!

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Ho voglia di migrare ,
come le rondini ,
forse l’ho già fatto
ed è per questo che non mi ritrovo più.
Sono tornata a cercarmi in una stanza senza mobilio ,
un viaggio senza valigia ,
un’unica fotografia appesa alla parete .

Sorridevo ,avevo cento anni di meno  ,e ora posso regalarti il ricordo di quello che ero.Sono cresciuta sai? Stringi forte nel pugno il mio tempo buono ,come un soffione che galleggia nell’aria sbronza di sole e di profumi .E’ il mio unico regalo.

Le domande le ho disperse nel fango ,in un rimmel che apre lo sguardo ad una verità parallela ,dove la ferocia della realtà ha abbandonato il veleno. E trovarti nel mio tempo è solo un esercizio mentale ,come le staccionate che salti prima di addormentarti .

E alle mie cene , pochi e scelti  commensali ,una chitarra e le dita immerse nella confettura  .E quelle dita poi me le ficco in bocca ,perchè il gusto lo assapori nella sostanza ,non nella forma ,ed io ,ho le mani e le labbra sporche di una realtà che ho morso e gustato fino al midollo.

Ma tu non lo sai ,pero’ puoi dirmi con disprezzo  che sono bella  ,o chiamarmi ancora Amore mio .

La verità ,e’ che sono votata alla disobbedienza ,mozzo e ammiraglio della mia nave .E questa sera vestirò il mio profumo ,poche gocce , come diceva la Divina ,e sarò bella ,come in questo specchio razionale che rimanda la mia immagine ,e sarò bella per me,per me e per chi , congiungendo le mani ,ha raccolto il mio sangue ad ogni mia morte ,per restituirmelo ossigenato ogni volta che sono risorta .

Si diventa  ridicolmente plastici ad ogni vita guadagnata .Come un bit , come un video game ,come un calzino rammendato cento volte.E in questo viaggio a ritroso nel tempo ,che non ha volto ne’ nome ,ne’ impronte sul cuore ,nuoto nel mio liquido amniotico ,e verro’ partorita ancora ,in questo asfalto che brucia gli occhi e le ginocchia ,dove la saliva ha il sapore del sangue e la pelle si avvelena di metallo e  polveri  sottili ,Siamo in guerra , ed io combatto ,faccio il filo al mio pugnale con la stessa pietra che in un’altra vita mi lapidò,e ci sputo sopra ,con disprezzo ,come il più feroce degli assassini ,perchè a tagliare  l’anima infetta ,impari la differenza tra un macellaio e un soldato.

E il mio  tempo nuovo non verrà più disperso  ,come lo sperma inutile di un maschio insicuro .E così sarà,

ogni sorriso , un fiore ,

ogni carezza , un bacio ,

ogni verità, una maglia sul  cuore .

.Ed ora , puoi baciarmi un’altra volta se vuoi .

.(…Pastelli…)

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