L’Amore nuovo

L’AMORE NUOVO
Se dentro te porti i segni di amori feroci,
se ti hanno fatto del male parole veloci,
quando il silenzio spaventa il digiuno del cuore
Io ci sarò.
Se un quintale di errori ti curva la schiena
ti hanno costretto a passare dentro la cruna
Ti toglierò alla notte e con le mie erbe
tu guarirai.
Come un giunco ti rialzerai, come un giunco ti rialzerai.

Non arrenderti

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Mi commuove la semplicità di questi versi.

Sono diretti a chiunque,  in ogni  momento della vita perché non c’è un tempo per sognare, lottare, sbagliare, amare, perdersi e ritrovarsi…

C’è tempo…c’è sempre tempo…finchè c’è Vita c’è tempo

 Non ti arrendere

Non ti arrendere, ancora sei in tempo
per arrivare e cominciar di nuovo,
accettare le tue ombre
seppellire le tue paure
liberare il buonsenso,
riprendere il volo.

Non ti arrendere perche’ la vita e cosi’
Continuare il viaggio
Perseguire i sogni
Sciogliere il tempo
togliere le macerie
e scoperchiare il cielo.

Non ti arrendere, per favore non cedere
malgrado il freddo bruci
malgrado la paura morda
malgrado il sole si nasconda
E taccia il vento
Ancora c’e’ fuoco nella tua anima
Ancora c’e’ vita nei tuoi sogni.

Perche’ la vita e’ tua
e tuo anche il desiderio
Perche lo hai voluto e perche’ ti amo
Perche’ esiste il vino e l’amore,
e’ vero.
Perche’ non vi sono ferite che non curi il tempo

Aprire le porte
Togliere i catenacci
Abbandonare le muraglie
Che ti protessero
Vivere la vita e accettare la sfida
Recuperare il sorriso
Provare un canto
Abbassare la guardia e stendere le mani
aprire le ali
e tentare di nuovo
Celebrare la vita e riprendere i cieli.

Non ti arrendere, per favore non cedere
malgrado il freddo bruci
malgrado la paura morda
malgrado il sole tramonti e taccia il vento,
ancora c’e fuoco nella tua anima,
ancora c’e vita nei tuoi sogni,
perche’ ogni giorno e’ un nuovo inizio
perche’ questa e’ l’ora e il miglior momento
perche’ non sei sola, perché io ti amo.

 Mario Benedetti
(1920-2009)
(scrittore, poeta, saggista uruguaiano)

Uno spettacolo!

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Io penso / che l’amore sia / come il sole / pur tra le nuvole / si fa dono / senza chiedere mai / nulla per sé. (F. Elmetti)

Uno degli spettacoli più belli è recarsi in riva al mare a vedere il sole sorgere dalle acque. È uno spettacolo gratuito, che ti dà grandi emozioni, perché la luce e i colori del nuovo giorno sono lì “anche per te”. Nell’aria frizzante, nel silenzio pieno di stupore, nel mormorio delle onde che s’intreccia con il volo placido dei gabbiani, tutto avviene come una nuova creazione di cui tu puoi essere solo spettatore. Prima tutto è oscurità, poi man mano che il tempo passa la luce da dentro l’acqua si stacca da essa per spandersi nell’infinità del cielo. Se tu non ci fossi a guardare quella nuova pagina di vita, il sole sorgerebbe ugualmente, eppure, se tu ci sei, in qualche modo senti che la sua luce ti avvolge e che e tuoi pensieri non possono essere che pensieri di luce, di colori, di stupore, di vita. E come non pensare alla Bellezza in quel frangente di tempo, breve e al tempo stesso eterno? La senti che ti accarezza il viso con il primo raggio di sole, la senti che t’avvolge le spalle quando la brezza si fa dolce, la senti e tu, con gli occhi umidi di chi non sa come ricambiare la gioia di quel dono, non puoi che sussurare “Grazie”.

Passione

Non siamo di certo in primavera quando è risaputo avviene il risveglio  in natura  e in noi persino  degli ormoni che  ci agitano di passione, ma  siamo in autunno, uggioso, scuro e in questi giorni anche carico di pioggia…eppure forse  perchè il tempo fuori invita al calore di un fuoco acceso  e  il rosso delle braci mi ricorda il sangue che bolle nelle vene o forse per via di questa strana febbre che ho addosso, oggi riflettevo sulla passione..su quella che fa impazzire un po’ la testa improvvisamente e ti fa fare e dire cose strane..e parlo di tutti quei pensieri che mai credevi di poter avere o che semplicemente tenevi lì accantonati pronti a scattare alla minima occasione..parlo dell’attrazione fatale che può nascere fra due persone, quella pazza idea di assecondare un desiderio che prima si muove timido timido e poi di colpo prende coraggio e ti invade fino al midollo.

Ma in fondo cos’è poi la passione tra un uomo e una donna una sorta di magia, che ha un potere di incanto  su due corpi e sguardi, bocche che si cercano, lingue che assaporano, esplorano, si assaggiano e si gustano… come quando, nella semioscurità della stanza, si giace prede di un sonno leggero ti  svegli indugiando con lo sguardo su altri occhi  e non smetti  di guardarli  di accarezzare percorrendo i lineamenti del volto fino a quando ben presto le mani  sostituiscono gli occhi e si muovono sulla linea del tuo collo, del petto e del ventre, passando per le tue braccia che assecondano il percorso galeotto delle mie dita. Dita intraprendenti, audaci, che senza alcuna vergogna o remora si lasciano guidare dalla maestra più irrefrenabile, sfrenata, dispotica: l’istinto. Ma ad ogni sfioramento, ad ogni sollazzo e ad ogni sospiro strappato, si perpetua con discrezione la consapevolezza che l’stinto non è il motore di quella passione, bensì un semplice elemento costitutivo, una conseguenza. Una conseguenza inevitabile e la tua bocca si schiude in un timido sorriso, i tuoi occhi luccicanti fissi su di me, le tue mani che non mi abbandonano mai, pur con il minimo contatto e  i nostri odori che si mischiano, si intrecciano e ci avvolgono fino al mattino successivo, come un delicato mantello invisibile, un discreto promemoria.

La danza sfrenata che si districa tra i nostri sospiri, i nostri sessi, nel sancire l’inizio di ciò che vorrei avesse fine lontana, impregna le nostre menti anche negli attimi successivi. Attimi in cui il mio respiro ansimante cessa di dipendere da me, fluisce sotto spinta involontaria, in sintonia con gli spasmi residui che mi scuotono  si mescolano ai tuoi  dopo essere stata  attraversata in ogni anfratto, penetrata.

Penso spesso  che la passione sia un eccitante  tormento e sono certa  che non possa esistere amore senza tormento, senza quella meravigliosa sofferenza che scaturisce dal bisogno impellente dell altro e dall’ incompletezza che deriva dalla sua distanza dalla vulnerabilità che ci investe quando siamo occhi negli occhi eppure ci sentiamo così vivi e capaci di abbattere qualsiasi cosa.

La passione rende vivi è questo il punto..di quella vita che si attizza,brucia ed esplode riposando in un solo respiro….appagati fino alla prossima voglia!

G.M

Donna bambina

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Bambina.
Un tempo lo fu con il riflesso ricamato dal fango,
fiore selvaggio, figlia del sole e del vento nutrita dalla pioggia e dal caso.
Sazia di periodiche probabilità.
Le sue mani erano petali, nude indifese
fragili come foglie e occhi nelle mani,
vedeva con le mani, sfiorava il mondo a raccogliere sensi
a strisciarli su muri implorando un contatto,
i suoi occhi erano sempre occhi,
e le sue mani comunque mani,
sentiva con il cuore, annusava e percepiva,
fidandosi del rigoglioso fiuto dell’amore,
dei palpiti e dei brividi,
senza raccoglierli e trattenerli.
Fu donna, a scavare desiderio dalla sua carne
per intrecciarlo ai suoi pensieri
ad assestare la sua coscienza ibrida
Fu donna
e ancora bambina.
e poi tutte e due insieme
ora ascolta la pelle..
ma si orienta con l’anima…
lei guida e traduce i segnali nascosti..
l’innocenza rimane intatta
quando abbraccia il senso dell’Amore.

G.M

14 Febbraio 2012

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E continuavo a chiedermi
perchè mai il mondo non aveva cessato di correre:
il tempo batteva i suoi inutili rumori,
gli occhi saltavano danzando tra luci e ombre
le mani con le ossa
toccavano il silenzio
per morire senza afferrare
e continuavo a chiedermi
di cosa sorridesse il sole
mentre la terra fradicia
ti pioveva addosso
senza attesa
io continuavo a guardarti
senza vederti
graffiando tutti i giorni senza i tuoi occhi
dimenticandoti senza memoria
amandoti e frantumandomi ad ogni fiato
privo del tuo respiro
io continuavo a chiedermi
e non so
cosa è rimasto di quel giorno
se non la vita di adesso
che mi si sdraia a fianco
beffandosi di questi giorni
che restano
ad aspettarti sempre.

Giusy

Ancora Rino…

Ritorno da Rino,l’avevo messo da parte…oggi lo ascolto di nuovo molto volentieri e condivido sapendo di far piacere a  qualcuno che lo apprezza …Aida, pioggia di ricordi!

Lei sfogliava i suoi ricordi
le sue istantanee
i suoi tabù
le sue madonne i suoi rosari
e mille mari
e alalà
i suoi vestiti di lino e seta
le calze a rete
Marlene e Charlot
e dopo giugno il gran conflitto
e poi l’Egitto
un’altra età
marce svastiche e federali
sotto i fanali
l’oscurità
e poi il ritorno in un paese diviso
nero nel viso
più rosso d’amore
Aida come sei bella
Aida le tue battaglie
i compromessi
la povertà
i salari bassi la fame bussa
il terrore russo
Cristo e Stalin
Aida la costituente
la democrazia
e chi ce l’ha
e poi trent’anni di safari
fra antilopi e giaguari
sciacalli e lapin
Aida come sei bella…