Piccola preghiera semplice…

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“ Padre, insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo

alla sapienza del cuore”

(Salmo 90,12).

«…e giungeremo alla sapienza del cuore»

In che cosa precisamente consiste la sapienza del cuore? Qual è la via o l’esercizio concreto di vita per conseguirla? Per quale direzione muovere i passi di ricerca per individuarne la fonte segreta?

I salmisti, maestri di vita e di preghiera, ci offrono indicazioni precise e vere, prive di illusioni e di inganni. La sapienza sta nell’imparare a «misurare la mia vita», nel saper «contare i miei giorni» che, per altro, «sono quasi tutti fatica e dolore e passano presto…». La sapienza del cuore sta nel valutare «quanto è breve la mia vita».

Il tempo della vita è, in realtà, sempre e per tutti molto breve: è subito sera, è subito mattina, è subito la fine della settimana…; passa in modo inesorabile, fa scorrere attimi, ore, giorni e anni senza che lo si possa fermare; e, come gelido vento, mi raggiunge e lascia segni inconfondibili sulla mia persona. E tuttavia ogni giorno è un “momento” importante e irripetibile della mia vita; ogni giorno è unico, decisivo e definitivo;

«Un cuore sapiente», scrive il Larranaga, «sa che è follia piangere oggi per cose che domani non ci saranno, sa che i dispiaceri sono portati via dal vento (per che cosa soffrire?), che la vita è fiore di un giorno, che la gloria è suono di flauto, il cui finale è il silenzio, che la moda è ciò che muta, che la caducità è la verità, che la transitorietà è la verità, che le apparenze sono la menzogna, che soffriamo ed agonizziamo per la menzogna delle cose, che l’apparenza ci seduce e ci tiranneggia, ci obbliga e ci piega».

Pertanto, è sapiente il cuore dell’uomo che sa accettare con animo forte e sereno la realtà ineludibile del limite della propria creaturalità: che alcune frontiere dell’esistenza non si possono valicare, che certe leggi della vita vanno accolte e rispettate e che certi vuoti non possono essere colmati. E ciò non per un cieco determinismo, ma solo per il dato reale e non modificabile della realtà creaturale. Ebbene, avvertire questi limiti e accettarli con serenità è un segno di grande saggezza.

E’ sapiente il cuore dell’uomo che sa “fare il passo proporzionato alla gamba”, come recita anche un noto proverbio, che pondera bene le scelte del quotidiano e le grandi opzioni della vita; che è molto realista e poco o affatto idealista; che non cede alle illusioni e, perciò, non cade in cocenti delusioni; che sa liberarsi dalle false sicurezze, sa misurarsi onestamente con le varie difficoltà e sa mettere nel debito conto eventuali errori e fallimenti, incomprensioni e critiche, dispiaceri e contrarietà, disistima e isolamento.

Quest’uomo saggio non risparmia fatiche e rinunce per superare situazioni sfavorevoli; fa appello a tutte le sue risorse, investe con generosità le sue energie e tutto il tempo che ha a disposizione…

Quindi…ancora e ancora nella quiete e nella tempesta…arenata, immobile,in viaggio con il vento a favore e quello contrario…il Mare mi canta: Impara a contare i tuoi giorni!

Di strade, vie e notte….

Io non so se avete mai provato la sensazione e il desiderio improvviso di allontanarvi…da qualcosa, qualcuno..dal tutto e dal niente, a me capita, succede spesso che ad un tratto ogni parola, ogni gesto ed ogni silenzio diventa insopportabile ed allora afferro le chiavi dell’auto quella che tutti qui in casa snobbano perchè piccola e tutta ammaccata…quella che un tempo abbiamo acquistato dopo un lungo periodo di sacrifici..mettendo da parte ogni centesimo ..fino a raggiungere la fatidica somma di duemila euro…un utilitaria, piccola cilindrata, esigue pretese di mantenimento…rigorosamente di seconda mano,ricordo quel giorno..eravamo elettrizzati…finalmente , avevamo raggiunto il nostro obiettivo, in un momento che facevi persino fatica a desiderare qualcosa, tempi scuri allora!…ma tutti qui in casa sembrano averlo dimenticato..ora si esce soltanto con la berlina nuova di zecca, inutili prediche le mie a ribadire che non sono queste le cose importanti della vita, che non è da ciò che si possiede che si misura il valore di una persona, parole al vento! Ah, la gioventù!  sopporto perchè so, che avranno tempo per comprendere , tollero perchè capisco che alla loro età si è concentrati su altro e l’esistenza appare così facile e leggera! 

Amo guidare di notte, quando le strade sono libere e ti avvolge soltanto il rumore della musica nell’abitacolo della tua auto….quando tu  ti sei allontanata appena qualche chilometro da casa e ti senti distante anni luce…irraggiungibile…amo incrociare qualche sguardo solitario nella notte e immaginare così di essere una tra mille che in quel preciso momento è altrove…amo le mie mani sul volante e credere che a decidere ogni cosa..velocità, accelerazione,frenata,retromarcia…sono io e soltanto io…amo la strada davanti..che sembra infinita..che può portarmi ovunque io desideri, amo sentire il mio respiro, affannoso, tranquillo che marcia in sintonia con i mie pensieri, amo il mio cuore che sembra correre..correre e poi calmarsi di colpo per farmi sentire che esisto…ed amo le mie lacrime che non si vergognano di scendere sul viso…mentre i singhiozzi finalmente diventano muti e la via mi abbraccia con le sue curve e i suoi bivi…sembra dirmi …guida piano…la strada per un viaggio ti è amica se cerchi il Mare!

Pomeriggio mesto e assonnato…strada alle spalle e mare davanti

On the road… si prosegue, tra soste obbligate e strade senza ponti, si corre,si striscia qualche volta e ci si stanca..vedo i piedi  e ci scopro ancora miglia e miglia da fare..vedo il mare e capisco che si sopravvive … si torna anche dopo il peggior hangover e c’è sempre un’ Itaca…

Per ogni passo

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Una preghiera per ogni passo

calpestare strada come un canto

tutto l’Amore è viaggio nel tempo

sabbia perlustrata, grotte dipinte,

gola di pietra calcarea

vento che raschia aria

sole a ferire la neve

luce a cristallizzare fiato

spazio bianco trasudante bianco

come una pellicola esposta al buio

accanto ai piedi

gioia impronunciabile

impronte di carezze

e pieghe di carta increspata

riempite da pioggia

e capire che non c’è canzone che il Mare

 non sappia  mettersi in bocca!

G.M