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Quanta crudeltà nasconde la natura senza amore. Quante dimensioni hai?  tu natura! Nemmeno l’assurdo trova più rifugio tra le tue spire. Com’è difficile avere un cuore solo, per un amore solo. Ho tante domande, mio cielo. Ma tu ora, non vuoi parlarmi. Mi nascondi le sue carezze. Il gioco di ogni tremore dolce.

La storia siamo noi…

La Storia siamo noi

nessuno si senta offeso

siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo

la Storia siamo noi

attenzione

nessuno si senta escluso.

 

La Storia siamo noi

siamo noi queste onde nel mare

questo rumore che rompe il silenzio

questo silenzio così dura da raccontare.

 

E poi ti dicono tutti sono uguali

tutti rubano alla stessa maniera

ma è solo un modo per convincerti

a restare in casa quando viene la sera

però la Storia non si ferma davvero

davanti a un portone

la Storia entra dentro le nostre stanze 

e le brucia

la Storia dà torto o dà ragione.

 

La Storia siamo noi

siamo noi che scriviamo le lettere

siamo noi che abbiamo tutto da vincere

o tutto da perdere

 

Poi la gente,

perché è la gente che fa la Storia,

quando è il momento di scegliere

e di andare te la ritrovi

tutta con gli occhi aperti

che sanno benissimo cosa fare

quelli che hanno letto un milione di libri

e quelli che non sanno nemmeno parlare

è per questo che la Storia dà i brividi

e nessuno la può cambiare.

 

La Storia siamo noi

siamo noi padri e figli

siamo noi

bella ciao

che partiamo

la Storia non ha nascondigli

la Storia non passa la mano

la Storia siamo noi

siamo noi questo piatto di grano.

P.S: La storia non ha nascondigli…si svela ad ogni silenzio e ad ogni rumore, si muove nel tempo, ti porta e ti toglie ad ogni fiato sempre qualcosa, e tu senti che alla fine non resterà che questo cuore che si agita senza pace se non trova amore dove poter dormire…o soltanto una carezza dove potersi abbandonare.

Non si può morire dentro

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Si muore qualche volta per il rumore che sovrasta la musica dell’anima quando vibra e canta. quel fastidioso chiacchiericcio inutile che fanno certi lamenti irrisolti, quel borbottìo noioso del tempo che cade nel vuoto;

Si muore qualche volta,spesse volte  con occhi ruvidi affannati alla  ricerca di giorni da vivere in attimi. con soltanto  sguardi immobili e carnali  e la sensazione di cuore vuoto, dimenticato nei silenzi…

Si muore respirando fiato  sporco di cenere e di sogni e il ghiaccio  invernale a primavera imperlato di profumi che sfuggono alla memoria mentre in lontananza risuonano sussurri d’estasi nascosti;

Si muore con  il  richiamo di questo mondo alveare, in cui tutto sta a tutto, purché tutto sia prodotto, vendibile, acquistabile, spessissimo inutile.. e sfuggono le mani, la tenerezza, la dolcezza e la misura equa del bene;

Si muore in una crosta di stanchezza e delusione si ispessiscono rapide, un po’ fra le troppe parole che spendo , un po’ nei silenzi in cui mi rifugio.tra le siepi dei poeti, per scrutare orizzonti infiniti e malinconiche memorie.. con tutto questo infinito languore, desiderando altro e altro ancora e altro da me. Quando forse niente mi è stato dato di avere;

Si muore, e non c’è caldo di sole che sappia avvolgermi lento e convincente quanto oggi, più di oggi; né che una nebbia densissima intiepidisca di piacevole tristezza il lento passo che cedo al destino e intanto visualizzo una linea che si staglia dal fondo e vorrei seguirla con tutta la mia  paura già nota, il mio desiderio opposto alla caparbietà. Desiderio pulito, onesto, come un profilo qualunque. Il profilo migliore..e di nuovo la linea  che si spezza di continuo. Come il bianco sull’asfalto più scuro:

 Si muore…per ogni piccola cosa che diventa muro, confine…barriera, tra te e il mondo, e non si arriva più al cuore..e il dolore grida più forte o tace per sempre e capisci che da lì in poi puoi soltanto precipitare o volare.

 

 

 

io

Ci sono voci che non possono ferire e rompere il silenzio

restano taciute,chiuse come un pugno  tra costole e stomaco

dilatano gli occhi verso il muro chiudendo occhi all’orizzonte

promontori invalicabili

isole sommerse

che aspettano Cielo per poter  piangere

Il Mare conserva pure questo…. nei suoi abissi:

atroce, spietata  Solitudine

omertosa!  destinate a morire

sepolte vive con  le palpebre essiccate e  le labbra cucite.

G.M

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Un deserto è un luogo in la vita é molto condensata. Le radici di ciò che vive sono aggrappato all’ultima lacrima d’acqua, e il fiore tesaurizza l’umidore apparendo soltanto presto la mattina e nel tardo pomeriggio. La vita nel deserto è piccola ma brillante, e quanto accade si svolge per lo più nel sottosuolo. Come la vita di molte donne. 

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Non sottovalutate mai, vi prego, una lacrima può nascondere fiume d’acqua

ristagnata che non può correre verso il mare…

non sottovalutate mai, vi prego,un sorriso, una gioa, un impeto d’euforia improvvisa

può essere infinita tristezza sciolta dai lacci della più cruda disperazione…

non sottovalutate mai, vi prego, una parola..una sola parola può fare la differenza

nell’eterna sfida della solitudine più profonda…

e non sottovalutate nulla di tutto ciò che non vi  è facile capire, la comprensione autentica percorre sempre le strade più  strane e impervie prima di essere verità..

e infine  ma non per ordine di importanza, non sottovalutate, mai vi prego un silenzio, a volte è l’unica scelta, l’ultima resa contro le barriere che creano certe parole  che possono essere evitate.. a volte è solo bisogno di trovare una via che ci riporti indietro  il cuore..e qualche volte è soltanto bisogno di noi, di sentirci nel solo modo in cui riusciamo ad amarci.

G.M

Estasi e abisso

Stasera ho scelto per me musica carezzevole…morbida, la mia anima in questi ultimi giorni si è voluta stordire  di ritmo e parole nel tentativo di colmare il frastuono che spesso accompagna la solitudine, quel sentirsi soli in quella terribile contraddizione che può esistere quando hai troppe cose da voler dire e sei invece costretta dalle circostanze e dalle barriere delle riserve che impongono certe inutili conversazioni che sembrano toccare tutto quello che ti circonda ma mai il tuo io profondo, il blu..che è molto più di un colore per me, è il mio modo di essere ed esistere, ed allora ti ritrovi a reprimere, scegli apposta di tacere. 

E’ anche questo un modo di essere e sentirsi soli..non riuscire a trovare qualcuno da cui ti senti davvero ascoltata,  per la maggior parte delle volte e tranne qualche rara eccezione io mi sento sondata, scrutata, criticata, travisata..e attaccata e finisco con il ritrovarmi nel bel mezzo di una guerra dichiarata ed allora di conseguenza combatto, lotto..fino allo stremo delle mie forze e mi vedo catapultata in assurde lotte di potere che non ho scelto di fare per poi chiudermi nel silenzio.

Tutto questo ovviamente al costo di sofferenza..ed allora mi confondo e vedo lo spettro del mio abisso più scuro,vedo immagini di me che faccio fatica a riconoscere. Faccio tesoro di questo per orientare il mio di approccio verso gli altri nella direzione giusta.

Fortunatamente ho fatto durante il corso della mia esistenza poche ma sostanziali esperienze che sono tutto l’esatto contrario…incontri in cui una corretta comunicazione è stata determinante per stabilire legami profondi, quasi sublimi tanto forti di autenticità e rispetto da farmi sentire compresa, capita e persino amata..estasi e bellezza nella presa di coscienza che sì siamo soli ma ogni solitudine può essere accarezzata e abbracciata da altri cuori, e non importa se per un momento o per sempre..perchè di questo contatto rimane traccia, una firma indelebile sui nostri giorni.

Ho le mie estasi e i miei abissi..come chiunque a questo mondo, ma è buio, sera, quasi notte è il mio desiderio adesso è quello di essere riconoscente ad entrambe queste facce della stessa medaglie, perchè comunque ho imparato e sono cresciuta con il loro contributo e continuerò a scoprire, amare, vedere, rendermi conto d’ora in avanti della bellezza della vita anche per merito loro.

G.M

Chiari di Luna


Testo Tradotto

È un giorno di gioia che ho appena vissuto
è un giorno di noia che sto per incontrare:
il primo che se ne va così
come l’ultimo che viene
sono sempre due giorni che so d’amare.

Noi avremo due giorni: e “voilà le vivre”
il primo in aprile
l’ultimo come in inverno
fra i sorrisi di una donna
che parte e che torna
in mezzo a quei bambini
che siamo proprio noi.

Io ho solo due giorni: e “voilà le vivre”
sono due giorni troppo brevi per poter cantare
ma io sono un uomo e non voglio dimenticare niente
sono sempre due giorni che so d’amare.

Noi avremo soltanto sogni da vivere:
il primo è l’amore
l’ultimo il tuo amore
goduto male come un amico
che viene e va
e goduto in fretta
per non essere noi stessi).

Vecchioni

Echi di Beethoven per un volo sugli orizzonti della vita…

con i suoi voli e le sue discese..

movimenti leggeri…mentre ti pare di vedere il cuore

 stanco di tremare..

G.M