Sono colei

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Sono colei 

che percorreva le tue vie

scansando i sassi

rimestava sabbia e acqua

per farne campo

sono sempre io,

sono colei

che ti vide tenero e solo

ma ti rimandò negli occhi

la tua potenza fatta 

 da tutto quel di mio tremava in te

ad ogni tua carezza..

sono io… colei

 che sconfinata terra

al limite del tue mani

si perse  nell’incanto 

di un luogo segreto

 il cielo vi cadde  con il suo tempo sottratto alla luce

 la pelle, le curve e i mie fianchi solo suono

dune il tuo fiato

di cui gli occhi sanno  il clamore

un posto che è un canto

che solo tu sai ritrovare.

Giusy Montalbano

Come….una preghiera

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Come un uccello sul filo
Come un ubriaco in un coro di mezzanotte
Ho cercato a modo mio di essere libero.
Come un verme sull’amo
Come un cavaliere in qualche libro antico e fuori moda
Ho conservato i miei brandelli per Te.

Se non sono stato giusto
Spero Tu possa lasciar correre
Se non sono stato sincero
Spero Tu sappia che non mi rivolgevo a Te.

Come un bimbo nato morto
Come una bestia col corno
Ho lacerato chiunque cercasse di raggiungermi.
Ma giuro su questa canzone
E su tutto ciò che ho fatto di sbagliato
Che rimetterò ogni cosa a Te.

Ho visto un mendicante appoggiato alla sua stampella di legno
Mi ha detto: “Non devi chiedere tanto.”
E una graziosa donna affacciarsi dalla sua porta buia,
Mi ha urlato: “Perché non chiedere di più?”

Come un uccello sul filo
Come un ubriaco in un coro di mezzanotte
Ho cercato a modo mio di essere libero.

Leonard Cohen

E quando non sai …

Quando non sai che dire…

chiedere, trovare o cercare

quando il rumore che hai dentro sovrasta ogni cosa

ovattando la mente e il cuore….

basta chiudere gli occhi

lasciarsi avvolgere

da una musica lontana…

abbandonarsi…

semplicemente

così…

volteggiando leggeri

tra spire di Speranza…

e c’è Luce sotto le palpebre

come un rasoio incide

l’oscurità

e con lo stesso potere

del “suono”…

ti culla… portandoti lontano…

altrove…persino oltre me!

Accade un giorno…

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E accade un giorno, così quasi per caso che ti accorgi che hai raccolto dal tempo mille passi e non ti pare vero..come i tuoi piedi graffiati, il bruciore dei muscoli tesi dalla fatica, vero l’oblio e vera la foglia secca più fresca del germoglio e di tante altre cose si può dire, ma è ancora più vera la lontananza;

Accade un giorno…così per caso che comprendi la tua caparbia volontà di essere sempre assente alla noia e al disincanto perché solo così si manifesta la tua magia…quella di sentirsi vivi,  che insisti  nel ricercarti nel fuscello e mai nell’albero spiegato, mai nel pieno, sempre nel vuoto: in quello che anche al trapano resiste e non sai più se l’innocenza è un colpa oppure si coglie sulla soglia dei Lari;

Accade un giorno, così per caso che  sai che niente cambia dove niente è stato,nessuna fine arriva dove nulla è cominciato e non c’è rimpianto di un passato non vissuto,né alcuna nostalgia di un sogno mai sfiorato. Non una una stilla di lacrima a testimonianza del dolore,quando non esiste offesa se non nei recessi del cuore che è l’unico rifugio in cui poter tornare per ricordare il tempo di un attimo irreale;

Accade, si accade così per caso  che capisci che nulla di quello che ti è stato raccontato corrisponde a quello che sperimenterai sulla tua pelle, che non sempre è vero che dopo la pioggia torna il sereno, perché esistono intere stagioni imperversate  dagli scrosci insistenti del cielo e che non corrisponde a verità l’adagio che recita che “il momento più buio della notte è quello che precede l’aurora” …perché non c’è momento più scuro di quando ti accorgi di aver smesso di sperare;

(Ispirata da Montale…e da “un giorno per caso”)

Sono una piccola donna

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Sono una piccola donna

piccole spalle che hanno retto ogni sorta di dolore

dal ventre come conchiglia

e gambe veloci

di corse contro il tempo

mani minuscole

 tutta tenerezza

Sono una piccola donna

occhi come sottili fasce di luce

 e  sguardi come pioggia di chiarore

piccole labbra 

piccoli baci

piccoli respiri

sono una donna, minuta

ridotta, piccina

contesa da una Bellezza che mi vuole

immensa, vasta e sconfinata

incontenibile anfora d’amore

che riversa il suo bene 

ad ogni passo 

sono piccola…

contenuta tutta

raccolta intera

nella grande strabiliante

 dolcezza della Vita.

Come piuma leggera

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Contai gli anni del mio tempo  in fili

prima di farne matasse da sciogliere

per ricamare filigrane di luce

diedi un numero ad ogni tuo bacio

disponendolo in ordine primo e  assoluto

per riconoscerlo importante tra i tanti

come Luna

toccai ogni tuo lembo con un solo sguardo

svegliai la pioggia

tra i canneti del tuo sonno

piansi sulla tua pelle

tra i segni dove sono accadute molte cose

scivolando piano rimasi a lungo

tra le dune di voci che gridavano  Amore

e come piuma leggera

danzai sulla Tua Bellezza.

Per vivere

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Non vagherò più,non strapazzerò le foglie per leggerne il dolore
non fiuterò le tracce del mio sangue per affogarci dentro il cuore
e non mi limiterò a saperla la bellezza
ne curerò il desiderio di incontrarla
per non spegnere l’incanto e lo stupore
perchè forse non sai che di questa mia fame di gioia
ne ho fatto pane
di questa arsura
ne ho fatto mare
danzando con poetico abbandono
leggera
offrirò il mio viso sporco d’argilla alla terra
vibrando ad ogni carezza che il vento vorrà offrirmi
così docile e fiera
così sola e affollata di voci ed aromi
così tumultuosa e serena
struggente e gioiosa
metà polvere metà cielo
nascerò ancora per ogni sorridente respiro

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E io ho il vento nel cuore

e con la tempesta corro nei cieli carichi di pioggia;

salgo e scendo,sfreccio rapido tra le fole che si intrecciano

in mille gorghi e spirali.

E io ho il sole nel cuore

e con i raggi sinuosi mi lascio scivolare sino a terra;

m’immergo nella calda luce e sprofondo nel culmine del volto sorridente

dove la dolce carezza m’acquieta.

E io ho la pioggia nel cuore,

e con gli scrosci divento acqua ridente;

cado quand’essa cade e in rivoli m’addentro nei meandri oscuri,

fra le pieghe di Madre Terra.

E io ho la terra nel cuore,

profumata pelle di chicchi di roccia;

sono pietra dura e sabbia fine,

zolla fertile ed erba tenera

e con risa di frane corro lungo le montagne.

E io sono aria nel cuore,

e sono fuoco nel cuore;

sono acqua ,

e sono terra nel cuore.

Eryr Nemeton

Non è bastato

Occorre tanta luce sfavillante

su righe di pensieri grigi e spenti

ci vuole più di un sacco di polvere e sabbia

a ricoprire fosse aperte

da zingari e mercenari

mi hanno preso tutto

succhiata come un guscio

ingoiata  di  succo e  midollo..

non  è bastato.

sono rimasta intera

fatta di mille frantumi

tagliente e tenera

con il cuore fatto a conchiglia

che  Poesia veste di Mare

spoglia e lontana

irraggiungibile

piena di sale

solo così

bacio la Vita..

onda  dolcissima

diventa il mio fiato..

un respiro

nella mente

ogni abbraccio.