Elogio alla lentezza

Un passo alla volta

Un cielo dietro l’altro

La rosa si annusa e poi si spoglia

Petalo dentro petalo

Si conosce primavera

Punto dietro punto

È Manifesta la trama

Un giorno e poi un giorno

Giunge il mattino

Le aurore seguono i tramonti

Assenso dopo assenso

Trasformi il diniego

Tramuti le promesse

Lentamente senza fretta

Conduci all’altare del mondo

l’anfora pregiata del dolore

 lo svuoti

ed ecco

il miele della pazienza

Passo dopo passo

Dolcezza nell’attesa

Giusy Montalbano

Attesa

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“Chiediti dove non hai visto Dio, lì dove non lo vedi hai bisogno di ricapitolazione”.

Tra sospiri cadenti
tempo immobile
Aspetto…
Guardami!
Spezza l’incanto del battito del polso
Liberami dalla crudeltà dei
Venti di sempre
Sole sospeso nella sete di nebbia
Tappeto sfibrato il mio cuore ti invoca
Danzo senza voce su frammenti e schegge
Capovolgo il tempo
Lo capovolgo invano
Tu penetri il silenzio
Ascolto il bisbigliare umido delle erbe
Il nome mio
impeto fragoroso e nudo
scroscia dalle Tue labbra
Nei miei occhi
Quali lucentezze mai spiegate!

Giusy Montalbano

Sale..non miele

Ho perso memoria della Luce
L’oscurità ha sigillato le palpebre
E le ciglia sono persiane che grondano affamate
spiragli d’aria
scaccio polvere spazzando tempeste di sabbia
arroccata da secoli su questo Tabor
la mia forza resta l’attesa
so solo piangere le mie croci
ti aspetto come si attendono i domani
in giornate senza fine
buio attorno
cuore di sale
e un vaso di miele custodito

tra costole e stomaco
Se solo arrivassi potrei ricordare!

Giusy Montalbano

Sono colei

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Sono colei 

che percorreva le tue vie

scansando i sassi

rimestava sabbia e acqua

per farne campo

sono sempre io,

sono colei

che ti vide tenero e solo

ma ti rimandò negli occhi

la tua potenza fatta 

 da tutto quel di mio tremava in te

ad ogni tua carezza..

sono io… colei

 che sconfinata terra

al limite del tue mani

si perse  nell’incanto 

di un luogo segreto

 il cielo vi cadde  con il suo tempo sottratto alla luce

 la pelle, le curve e i mie fianchi solo suono

dune il tuo fiato

di cui gli occhi sanno  il clamore

un posto che è un canto

che solo tu sai ritrovare.

Giusy Montalbano

Come….una preghiera

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Come un uccello sul filo
Come un ubriaco in un coro di mezzanotte
Ho cercato a modo mio di essere libero.
Come un verme sull’amo
Come un cavaliere in qualche libro antico e fuori moda
Ho conservato i miei brandelli per Te.

Se non sono stato giusto
Spero Tu possa lasciar correre
Se non sono stato sincero
Spero Tu sappia che non mi rivolgevo a Te.

Come un bimbo nato morto
Come una bestia col corno
Ho lacerato chiunque cercasse di raggiungermi.
Ma giuro su questa canzone
E su tutto ciò che ho fatto di sbagliato
Che rimetterò ogni cosa a Te.

Ho visto un mendicante appoggiato alla sua stampella di legno
Mi ha detto: “Non devi chiedere tanto.”
E una graziosa donna affacciarsi dalla sua porta buia,
Mi ha urlato: “Perché non chiedere di più?”

Come un uccello sul filo
Come un ubriaco in un coro di mezzanotte
Ho cercato a modo mio di essere libero.

Leonard Cohen

E quando non sai …

Quando non sai che dire…

chiedere, trovare o cercare

quando il rumore che hai dentro sovrasta ogni cosa

ovattando la mente e il cuore….

basta chiudere gli occhi

lasciarsi avvolgere

da una musica lontana…

abbandonarsi…

semplicemente

così…

volteggiando leggeri

tra spire di Speranza…

e c’è Luce sotto le palpebre

come un rasoio incide

l’oscurità

e con lo stesso potere

del “suono”…

ti culla… portandoti lontano…

altrove…persino oltre me!

Accade un giorno…

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E accade un giorno, così quasi per caso che ti accorgi che hai raccolto dal tempo mille passi e non ti pare vero..come i tuoi piedi graffiati, il bruciore dei muscoli tesi dalla fatica, vero l’oblio e vera la foglia secca più fresca del germoglio e di tante altre cose si può dire, ma è ancora più vera la lontananza;

Accade un giorno…così per caso che comprendi la tua caparbia volontà di essere sempre assente alla noia e al disincanto perché solo così si manifesta la tua magia…quella di sentirsi vivi,  che insisti  nel ricercarti nel fuscello e mai nell’albero spiegato, mai nel pieno, sempre nel vuoto: in quello che anche al trapano resiste e non sai più se l’innocenza è un colpa oppure si coglie sulla soglia dei Lari;

Accade un giorno, così per caso che  sai che niente cambia dove niente è stato,nessuna fine arriva dove nulla è cominciato e non c’è rimpianto di un passato non vissuto,né alcuna nostalgia di un sogno mai sfiorato. Non una una stilla di lacrima a testimonianza del dolore,quando non esiste offesa se non nei recessi del cuore che è l’unico rifugio in cui poter tornare per ricordare il tempo di un attimo irreale;

Accade, si accade così per caso  che capisci che nulla di quello che ti è stato raccontato corrisponde a quello che sperimenterai sulla tua pelle, che non sempre è vero che dopo la pioggia torna il sereno, perché esistono intere stagioni imperversate  dagli scrosci insistenti del cielo e che non corrisponde a verità l’adagio che recita che “il momento più buio della notte è quello che precede l’aurora” …perché non c’è momento più scuro di quando ti accorgi di aver smesso di sperare;

(Ispirata da Montale…e da “un giorno per caso”)

Sono una piccola donna

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Sono una piccola donna

piccole spalle che hanno retto ogni sorta di dolore

dal ventre come conchiglia

e gambe veloci

di corse contro il tempo

mani minuscole

 tutta tenerezza

Sono una piccola donna

occhi come sottili fasce di luce

 e  sguardi come pioggia di chiarore

piccole labbra 

piccoli baci

piccoli respiri

sono una donna, minuta

ridotta, piccina

contesa da una Bellezza che mi vuole

immensa, vasta e sconfinata

incontenibile anfora d’amore

che riversa il suo bene 

ad ogni passo 

sono piccola…

contenuta tutta

raccolta intera

nella grande strabiliante

 dolcezza della Vita.

Come piuma leggera

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Contai gli anni del mio tempo  in fili

prima di farne matasse da sciogliere

per ricamare filigrane di luce

diedi un numero ad ogni tuo bacio

disponendolo in ordine primo e  assoluto

per riconoscerlo importante tra i tanti

come Luna

toccai ogni tuo lembo con un solo sguardo

svegliai la pioggia

tra i canneti del tuo sonno

piansi sulla tua pelle

tra i segni dove sono accadute molte cose

scivolando piano rimasi a lungo

tra le dune di voci che gridavano  Amore

e come piuma leggera

danzai sulla Tua Bellezza.