Ragione e meraviglia

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Il presupposto per una autentica consapevolezza è il senso di meraviglia, riuscire a liberarsi dallo spirito conformistico con cui solitamente accettiamo nozioni convenzionali, clichè mentali è questo credo l’obiettivo che mi preme di raggiungere. Mi accorgo che posso guardare il mondo e la vita con due facoltà: la ragione e la meraviglia, con la prima si tende a spiegare ogni cosa o di adattarlo ai nostri concetti, con la seconda si ci sforza di adattare al mondo la nostra mente.

E’ la meraviglia più che il dubbio, la fonte della conoscenza, il dubbio sorge sulla scia della conoscenza, esso sfida la mente riguardo alla realtà e chiede continui esami e verifiche di ciò che è depositato in essa, un’attività mentale che dipende da svariati elementi, vedere,giudicare, formare un’opinione e dubitare cioè mettere sotto esame tutto ciò che avevamo accettato come possibile verità.La meraviglia invece trascende la conoscenza, in altre parole la meraviglia è lo stato d’animo in cui non guardiamo alla realtà attraverso il reticolato della nostra conoscenza memorizzata, nulla è dato per scontato, siamo semplicemente stupiti dal fatto stesso di vedere e sentire qualcosa, stupiti non solo di fronte a valori o cose particolari ma per il fatto che quel qualcosa possa esistere, tutto possiamo mettere in discussione tranne il fatto di sentirci colpiti dallo stupore.

Il dubbio può essere sciolto e persino dimenticato, mentre uno stato di stupore non si cancella mai, resta sotto il mare fluttuante della nostra memoria, una traccia indelebile nell’abisso della nostra coscienza che emerge a volte inatteso a ricordarci il mistero della Gioia nascosta dell’esistenza.

Comincio a comprendere perchè la mia anima vive di questa perenne nostalgia per la Gioia, perchè sono irresistibilmente attratta dalla meraviglia…è il segno atavico del sorriso, quel sorriso endogeno della Vita che cerco in ogni cosa,tenerissimo e straordinario come uno stupore acceso.

G.M