Una giornata al mare

Tu sei rimasta sola,
dolce madonna sola,
nelle ombre di un sogno
o forse di una fotografia lontani dal mare
con solo un geranio e un balcone

Ti splende negli occhi la notte
di tutta una vita passata a guardare
le stelle lontano dal mare
e l’ epoca mia è la tua
e quella dei nonni dei nonni
vissula neglia anni a pensare

Una giornata al mare
tanto per noi morire
nelle ombre di un sogno
o forse di una fotografia lontani dal mare
con solo un geranio e un balcone…

Dolcissima “Beguine.”…..da ballare in punta di piedi..

Sogni possibili

Cosa potrebbe mai accaderci a noi
che ci siamo stesi così vicini
alle carcasse di navi pirata
al luogo della fabbrica di morte
dondolandoci
come panni stesi al vento
nel giardino di mia nonna.

I nostri avi hanno conquistato terre
e non siamo più esiliati
nell’indifferenza
riparati dalle paure dei secoli
appena riparati dalla schiuma
ardente nella morsa dei cavalli sfiancati.

Ora, i nostri piedi affondano
dolcemente
nei ricordi d’una memoria sepolta.
Chiamami
E’ notte, lungo il sentiero dei ricci,
guarda i loro aculei come brillano
finché saranno terra come noi.

Rinasceremo,
tu, con labbra premute  sui miei silenzi di vetro
ed io, che accarezzo i tuoi capelli
luminosi, trattenendo le lacrime
sul bordo della tua  ultima poesia.

Teneri, come la curva delle pietre
del nostro mare che ci videro senza veli,
rinasceremo, cuciti insieme
come giovani isole immerse nell’oceano
e gli astri inventare un canto nuovo.

Chiamami ancora,
passa dal giardino profumato di basilico
e sentirai di nuovo il canto dei poeti
sul bordo della tua finestra, socchiusa
per lasciare gli occhi dell’orizzonte
immaginare pezzi di Cielo

confusi nel fondo oscuro

dei nostri occhi ignari.

(…Blu..)

 

Io dal Mare

“barche stelle insonni a ramazzare
nelle stanze di Nettuno
o turbini di sabbia tra le dune calve
sulle orme perse da qualcuno
e io
dal mare ho il sangue e amaro rimarrò
perché calmare il mare non si può
i miei si amarono laggiù
in un agosto e un altro sole si annegò
lingue di fuoco e uve fragole
quando il giorno cammina ancora
sulle tegole del cielo
e sembra non sedersi mai.
e innanzi al mare ad ansimare sto
perché domare il mare non si può
e come pietra annerirò
a consumare
a catramare
a tracimare

a fiumare
a schiumare
a chiamare
quel mare che fu madre e che non so…”

Io dal Mare ho preso il richiamo,voce che ammalia ogni mia tempesta, ho preso il vento che issa le vele in corsa verso nuovi orizzonti di pace, ho preso salsedine e acqua, pioggia di cuore che calma ogni sete io dal Mare ho vinto l’amaro disincanto e i colpi crudeli del tempo inabissato nella solitudine e nella dimenticanza. io dal Mare vivo e respiro,squamata dai graffi di ogni dolore,scivolo lenta come fossi onda e mi riposo dolce come il sangue che fluisce senza forza ..da qui so arrivare fino alle vene che scorrono senza ostruzione al centro del cuore per farlo battere di Vita, Meraviglia ed Incanto!

Storie di naviganti…

Io ritorno indietro a ieri

Ai piaceri ai dolori.

Io rinasco volentieri

Io, non resto qua, non voglio la carità!

Una capanna lungo il fiume.

Cacciatore, se avrò fame

Dalla terra generosa,

Se saprò aspettare nascerà una rosa

E’ vero

Su quel veliero in mezzo al mare naufragavo è vero!

Per un morso di serpente, sarei morto è vero

Che soffrivo, per il caldo e il gelo

E’ vero

Che ogni volta che fallivo, mi si apriva il cuore

Che barattavo le mie pelli per un po’ d’amore

Amore Una montagna da violare, l’amore.

Tu lo sai

Perché mai, ho tradito il mio coraggio

Perché poi mi rassegno così?

Lasciami provare?
Se mi posso riscattare!
Lascia che tramonti il sole?
Lascia pure la vendetta, a chi, vendetta vuole!
Agli ingordi, una vetrina?
Al condannato un altro giorno?
E a chi avrà pagato? fuori dall’inferno!
Vieni via
Pure tu?
Prima che sia troppo tardi?
Altrimenti, ti perdi chissà?

Lascia che tocchino il fondo!
Che si litighino il mondo?
Casomai ritroveremo Noè!!!
Porta, il cane tuo fedele?
Un po? di riso, due candele?
Per il sogno più ardito che hai!
Quando il cielo scoppierà?Noi saremo già lontani!!!

Mare

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 Ci sei Tu Mare,

Tu che danzi refrattario alle indolenze

e che assorbi i frutti acerbi di ogni giorno

Nasci sempre tra i colori di un corallo

ammainando le mie vesti controvento

Tracci linee quando è cenere la notte

e ti frangi spumeggiando in nuove albe.

Una Musica in testa

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Un lancio nel vuoto

mentre la vita inquieta aspettava

i miei giorni e le lune

ancora vago

funambola lieve

che scortica il tempo sulla corda del dolore

Un soffio…uno sputo

che il vento cambiò in un bacio

ancora prima di nascere

cadevo nella memoria di una melodia antica

sfuggente e dolcissima

zampillante di quiete 

sfumata tra ranuncoli e querce

gonfia d’erbe e di pioggia

suadente  e forte 

come il cuore quando sovrasta sul brusio del mondo

e arriva fin sopra il Mare

sprofonda nel silenzio

cantando ogni respiro

e ti salva con un sola carezza.