Il Conte al sommo della gloria fece a pezzi la sua vita
a pezzi la memoria
a pezzi i rubinetti
e il sole.
Anche il cavallo si mangiò
gridando “adesso so chi sono,
più tardi mi ci abituerò.”
Di quello che non ho fermato oggi mi pento
ma è tardi e non ho pianto
forse qualcosa muore dentro
forse perché non amo più
ho perso tutto questo tempo
e non vi abbraccerò mai più.
E tutto quello che so dire è che sovente il mio dolore
sa farmi divertire
la rabbia mi mantiene calmo
e abbasso questa libertà!
Un vecchio amico, un vecchio incontro
sarebbe già una novità.

Vorrei dirti sempre che t’amo
ma non quando è facile
oppure
le braccia conserte, si guarda quel muro davanti,
si ascolta il rumore.
Vorrei lo sapessi, non sono il migliore.
Ho un patto con gli anni,
cavalco,
ho paura.
Mi tengo da sempre una mano sul petto
dovesse mai smettere

ascolto

di battermi il cuore

“…E ricorda…piccola mia, ognuno paga i suoi conti, la Vita credimi non cancella  debiti a nessuno..!
Pagando s’intende, torna a farci credito della sua Bellezza!”