Accade un giorno…

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E accade un giorno, così quasi per caso che ti accorgi che hai raccolto dal tempo mille passi e non ti pare vero..come i tuoi piedi graffiati, il bruciore dei muscoli tesi dalla fatica, vero l’oblio e vera la foglia secca più fresca del germoglio e di tante altre cose si può dire, ma è ancora più vera la lontananza;

Accade un giorno…così per caso che comprendi la tua caparbia volontà di essere sempre assente alla noia e al disincanto perché solo così si manifesta la tua magia…quella di sentirsi vivi,  che insisti  nel ricercarti nel fuscello e mai nell’albero spiegato, mai nel pieno, sempre nel vuoto: in quello che anche al trapano resiste e non sai più se l’innocenza è un colpa oppure si coglie sulla soglia dei Lari;

Accade un giorno, così per caso che  sai che niente cambia dove niente è stato,nessuna fine arriva dove nulla è cominciato e non c’è rimpianto di un passato non vissuto,né alcuna nostalgia di un sogno mai sfiorato. Non una una stilla di lacrima a testimonianza del dolore,quando non esiste offesa se non nei recessi del cuore che è l’unico rifugio in cui poter tornare per ricordare il tempo di un attimo irreale;

Accade, si accade così per caso  che capisci che nulla di quello che ti è stato raccontato corrisponde a quello che sperimenterai sulla tua pelle, che non sempre è vero che dopo la pioggia torna il sereno, perché esistono intere stagioni imperversate  dagli scrosci insistenti del cielo e che non corrisponde a verità l’adagio che recita che “il momento più buio della notte è quello che precede l’aurora” …perché non c’è momento più scuro di quando ti accorgi di aver smesso di sperare;

(Ispirata da Montale…e da “un giorno per caso”)