Tu stai

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Tra le costole strette

prima di aprire un varco

al sospiro del vento

tra le pieghe degli occhi e  palpebre

che  si calano aprendo sipari nascosti

dopo uno sguardo tuo acceso

in gocce di saliva

poggiate su labbra che si schiudono

per baciarti nel sonno in segreto

Tu stai

rimestato e ingoiato

assaporato e trattenuto

sciolto e liquefatto

salato, dolcissimo e acerbo

lento lento

piano piano

 come brivido caldo 

che inarca la schiena

scoppiandomi nel petto

esplodi nel mio silenzio tacendomi

 e sei grida e voce  di mare

che inabissandosi canta schiuma di onde

senza posa.

Tu stai.