Pomeriggio mesto e assonnato…strada alle spalle e mare davanti

On the road… si prosegue, tra soste obbligate e strade senza ponti, si corre,si striscia qualche volta e ci si stanca..vedo i piedi  e ci scopro ancora miglia e miglia da fare..vedo il mare e capisco che si sopravvive … si torna anche dopo il peggior hangover e c’è sempre un’ Itaca…

Pochi giorni alla fine di questo anno..tempo di bilanci, tempo di attese e speranze..a questo punto del tempo viene quasi spontaneo ripercorrere la strada e i passi fatti,mi viene facile spostarmi nelle varie zone temporali della mia mente, la mia memoria è quasi sempre un fiume in piena, il mio spazio è ovunque se mi lascio trasportare, tutto diventa presente, odori, persone,luoghi..a dire il vero non mi sono spostata molto fisicamente in questo anno trascorso, ma con la mente sono stata nei posti più impensati. Avverto la stanchezza, nei cieli dei ricordi in cui mille volte mi sono persa dove albe e tramonti sono serotini e superbi la mia mente si è fatta affollata e velocissima sgomitando spesso ha visto nascite, dolori, lividi, risate, gioia, musica e mare. Sono una viaggiatrice e so che non resisterò a lungo in questa terra di confine, che presto con il mio sacco sulle spalle, toglierò le scarpe e mi incamminerò verso altri itinerari perlustrando i segni uno per uno per fiutare un nuovo tragitto e sarà quel sarà. I giorni avvenire sono tutti schierati in fila ordinata davanti ai miei occhi quasi a sfidarmi, ma quante volte ancora quante volte si può battere il destino? e quante volte si dovrà tuffarmi nel passato per leggerci il futuro? c’è un tempo breve e intenso come una bestemmia, acre come il tiro di fumo che ti va di traverso, feroce come i denti di un pitt bull che ti azzanna e non ti molla finchè non ti ha strappato la carne perchè “lui” non ha bisogno di respirare mentre a te servirebbero i polmoni di ricambio, è il tempo sotto scadenza, quello in cui devi scegliere, velocemente, senza sconti e senza tregue, scegliere se passare la mano o chiedere carte. Senti le sinapsi che vanno a mille, l’hard-disk della memoria posizionato su rewind, alla massima velocità, il nastro si riavvolge, i fotogrammi scorrono,come quei piccoli blocchetti di figurine che da bambina facevi muovere velocemente tra le dita e le cui immagini ti davano l’illusione del movimento, i battiti accelerano e poi…finisce! succede così, capisci che era solo ansia senza emozione, fretta inutile…sospiri adagio adesso, hai tutte le risposte, le avevi già perchè esiste una cosa chiamata “metabolizzazione”, un processo che si innesca in automatico e svolge il suo compito a tua stessa insaputa, come un antivirus..allora riagguanti il cuore, ti riappropri dei polmoni, riallinei il passo, sollevi la testa e finalmente ti rendi conto che il passato, quello, è una terra straniera.. e decidi di “vedere” e chiedi carte, una. Una soltanto per l’anno che verrà.

 

Estasi e abisso

Stasera ho scelto per me musica carezzevole…morbida, la mia anima in questi ultimi giorni si è voluta stordire  di ritmo e parole nel tentativo di colmare il frastuono che spesso accompagna la solitudine, quel sentirsi soli in quella terribile contraddizione che può esistere quando hai troppe cose da voler dire e sei invece costretta dalle circostanze e dalle barriere delle riserve che impongono certe inutili conversazioni che sembrano toccare tutto quello che ti circonda ma mai il tuo io profondo, il blu..che è molto più di un colore per me, è il mio modo di essere ed esistere, ed allora ti ritrovi a reprimere, scegli apposta di tacere. 

E’ anche questo un modo di essere e sentirsi soli..non riuscire a trovare qualcuno da cui ti senti davvero ascoltata,  per la maggior parte delle volte e tranne qualche rara eccezione io mi sento sondata, scrutata, criticata, travisata..e attaccata e finisco con il ritrovarmi nel bel mezzo di una guerra dichiarata ed allora di conseguenza combatto, lotto..fino allo stremo delle mie forze e mi vedo catapultata in assurde lotte di potere che non ho scelto di fare per poi chiudermi nel silenzio.

Tutto questo ovviamente al costo di sofferenza..ed allora mi confondo e vedo lo spettro del mio abisso più scuro,vedo immagini di me che faccio fatica a riconoscere. Faccio tesoro di questo per orientare il mio di approccio verso gli altri nella direzione giusta.

Fortunatamente ho fatto durante il corso della mia esistenza poche ma sostanziali esperienze che sono tutto l’esatto contrario…incontri in cui una corretta comunicazione è stata determinante per stabilire legami profondi, quasi sublimi tanto forti di autenticità e rispetto da farmi sentire compresa, capita e persino amata..estasi e bellezza nella presa di coscienza che sì siamo soli ma ogni solitudine può essere accarezzata e abbracciata da altri cuori, e non importa se per un momento o per sempre..perchè di questo contatto rimane traccia, una firma indelebile sui nostri giorni.

Ho le mie estasi e i miei abissi..come chiunque a questo mondo, ma è buio, sera, quasi notte è il mio desiderio adesso è quello di essere riconoscente ad entrambe queste facce della stessa medaglie, perchè comunque ho imparato e sono cresciuta con il loro contributo e continuerò a scoprire, amare, vedere, rendermi conto d’ora in avanti della bellezza della vita anche per merito loro.

G.M

Andiamo…

getmedia

Vieni cuore mio, ti porto a casa..ci siamo persi un po’ io e te quando abbiamo cominciato ad andare per mare..già questo nostro Mare che rimane comunque la strada che ci invita e ci aspetta che ci fa tornare.
Quante ne abbiamo viste, quante onde altissime e quanta tempesta!…c’è stato pure calma e piatta e lì tu scalpitavi in attesa del movimento perchè senza vento tu proprio non ci sai stare..porgi il lato più freddo dove spira brezza e aspetti che si dondoli prima di non aver più voglia di credere che dopo arriva il sole.
Quanti incontri..quanti naviganti ! tutti con le loro barche..vele bianchissime aizzate verso l’azzurro cielo e poi anche qualche zattera malconcia,giusto quattro travi di legno incrociate a sfidare il tempo di una carezza per poi affondare..e poi navi scure con bandiere nere..pirati a defraudare qualche bella gioia..portarsela via ed osannare un grido di vittoria senza capire che non si ruba niente a chi ha imparato a vivere senza possedere nulla a parte i sogni e una splendida speranza che mai muore.
Vieni, cuore mio ti porto a casa…piove, è il tempo giusto..viaggeremo ancora per questo mare..e ci saranno ancora tanti giorni di bellissima follia, disegneremo cerchi sull’acqua come fanno i delfini quando cantano d’amore..inabissandoci più volte senza fiato per respirare..e canteremo echi lontani senza voce soltanto con la memoria..e ci saranno giorni in cui il silenzio è l’unica forza, l’ultima parola..saluteremo la tristezza di un abbraccio rimasto a mezz’aria e tutti coloro a cui non siamo mai piaciuti..per loro sappiamo vi sono altri cuori che aspettano di essere soltanto avvistati  e manderemo i nostri baci a tutto ciò che ci fa sorridere sempre..vieni cuore mio, andiamo a casa…tu ed io soli, si, ma con il mondo tutto dentro e la vita ad ogni amore, ogni sguardo, ogni tocco..ogni piccola insignificante parola, taciuta, gridata, cantata e persino mai interpretata.
G.M