Nel mio letto

E’ meglio che ci sia
Un’ora in più
Ed io dormo
E giudico le ombre
Su di noi
E non ho più fretta
Perchè ho paura… Paura
E qui starò meglio che mai
Avvolto di me
E non ho più fretta
Perchè ho paura… Paura.

Verdena

N.B: il vantaggio di essere una giovane madre con figli adulti implica conoscere ed apprezzare pezzi come questo..

Good night

“Suzanne ti accompagna
al suo posto presso il fiume
dove senti passare le barche
e puoi stare con lei la notte
lo sai che è mezza matta
ma è per questo che sei lì
lei ti offre tè all’arancia
arrivato dalla Cina
e non appena stai per dirle
che non hai amore da offrirle
lei ti porta in sintonia
e lascia il fiume a rivelarti
che tu la hai sempre amata

Tu vorresti andare via con lei
e seguirla ad occhi chiusi
sai che lei di te si fiderà
perché il tuo pensiero ha toccato
il suo corpo perfetto.

Gesù era un marinaio
e camminava sull’acqua
stette a lungo ad osservare
solo nella sua torre di legno
e quando ebbe la certezza
che solo i reietti lo avrebbero visto
disse agli uomini: – Siate marinai
fino a che il mare vi farà liberi –
ma egli stesso fu stroncato
ancor prima che il cielo si aprisse
abbandonato, nella sua natura umana
affondò come un sasso nella vostra saggezza

Tu vorresti andare via con lui
e seguirlo ad occhi chiusi
pensi che forse gli crederai
poiché il suo pensiero ha toccato
il tuo corpo perfetto.

Ora Suzanne ti prende la mano
ti conduce presso il fiume
addosso ha stracci e piume
dalle casse dell’Esercito della Salvezza
il sole si riversa come miele
su nostra signora del porto *
lei ti dice di guardare
tra la spazzatura e i fiori
tra le alghe vedrai eroi
e bambini nel mattino
che si affacciano all’amore
e per sempre lo faranno
mentre Suzanne regge lo specchio

Tu vorresti andare via con lei
e seguirla ad occhi chiusi
sai che di lei ti puoi fidare
perché il suo pensiero ha toccato
il tuo corpo perfetto”.

Note del traduttore.

“Al primo ascolto evoca immagini splendidamente malinconiche: si dischiudono successivamente alcuni significati, che ruotano attorno ad una figura femminile e spaziano a raggiera su umanità, profondità dell’Essere, il tesoro nascosto negli Umili. Il tutto permeato da un panteismo (secondo cui Dio si può trovare in tutti gli aspetti della vita, lo si ritrova anche nell’interpretazione della kabbalah del movimento chassidico ebraico) che motiva l’altra figura sulla scena, Gesù, in una rappresentazione per un verso iconica e per un altro profondamente spirituale: “quello che camminava sull’acqua” è più vicino alla visione ebraica (che non lo riconosce) che a quella cristiana, mentre il concetto di abbandonarsi a Lui come Lui si è abbandonato al Padre (“only drowning men could see him” – “he sank beneath your wisdom like a stone”) ha connotati mistici e fideistici. Entrambi figure controcorrente (lei artista bohémienne e “mezza matta”, Lui sovvertitore di costumi e “hippie” ante litteram) portano il Poeta a guardare in alto: lei con l’Amore non carnale (anche nella vicenda vissuta realmente, pare) Lui con la Salvezza promessa all’umanità (all men will be sailors until the sea shall free them). Cohen non ha mai abbandonato la sua fede ebraica, ma ha spesso spaziato elegantemente nelle altre religioni.

Troviamo l’elemento Acqua=Vita lungo tutto il testo: il fiume, il porto, le alghe, e il mare, come simbolo di nascita e di morte, nel senso di “morire a se stessi” per seguire Lui, di scioglimento dai tormenti terreni per approdare alla consapevolezza di Cristo. C’è la “torre di legno”, termine che ricorre nelle liriche di Cohen e qui sembra presagire la Croce, c’è la parabola degli Umili, si intravedono tratteggi della Passione: Gesù tradito, giudicato dagli uomini, lasciato solo sulla croce con la sua natura umana. La parte riguardante Gesù può essere anche letta in senso ironico, vista la -scarsa- considerazione che ne ha l’ebraismo: l’interpretazione è soggettiva, come sempre quando si approccia Cohen.

E infine la figura di lei (elevata al ruolo ieratico di “our lady of the harbour” – ved. nota) che indica dove guardare e “regge lo specchio”, a riflettere se stessa oppure i suoi interlocutori? Ancora la doppia valenza, in una figura e in un oggetto che suggerisce introspezione e ricerca di valori nascosti.

Da Suzanne alla Graziosa: in questo testo si potrebbero ravvisare anche dei punti in comune con Via Del Campo di De Andrè: la figura femminile in entrambe, reale o meno che sia, è comunque un pretesto per rappresentare la vita vera sfrondata di ogni falso perbenismo, elevando così realtà contrastanti -rifiuti e fiori – diamanti e letame – a bellezza e facendoci tendere, attraverso l’amore, alla perfezione (fiducia totale -“cieca”- concetti assoluti -“menti”- che sfiorano corpi resi puri -“perfetti”-). Non vi si rappresenta la donna come portatrice di legami, viene intesa più come una “sister of mercy” cui ti puoi avvicinare o allontanare a piacere, ma è al tempo stesso un tramite con la Bellezza e la Spiritualità.

Ascoltare Suzanne dal vivo in una notte di fine estate, con la sola figura del Poeta illuminata su un palco totalmente buio, è quanto di più suggestivo si possa immaginare, e in quel contesto in realtà dell’interpretazione non importa più molto ma si desidera, a propria volta, abbandonarsi alla magia ed alla fascinazione delle parole e della musica”.

(Marie Jolie, 2 aprile 2013)

L’oracolo dei Poeti

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È un incessante pieno e vuoto
il fascino per la strada
la culla suadente del mare
se mi riposa nel sangue
gli occhi della mia solitudine
quando abbracciano il silenzio del mondo
è riempirsi e svuotarsi
di paura, occhi e memoria
è fuoco che danza
è togliersi tutto
per intingere di indaco la mente
è vestirsi di Poesia
quando guardo alla Vita
quando la penso
quando stanca la poso in un angolo
e poi la ricopro di premure e attenzione
è tutto così pieno
tutto così grande!
Ed io divento per divenire
e vedo lampi di mattine radiose
quando tutto è assopito
mi perdo in uno sguardo
visioni incandescenti
che fiammeggiano di carne e vene
e pulsano al ritmo di un tempo
che dilata e restringe il vuoto
e lo tramuta in moto
che invade e percorre
in dissonanze di toni
percuote e risveglia i sensi
fino a tuffarli
in una magma rovente
di quiete e bellezza
che dissolve e svincola
ogni catena di dolore.

G.M

Altalena

altalena improbabile

Mi lascio rapire dalla visione dell’altalena sulla spiaggia

e non resisto alla tentazione di salirci sopra

Via le scarpe e le calze , arrotolo i jeans sui polpacci e

correndo a piedi nudi sulla sabbia calda la raggiungo

inizio a dondolare, con le mani che stringono le corde

sempre più in alto come quando ero ragazzina

aria che accarezza il viso mentre l’altalena sale,

vento che scompiglia i capelli mentre l’altalena scende

ed il sorriso sul mio viso diventa sempre più evidente

cosi come diventa sempre più forte la voglia di urlare

forte, forte sempre più forte fino a non avere più voce.

Stacco una mano dalle corde per cercare di afferrare una nuvola

ma corre via lontana, veloce ed inafferrabile come certi pensieri

  e torno a volare, in alto, in alto, sempre più in alto,

  provo la stessa sensazione di quando ero bambina

e mi bastava un’ altalena per sentirmi in vetta la mondo

ed andavo in alto, cosi in altro da sfiorare il cielo con le dita.

In fondo la Vita assomiglia in un certo senso ad un’altalena, con i sui alti e bassi le sue salite e le sue discese…le nuvole e il sole tra leggerezza e pesanti ostinazioni oscilliamo tutti chi più chi meno sorvolando il mare di ogni probabilità..lasciandoci andare sorridiamo qualche volta  incantando il cielo, mascherando il timore di cadere così sospesi tra cuore e ragione aggrappandoci più forte ..un’altalena tra giorni belli, così e così e pesanti davvero..ma come il tempo ci dondoliamo giusto un po’, per riprendere fiato o assaporare la nenia del cuore che ci culla e poi azzardiamo la spinta giusta che ci porti in alto..ancora più su dove il cielo oltre le nuvole è sempre più Blu!

G:M

Good night…

E l’immenso
è
questo Amore mio.
Ed il mio Cielo,
è l’anima.
E’ il mondo che vorrei,
che immaginai.
E’ quello che…
che non ho avuto mai.
E’ restare solo,
a ridere di me.
E’ non sapere
cos’è…
Cos’è un confine…
L’immenso…
L’immenso

A.Minghi

Vieni,cuore torna

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Vieni cuore e torna

tra sibili di vento che gridano

pensieri debilitati, sfiniti,

incatenati nell’inerzia amara di un dolore.

Vieni cuore e torna

toccami, scuotimi

marca e segnami la via

che conduce alla mia essenza

per abbracciare te e riscoprire la mia interezza,

sostati e fermati,

rimani e resta come primavera in ogni mia stagione

che sia sempre Bellezza.

Vieni  cuore e torna

tocca e bacia le mie labbra

umide di solitudine e pianto

prosciuga e secca ogni mia ferita

respira del mio stesso fiato

rivoltami e stirami l’anima

tra i battiti e questa infinita attesa

fatta di giorni uguali

senza sapore per ogni mio domani.

Vieni cuore e torna

afferrami, seducimi

conquistami, richiamami

stringimi e sospingimi

tra eternità e passaggio

tra vuoto e pienezza

torna Amore torna

sarò piuma e raggio di sole

mi insinuerò tra i versi e le parole

sarò solo emozione

fremito e brivido

per questo mondo stanco

o forse solo Poesia

che ride di pioggia

bagnandosi la pelle …

torna e vieni cuore

cantami , cantami la vita e la speranza

e tutto il bene che rimane

di questa mia esistenza!

G.M

Ti Danzo


Per i miei occhi

maltrattati dall’oscurità

risvegliati dal chiarore di ogni meraviglia

Per ogni parte del mio viso

labbra serrate e poi canto

Per le mie mani

pugni di rabbia

sciolte in carezze

per i miei piedi

stallo inerme

che diventa cammino

il mio corpo.. tutto

calpestato, usato e umiliato

fatto perdono in volo di farfalla

fatto dono

per la mente, il cuore e l’anima mia

io Ti danzo!

G.M

 

Quando?

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In molte società sciamaniche,
se ti rivolgi a un guaritore
per problemi di depressione,
scoraggiamento, o demotivazione,
ti sentirai porre quattro domande:
Quando
hai smesso di ballare?
Quando
hai smesso di cantare?
Quando
hai smesso di sentirti affascinato dalle storie del mondo?
Quando
hai smesso di trovare conforto
nella dimensione del dolce silenzio?

Hernàn Huarache Mamani

Ho ripreso a ballare…

Questo mio cuore

sorriso

A volte ha uno strano languore il mio cuore…si muove lento,
fascia aliti di vento su foglie che cadano
scadenzando i respiri
ha uno strano spessore questo mio cuore
occupa lo spazio tra grani di rosario
torturate tra le dita
è una distesa di lago questo mio cuore
balza dentro gli occhi il rumore dell’acqua
rincorre la fiamma in un mozzicone spento
arde proprio quando sente più freddo
è un canto, un eco, una sola parola
questo mio cuore
grida sempre abbracci
nuota in sola goccia di rugiada
che svapora nel profumo
nascosto di un fiore
 e al tocco di una carezza..sorride, vola.

G.M

L’ombra della Luce

Perchè le gioie del più profondo affetto
o dei più lievi aneliti del cuore
sono solo l’ombra della luce.

Ripongo lo sguardo nell’azzurro delle vene..aria traslucida sopra ogni cosa, dicevi ci sono tre tipi di maestri: Uno che insegna facendoti paura,uno facendoti infuriare e il terzo facendoti Amare.

Tu non mi abbandonare…voglio imparare da Amore, offrimi il Tuo sguardo di Luce.

G.M