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Ho voglia di migrare ,
come le rondini ,
forse l’ho già fatto
ed è per questo che non mi ritrovo più.
Sono tornata a cercarmi in una stanza senza mobilio ,
un viaggio senza valigia ,
un’unica fotografia appesa alla parete .

Sorridevo ,avevo cento anni di meno  ,e ora posso regalarti il ricordo di quello che ero.Sono cresciuta sai? Stringi forte nel pugno il mio tempo buono ,come un soffione che galleggia nell’aria sbronza di sole e di profumi .E’ il mio unico regalo.

Le domande le ho disperse nel fango ,in un rimmel che apre lo sguardo ad una verità parallela ,dove la ferocia della realtà ha abbandonato il veleno. E trovarti nel mio tempo è solo un esercizio mentale ,come le staccionate che salti prima di addormentarti .

E alle mie cene , pochi e scelti  commensali ,una chitarra e le dita immerse nella confettura  .E quelle dita poi me le ficco in bocca ,perchè il gusto lo assapori nella sostanza ,non nella forma ,ed io ,ho le mani e le labbra sporche di una realtà che ho morso e gustato fino al midollo.

Ma tu non lo sai ,pero’ puoi dirmi con disprezzo  che sono bella  ,o chiamarmi ancora Amore mio .

La verità ,e’ che sono votata alla disobbedienza ,mozzo e ammiraglio della mia nave .E questa sera vestirò il mio profumo ,poche gocce , come diceva la Divina ,e sarò bella ,come in questo specchio razionale che rimanda la mia immagine ,e sarò bella per me,per me e per chi , congiungendo le mani ,ha raccolto il mio sangue ad ogni mia morte ,per restituirmelo ossigenato ogni volta che sono risorta .

Si diventa  ridicolmente plastici ad ogni vita guadagnata .Come un bit , come un video game ,come un calzino rammendato cento volte.E in questo viaggio a ritroso nel tempo ,che non ha volto ne’ nome ,ne’ impronte sul cuore ,nuoto nel mio liquido amniotico ,e verro’ partorita ancora ,in questo asfalto che brucia gli occhi e le ginocchia ,dove la saliva ha il sapore del sangue e la pelle si avvelena di metallo e  polveri  sottili ,Siamo in guerra , ed io combatto ,faccio il filo al mio pugnale con la stessa pietra che in un’altra vita mi lapidò,e ci sputo sopra ,con disprezzo ,come il più feroce degli assassini ,perchè a tagliare  l’anima infetta ,impari la differenza tra un macellaio e un soldato.

E il mio  tempo nuovo non verrà più disperso  ,come lo sperma inutile di un maschio insicuro .E così sarà,

ogni sorriso , un fiore ,

ogni carezza , un bacio ,

ogni verità, una maglia sul  cuore .

.Ed ora , puoi baciarmi un’altra volta se vuoi .

.(…Pastelli…)

.                               

….

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Quel verde un tempo mi ricordava le bottiglie allineate a testa in giù, ad asciugare nel sole estivo, prima di accogliere il denso nettare di pomodoro.
Il ventre profondo dei boschi.

Ora mi guardava, appannato dagli anni, trafiggendo il panno cieco che Lo separava dal resto del mondo.

Quel guizzare improvviso a rintracciare il ricordo di una forma, quell’aggrapparsi affannoso al barlume di un colore, ora somigliava più alle foglie d’ulivo che tremano al vento, sbiancate dalla polvere.

Chiusi gli occhi per fermare un dolore pungente che sapeva di lacrime, lo arginai  in silenzio insieme al fiato che si era annodato in gola.

Poi mi chinai ad abbracciarLa, trattenendo quegli occhi verdi nei miei; quello sguardo per il quale  io, ormai soltanto macchia senza lineamenti, non sarei mai invecchiata.

Sapevo che stava per chiedermi una ragione, una qualsiasi, ma dovette sentire qualcosa.

o capire..
esitò

e tacque, facendosi raccogliere dalle mie braccia.

Facendosi portare al viso, come un respiro.  

Piccola, contro il mio cuore.

 Mia Madre

.(..”Verde come il tuo sguardo”)

Riflessi….

Sono fatta di cose nascoste. Sono fatta di cose che non mi riesce di  mostrare subito, che qualche volta dimentico di avere…sono fatta di cose nascoste. Mi piace sussurrarle a bassa voce, silenziosamente. Come la dolcezza. E’ estrema. E’ celata nelle parole, negli occhi, nei sorrisi. E’ Dentro, nei sogni. Tace, è radicata dentro. E’ custodita gelosamente. Chi smuove la corazza, la mia corazza fatta di cemento, di dura fragilità, mi fa tremare. Tocca la mia sensibilità, posa una mano sul cuore. Sono fatta di cose nascoste, e ogni piccola cosa mi emoziona. Non mostro facilmente la dolcezza, ma ne scrivo, ne parlo. E’ scritta sulle mani, sulle lacrime, su un abbraccio. E’ tutta lì. Sono fatta di cose nascoste. Come la luna, alla notte mi mostro un po’ alla volta….sono fatta di cose nascoste ..cose belle…che si svelano ad ogni riflesso …riverberi  fantastici sa disegnare il cuore colpito dall’Amore!

Sono qui…

In noi continuano ad abitarci ombre e luci che attendono alle malinconie. Si desidera, forse,  l’oblìo di trame che vediamo come attraverso un velo che ci separa ai sogni mai veramente aperti. Dopo essere stati felici, anche solo per un attimo di vita,  il racconto dei sogni può divenire insopportabile senza una fede nella vita, perché la direzione delle memorie e la loro intensità è sempre ingannevole per la nostra fragilità d’animo. Non v’è nessun abisso fuori di noi ad attenderci: le nostre paure ci abitano perché spesso abbiamo reso il cuore un labirinto oscuro da percorrere.

Anch’io ho la mia fede, l’immenso e la purezza a cui mi aggrappo con ogni forza quando il buio mi assale…una fonte d’Amore e Bellezza capace di rivoltarmi l’anima per farmi tornare alla Vita…è una fede travagliata, conquistata, persa tante volte e mille volte ritrovata.

A volte si ha la sensazione che il cuore non possa reggere di fronte alla bellezza quando si tinge di ogni cosa pura.  E l’amore è il cardine su cui possiamo far girare la nostra vera umanità ed eternità.

Ho amato, ed amo, tutte le persone che si sono avvicinati ai miei scritti, in particolare ad uno/a che in un’ultima sua missiva ha chiesto perdono per tutti gli insulti fatti alla mia persona. Non so cosa sia successo nel suo cuore, ma le sue parole hanno destato in me un senso di gratitudine e speranza.
Caro amica/o: chiunque tu sia, se continui a leggermi, sappi che ci ritroveremo;  e le mie mani tese verso di te immagina siano un ensemble di melodie del cuore, straordinariamente bello.

Ho amato, ed amo, quelle persone a cui raramente scrivo o non del tutto.  Se non li visito ciò non vuol dire che non leggo i loro scritti. So che hanno un cuore forte, e il loro dire aiuta e conforta altri nel bisogno. A me basta, saperli giusti. Non occorre altro..

Succede spesso, quando qualcuno scrive o ci racconta l’intimità dei propri pensieri, in risposta riceve una nota dissonante, rimanendo nell’ incomprensione reciproca, e così provocare un’emorragia d’amore.

Per questo ho sempre timore di scrivere un commento che non sia in sintonia in chi scrive; pur tuttavia, quando non ci riesco, ed avviene, questo mio timore cerco sempre di accompagnarlo almeno con profondo rispetto.

Forse, il mio scrivere somiglia a ciò che scriverebbe una matta da legare. Forse.
Ma sono anche consapevole, che la pazzia di un cristiano, che ha posto la speranza in Cristo e nella Scrittura, è infinitamente più pacifica della pazzia del mondo. Di questo mondo.

Ps: nessuno si dovrebbe vergognare di parlare di Gesù.  Eppure accade; più frequentemente di quanto si possa pensare. “Chi si vergognerà di me, io mi vergognerò di lui davanti al Padre mio che è nei cieli”. Però, è vero: sarà sempre un personaggio scomodo. Soprattutto per ciò che diceva di essere. Soprattutto perché amava gli ultimi di questo mondo: quelli che a noi ribaltano la coscienza; quelli che incontriamo sulle strade del mondo e ci trovano indifferenti, avvinghiati ai nostri amuleti e vani ragionamenti.

Di strade, vie e notte….

Io non so se avete mai provato la sensazione e il desiderio improvviso di allontanarvi…da qualcosa, qualcuno..dal tutto e dal niente, a me capita, succede spesso che ad un tratto ogni parola, ogni gesto ed ogni silenzio diventa insopportabile ed allora afferro le chiavi dell’auto quella che tutti qui in casa snobbano perchè piccola e tutta ammaccata…quella che un tempo abbiamo acquistato dopo un lungo periodo di sacrifici..mettendo da parte ogni centesimo ..fino a raggiungere la fatidica somma di duemila euro…un utilitaria, piccola cilindrata, esigue pretese di mantenimento…rigorosamente di seconda mano,ricordo quel giorno..eravamo elettrizzati…finalmente , avevamo raggiunto il nostro obiettivo, in un momento che facevi persino fatica a desiderare qualcosa, tempi scuri allora!…ma tutti qui in casa sembrano averlo dimenticato..ora si esce soltanto con la berlina nuova di zecca, inutili prediche le mie a ribadire che non sono queste le cose importanti della vita, che non è da ciò che si possiede che si misura il valore di una persona, parole al vento! Ah, la gioventù!  sopporto perchè so, che avranno tempo per comprendere , tollero perchè capisco che alla loro età si è concentrati su altro e l’esistenza appare così facile e leggera! 

Amo guidare di notte, quando le strade sono libere e ti avvolge soltanto il rumore della musica nell’abitacolo della tua auto….quando tu  ti sei allontanata appena qualche chilometro da casa e ti senti distante anni luce…irraggiungibile…amo incrociare qualche sguardo solitario nella notte e immaginare così di essere una tra mille che in quel preciso momento è altrove…amo le mie mani sul volante e credere che a decidere ogni cosa..velocità, accelerazione,frenata,retromarcia…sono io e soltanto io…amo la strada davanti..che sembra infinita..che può portarmi ovunque io desideri, amo sentire il mio respiro, affannoso, tranquillo che marcia in sintonia con i mie pensieri, amo il mio cuore che sembra correre..correre e poi calmarsi di colpo per farmi sentire che esisto…ed amo le mie lacrime che non si vergognano di scendere sul viso…mentre i singhiozzi finalmente diventano muti e la via mi abbraccia con le sue curve e i suoi bivi…sembra dirmi …guida piano…la strada per un viaggio ti è amica se cerchi il Mare!

Perché no?

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Nei giorni scorsi ho accettato la richiesta di mia figlia che mi chiedeva una mano per lo studio in vista di un esame importante, bene dopo giorni e giorni di fatica il test è stato egregiamente superato con enorme gioia di entrambe…abbiamo esultato felici e soddisfatte, contente finalmente per aver ottenuto una bella soddisfazione, io mi sono sentita finalmente sollevata e sgravata di un pensiero che ha tenuto campo tra le mie solite preoccupazioni, pensavo fosse finita fino a quando mia figlia con la sua aria leggera e trasognante tra il serio e il faceto mi ha detto: Mamma, perchè non ti iscrivi anche tu? perchè non continui i tuoi studi…in fondo è sempre stato un tuo desiderio…!

Scherzi? ho risposto,incredula e sorpresa….ti rendi conto? ho accantonato da tempo questa opportunità…alla mia età? non ne vedo alcuna utilità…

Sembrava un discorso chiuso e invece no….perchè per giorni e giorni questa “pulce” nell’orecchio ha continuato a tormentarmi..fino a ieri, fino a quando ieri mattina mi sono recata dal direttore del corso in questione dopo aver percorso la strada fin lì con aria decisa e divertita ridendo tra me e me per ciò che avevo intenzione di fare.

Buongiorno! ho detto alla segretaria con tono allegro e eccitato…vorrei vedere il Direttore…è possibile?

Lei è…? genitore di?  mi ha risposto la signora attempata dallo sportello.

Sono Montalbano…Montalbano ..e sono qui per me, ho risposto.

L’incontro con il Dirigente è stato breve…qualche domanda o meglio curiosità in più rispetto al normale, comprensibile ovviamente alle quali ero naturalmente preparata.

Mi perdoni, perdoni la mia curiosità…mi ha detto quest’uomo dalla stazza gigante pervaso da una gentilezza delicata…come mai ha deciso di riprendere a studiare? 

Avrei voluto dire una miriade di cose, avrei potuto offrire mille motivazioni, dire ad esempio che ho smesso di studiare per dedicarmi completamente e totalmente alla mia famiglia, rinunciando ad ogni aspettativa, possibilità, ambizione che riguardasse me e soltanto me, votandomi interamente all’educazione e alla crescita dei miei figli….dire che all’età giusta avevo in mente  un’esistenza ricca di soddisfazioni e carriera e successi personali..ma poi al bivio, uno dei tanti della mia esistenza ho scelto..ed eccomi qui, dopo 25 anni di professione “mamma”…con i figli oramai cresciuti  ad assistere, partecipare, condividere e spartire gioie e traguardi che appartengono a loro, ad osare pensare un po’ a me….dire che ho visto morire mia madre a 60 anni e portarsi dietro un bagaglio immenso di rimpianti e sogni infranti..ed è stata una pena atroce di cui porto ancora i segni e da questo ho compreso che è l’ultima cosa che non voglio mi accada…avrei potuto dire…. che  tutta la mia “opera” educativa é stata sempre improntata sulla conoscenza che mira alla formazione umana e spirituale di ogni essere,  e dire pure che se c’è una cosa che la Vita mi ha insegnato e che il tempo è solo uno strumento come tanti altri e finché resiste esiste pure la possibilità di cambiare …non ho detto niente, non ho nemmeno accennato ..ho stretto tra le mani il mio programma di studio e con un sorriso acceso e il cuore pieno di speranza ho esclamato: Perché no?

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«Più invecchio anch’io, più mi accorgo che l’infanzia e la vecchiaia non solo si ricongiungono, ma sono i due stati più profondi in cui ci è dato vivere. In essi si rivela la vera essenza di un individuo, prima o dopo gli sforzi, le aspirazioni, le ambizioni della vita. […] Gli occhi del fanciullo e quelli del vecchio guardano con il tranquillo candore di chi non è ancora entrato nel ballo mascherato oppure ne è già uscito. E tutto l’intervallo sembra un vano tumulto, un’agitazione a vuoto, un inutile caos per il quale ci si chiede perché si è dovuto passare».

Marguerite Yourcenar, “Archivi del Nord”

A proposito di scuola…(da consegnare agli insegnati dei nostri figli)

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Caro maestro,
lei dovrà insegnare al mio ragazzo
che non tutti gli uomini sono giusti,
non tutti dicono la verità;
ma la prego di dirgli pure
che per ogni malvagio c’è un eroe,
per ogni egoista c’è un leader generoso.

Gli insegni, per favore,
che per ogni nemico ci sarà anche un amico
e che vale molto più una moneta guadagnata
con il lavoro che una moneta trovata.
Gli insegni a perdere,
ma anche a saper godere della vittoria,
lo allontani dall’invidia e gli faccia riconoscere l’allegria profonda di un sorriso silenzioso.

Lo lasci meravigliare del contenuto dei suoi libri,
ma anche distrarsi con gli uccelli nel cielo,
i fiori nei campi, le colline e le valli.

Nel gioco con gli amici,
gli spieghi che è meglio una sconfitta onorevole
di una vergognosa vittoria,
gli insegni a credere in se stesso,
anche se si ritrova solo contro tutti.

Gli insegni ad essere gentile con i gentili
e duro con i duri
e a non accettare le cose
solamente perché le hanno accettate anche gli altri.

Gli insegni ad ascoltare tutti ma,
nel momento della verità, a decidere da solo.

Gli insegni a ridere quando è triste
e gli spieghi che qualche volta
anche i veri uomini piangono.

Gli insegni
ad ignorare le folle che chiedono sangue
e a combattere anche da solo contro tutti,
quando è convinto di aver ragione.

Lo tratti bene, ma non da bambino,
perché solo con il fuoco si tempera l’acciaio.

Gli faccia conoscere
il coraggio di essere impaziente
e la pazienza di essere coraggioso.

Gli trasmetta una fede sublime nel Creatore
ed anche in se stesso,
perché solo così può avere fiducia negli uomini.

So che le chiedo molto,
ma veda cosa può fare, caro maestro”.

Lettera di Abraham Lincoln all’insegnante di suo figlio

Accade un giorno…

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E accade un giorno, così quasi per caso che ti accorgi che hai raccolto dal tempo mille passi e non ti pare vero..come i tuoi piedi graffiati, il bruciore dei muscoli tesi dalla fatica, vero l’oblio e vera la foglia secca più fresca del germoglio e di tante altre cose si può dire, ma è ancora più vera la lontananza;

Accade un giorno…così per caso che comprendi la tua caparbia volontà di essere sempre assente alla noia e al disincanto perché solo così si manifesta la tua magia…quella di sentirsi vivi,  che insisti  nel ricercarti nel fuscello e mai nell’albero spiegato, mai nel pieno, sempre nel vuoto: in quello che anche al trapano resiste e non sai più se l’innocenza è un colpa oppure si coglie sulla soglia dei Lari;

Accade un giorno, così per caso che  sai che niente cambia dove niente è stato,nessuna fine arriva dove nulla è cominciato e non c’è rimpianto di un passato non vissuto,né alcuna nostalgia di un sogno mai sfiorato. Non una una stilla di lacrima a testimonianza del dolore,quando non esiste offesa se non nei recessi del cuore che è l’unico rifugio in cui poter tornare per ricordare il tempo di un attimo irreale;

Accade, si accade così per caso  che capisci che nulla di quello che ti è stato raccontato corrisponde a quello che sperimenterai sulla tua pelle, che non sempre è vero che dopo la pioggia torna il sereno, perché esistono intere stagioni imperversate  dagli scrosci insistenti del cielo e che non corrisponde a verità l’adagio che recita che “il momento più buio della notte è quello che precede l’aurora” …perché non c’è momento più scuro di quando ti accorgi di aver smesso di sperare;

(Ispirata da Montale…e da “un giorno per caso”)