Donna bambina

1002565_638058969537710_2061978577_n

Bambina.
Un tempo lo fu con il riflesso ricamato dal fango,
fiore selvaggio, figlia del sole e del vento nutrita dalla pioggia e dal caso.
Sazia di periodiche probabilità.
Le sue mani erano petali, nude indifese
fragili come foglie e occhi nelle mani,
vedeva con le mani, sfiorava il mondo a raccogliere sensi
a strisciarli su muri implorando un contatto,
i suoi occhi erano sempre occhi,
e le sue mani comunque mani,
sentiva con il cuore, annusava e percepiva,
fidandosi del rigoglioso fiuto dell’amore,
dei palpiti e dei brividi,
senza raccoglierli e trattenerli.
Fu donna, a scavare desiderio dalla sua carne
per intrecciarlo ai suoi pensieri
ad assestare la sua coscienza ibrida
Fu donna
e ancora bambina.
e poi tutte e due insieme
ora ascolta la pelle..
ma si orienta con l’anima…
lei guida e traduce i segnali nascosti..
l’innocenza rimane intatta
quando abbraccia il senso dell’Amore.

G.M

Se potessi

1972373_841465435864339_5662681132482253004_n

Se potessi
raccontarti di tutto ciò che vedo
disegnerei la scia che segue sempre il mare
quando ti trascina e passa
se potessi fermare il cuore quando sale
dalle budella al cuore
sputerei carezze senza spine
e giorni colmi di fiori
colti e salvati da prati desolati
sciolti
dalle mani del vento
quando non ti abbraccia
se potessi! Se solo io potessi
vorrei sostare tra tutte le sillabe incerte
che dondolano senza sapere se cadere o andare
dargli la spinta adatta
la giusta forza
arrampicarmi sopra i tronchi che scorrono
nel fiume della vita
ballarci sopra
e non sentire il peso dei miei piedi ruvidi
levigati per i passi sulle rocce…
se io potessi!
farei Poesia di ogni fiato
assomigliando in qualche cosa
ad una goccia d’acqua
che scivola, si posa
cade lenta e bagna gli occhi per schiarire
il cielo quando non mi vede.

G.M

Symphony No. 9

Foto Album Sulla mia pelle

Oggi mi sono svegliata tramortita, stanca e sfinita…la mia notte è stata travagliata e a tratti imbavagliata di pensieri, visioni e fantasie, un oceano immenso di vita che cade addosso all’improvviso con tutto il suo cuore dentro.
So che per me è un periodo difficile, sto attraversando i miei deserti e i miei mari, le mie lagune di stasi perenne e le mie radure di alberi che si spogliano al vento, emozioni e solitudini che si intrecciano tentando di ricucire una tela nella mente che abbia un senso, provando a ricomporre questo cuore che si disperde ovunque: in altri cuori, in altra vita, in altri posti,in altri silenzi…e in mezzo a tutto questo trambusto io cerco qualcosa, qualcosa che assomigli ad un oasi di pace o soltanto tregua.
Forse io questa pace non la troverò mai,comincio a pensare che quelli come me, quelli che mettono l’anima in ogni cosa fanno poi una gran fatica a sentirla intera, come se ad ogni passo, ogni gesto, ogni parola la disperdessi ovunque e tu sai che c’è ma non riesci più a contenerla tutta intera in un solo istante.
Mi chiedo se mai un giorno riuscirò a trovare il giusto distacco dalle cose, a mantenere un pezzo di tragitto di sicurezza sufficiente a permettergli di respirare senza affanno e senza il rimpianto di essersi consumati.
Consumato, ecco com’è il mio cuore…usato e adoperato fino allo sfinimento..dovevo nascere meno, meno ogni cosa, meno occhi, meno mani, meno carne, meno capelli,meno sentire e invece no sopraabbondante, straripante, sempre in piena e nessun letto che mi riposa.
Anche ora, adesso che mi lascio trascinare dalle note della Sinfonia NO. 9 di Beethoven io sono altrove, con l’anima che mi suona sulla pelle,immersa in visioni di cielo e nuvole e mare che si innalza in schiuma e onde, bagnata da pioggia e squarci di sole che sembra uscire dal petto, posso ascoltare potenza e vibrazione, spinta ed elevazione, radiosità e calore…fuoco e lingue di silenzio nel tempo di un brivido che si accende vigoroso e cala dolcemente per morire negli occhi sipari di musica che danza dal cuore alla mente e percorre ogni cosa di me…per tornare all’anima da dove tutto è cominciato.

G.M

14 Febbraio 2012

578435_422311004526942_391609249_n

E continuavo a chiedermi
perchè mai il mondo non aveva cessato di correre:
il tempo batteva i suoi inutili rumori,
gli occhi saltavano danzando tra luci e ombre
le mani con le ossa
toccavano il silenzio
per morire senza afferrare
e continuavo a chiedermi
di cosa sorridesse il sole
mentre la terra fradicia
ti pioveva addosso
senza attesa
io continuavo a guardarti
senza vederti
graffiando tutti i giorni senza i tuoi occhi
dimenticandoti senza memoria
amandoti e frantumandomi ad ogni fiato
privo del tuo respiro
io continuavo a chiedermi
e non so
cosa è rimasto di quel giorno
se non la vita di adesso
che mi si sdraia a fianco
beffandosi di questi giorni
che restano
ad aspettarti sempre.

Giusy

Ho dato

Dare. Dare. Dare.
Vuoi vedere, che diventerà un mestiere!
Cieca assuefazione…
Questo dare, sembra non bastare mai.
E non puoi pretendere. Scommettere.
Di avere poi…
Con la stessa volontà. Intensità. E amore.
Avrò dato a modo mio.
Ma senza risparmiarmi, io, ho dato.
E se ho mentito, ho già pagato.
Questa solitudine… lo sa!
Ma, non so mai dire, no!
Sorridendo, accetterò l’inganno, e,
pur di avere, mi userai.
E dopo, mi pugnalerai, al cuore!
Vita mia!
Stavolta, dove andiamo? Vita mia…
In quale direzione. Incontro a chi
che bello ritrovarti qui
Vita mia!
Che vuoi e non vuoi,
prometti, e poi non dai.
Vita mia!
Ma quante volte, tu mi tradirai?
Tu, sedurrai i pensieri miei…
Mignotta come sei!
Vita mia!
Che malattia!…
Vita mia!
Vita mia!… Sei mia!
Che vita… Soltanto mia!
A volte ci si stanca,
di sorridere per niente…
A volte anche una lacrima, ci credi è importante!
Vita mia!
E se ho sbagliato, mi perdonerai?
Se ho dato a tutti, l’indirizzo tuo.
Se non ha più segreti il nome mio
che farai, se non ci regaliamo un po’ anche noi.
Vita mia!
Non mascherarti, dietro ai giorni miei.
Per far quadrare, quei bilanci, di tempo tu ne avrai.
Dai, se hai!
Tu dai, e riavrai.
Vita mia!
Non deludermi mai… mai

Renato Zero

Prova..

tumblr_ncw0poJ0Qs1tia1n9o1_500

Mi accorgo di essere diventata esigente, selettiva nei rapporti con le persone, sono generosa accolgo tutto, ma mi lascio invadere profondamente solo da chi riesce ad affascinarmi, stupirmi.. attrarmi, ho pagato troppo per sentimenti diretti verso persone che non lo meritavano..che hanno giocato con il mio cuore..usato e gettato via come niente fosse ed ora forse mi difendo soltanto, ma di una cosa sono certa :

Non sono il potere e la ricchezza ad affascinarmi, catturarmi, ma la classe e la cultura, .un cervello fine mi eccita molto di più della posizione sociale,l’eleganza nel vestire e nei gesti mi ipnotizza molto più di una macchina potente e di un rolex ostentato, una conversazione brillante può essere più afrodisiaca di un piatto di ostriche. Prova a stupire il mio cervello se riesci, Spogliati di ogni sovrastruttura e resta nudo per me  usa la voce, usa la mente annusami respirami.

Credevi fosse facile?

Sono strane a volte le donne,prova a parlarmi di qualche cosa che non so, prova a farmi ridere…

G.M

Voglio di più

Voglio di più – Pino Daniele di Pino Daniele

Io che ho visto
la terra bruciare
e la gente
che mi entrava in casa
io che ho visto tutto
oggi sono vero

Io che ho visto
un uomo e una campana
stare insieme
e gridare per ore
ieri che ho visto il mare
oggi sono stanco

Ma voglio di più
di quello che vedi
voglio di più
di questi anni amari
sai che non striscerò
per farmi valere
vivrò così cercando un senso
anche per te

Ed ho visto
prestare le mani
solo in cambio di un po’ di rumore
mentre a Sud il caldo t’ammazza
e hai voglia di cambiare

Ed ho visto morire bambini
nati sotto un accento sbagliato
ieri mi sono incazzato
ed oggi sono vero
Ma voglio di più
di quello che vedi
voglio di più
di questi anni amari
sai che stillerò
per darti colore
sarò così sempre
pronto a dire no

Ma voglio di più
di quello che vedi
voglio di più
di questi anni amari
sai che non striscerò
per farmi valere
vivrò così cercando
un senso anche per te…

Non ho miele

tumblr_m03l17vgDY1rp6sn7o1_500

Non ho miele ma nemmeno fiele
l’ho ingoiato per te
soltanto labbra
rimaste dischiuse
dai tuoi baci traditi
bocca d’anima
che anima morde…
non ho miele
solo acqua
annegata
allagata
occhi, parole,mani
caduti come massi sui miei sguardi
ora chiusi
dal mare che prende.

G.M

Good night

“Suzanne ti accompagna
al suo posto presso il fiume
dove senti passare le barche
e puoi stare con lei la notte
lo sai che è mezza matta
ma è per questo che sei lì
lei ti offre tè all’arancia
arrivato dalla Cina
e non appena stai per dirle
che non hai amore da offrirle
lei ti porta in sintonia
e lascia il fiume a rivelarti
che tu la hai sempre amata

Tu vorresti andare via con lei
e seguirla ad occhi chiusi
sai che lei di te si fiderà
perché il tuo pensiero ha toccato
il suo corpo perfetto.

Gesù era un marinaio
e camminava sull’acqua
stette a lungo ad osservare
solo nella sua torre di legno
e quando ebbe la certezza
che solo i reietti lo avrebbero visto
disse agli uomini: – Siate marinai
fino a che il mare vi farà liberi –
ma egli stesso fu stroncato
ancor prima che il cielo si aprisse
abbandonato, nella sua natura umana
affondò come un sasso nella vostra saggezza

Tu vorresti andare via con lui
e seguirlo ad occhi chiusi
pensi che forse gli crederai
poiché il suo pensiero ha toccato
il tuo corpo perfetto.

Ora Suzanne ti prende la mano
ti conduce presso il fiume
addosso ha stracci e piume
dalle casse dell’Esercito della Salvezza
il sole si riversa come miele
su nostra signora del porto *
lei ti dice di guardare
tra la spazzatura e i fiori
tra le alghe vedrai eroi
e bambini nel mattino
che si affacciano all’amore
e per sempre lo faranno
mentre Suzanne regge lo specchio

Tu vorresti andare via con lei
e seguirla ad occhi chiusi
sai che di lei ti puoi fidare
perché il suo pensiero ha toccato
il tuo corpo perfetto”.

Note del traduttore.

“Al primo ascolto evoca immagini splendidamente malinconiche: si dischiudono successivamente alcuni significati, che ruotano attorno ad una figura femminile e spaziano a raggiera su umanità, profondità dell’Essere, il tesoro nascosto negli Umili. Il tutto permeato da un panteismo (secondo cui Dio si può trovare in tutti gli aspetti della vita, lo si ritrova anche nell’interpretazione della kabbalah del movimento chassidico ebraico) che motiva l’altra figura sulla scena, Gesù, in una rappresentazione per un verso iconica e per un altro profondamente spirituale: “quello che camminava sull’acqua” è più vicino alla visione ebraica (che non lo riconosce) che a quella cristiana, mentre il concetto di abbandonarsi a Lui come Lui si è abbandonato al Padre (“only drowning men could see him” – “he sank beneath your wisdom like a stone”) ha connotati mistici e fideistici. Entrambi figure controcorrente (lei artista bohémienne e “mezza matta”, Lui sovvertitore di costumi e “hippie” ante litteram) portano il Poeta a guardare in alto: lei con l’Amore non carnale (anche nella vicenda vissuta realmente, pare) Lui con la Salvezza promessa all’umanità (all men will be sailors until the sea shall free them). Cohen non ha mai abbandonato la sua fede ebraica, ma ha spesso spaziato elegantemente nelle altre religioni.

Troviamo l’elemento Acqua=Vita lungo tutto il testo: il fiume, il porto, le alghe, e il mare, come simbolo di nascita e di morte, nel senso di “morire a se stessi” per seguire Lui, di scioglimento dai tormenti terreni per approdare alla consapevolezza di Cristo. C’è la “torre di legno”, termine che ricorre nelle liriche di Cohen e qui sembra presagire la Croce, c’è la parabola degli Umili, si intravedono tratteggi della Passione: Gesù tradito, giudicato dagli uomini, lasciato solo sulla croce con la sua natura umana. La parte riguardante Gesù può essere anche letta in senso ironico, vista la -scarsa- considerazione che ne ha l’ebraismo: l’interpretazione è soggettiva, come sempre quando si approccia Cohen.

E infine la figura di lei (elevata al ruolo ieratico di “our lady of the harbour” – ved. nota) che indica dove guardare e “regge lo specchio”, a riflettere se stessa oppure i suoi interlocutori? Ancora la doppia valenza, in una figura e in un oggetto che suggerisce introspezione e ricerca di valori nascosti.

Da Suzanne alla Graziosa: in questo testo si potrebbero ravvisare anche dei punti in comune con Via Del Campo di De Andrè: la figura femminile in entrambe, reale o meno che sia, è comunque un pretesto per rappresentare la vita vera sfrondata di ogni falso perbenismo, elevando così realtà contrastanti -rifiuti e fiori – diamanti e letame – a bellezza e facendoci tendere, attraverso l’amore, alla perfezione (fiducia totale -“cieca”- concetti assoluti -“menti”- che sfiorano corpi resi puri -“perfetti”-). Non vi si rappresenta la donna come portatrice di legami, viene intesa più come una “sister of mercy” cui ti puoi avvicinare o allontanare a piacere, ma è al tempo stesso un tramite con la Bellezza e la Spiritualità.

Ascoltare Suzanne dal vivo in una notte di fine estate, con la sola figura del Poeta illuminata su un palco totalmente buio, è quanto di più suggestivo si possa immaginare, e in quel contesto in realtà dell’interpretazione non importa più molto ma si desidera, a propria volta, abbandonarsi alla magia ed alla fascinazione delle parole e della musica”.

(Marie Jolie, 2 aprile 2013)