"Le strade brillano verso di te
Gli oceani invitano 
verso di te
Una Bellezza intatta oltre lo sciabordio delle onde"

Come il bambino che desidera ardentemente il petto di sua madre, il profugo che si è allontanato dalla sua patria, la vecchia signora che ricorda la sua giovinezza lontana,
il passeggero solitario in piedi alla stazione degli autobus, 
l'imperdonato e l'indimenticato ..e poi questo pezzo di musica divina che non potrebbe descrivere meglio questa struggente nostalgia
Così il mio sguardo al Mare!

Giusy Montalbano

Aaron…

Lui è Aaron, con due “a” così me lo ha presentato mio figlio quando lo ha portato in casa, uno splendido Malamute completamente bianco , enorme e bellissimo che a me ricorda un grande lupo bianco, soprattutto durante i suoi concerti di ululato in risposta alle campane della Chiesa vicina.
E’ arrivato per rimpiazzare il posto della mia adorata Bianca che dopo sedici anni di onorata esistenza ha raggiunto il suo ponte verso l’arcobaleno.
Ho patito tanto questo distacco, mi sono sentita svuotata e per giorni ho pianto non riuscendo più a capacitarmi per questa privazione, troppi ricordi, troppe emozioni, troppa vita trascorsa insieme.
Come dimenticare la sua irruenza giovanile? La tappezzeria del divano e delle sedie da riparare, i calzini e le ciabatte mordicchiate, le pagine dei miei libri preferiti ridotte a brandelli? Come scordare le sue fughe nei boschi, tutto il pantano da pulire, l’allevatore inferocito perché si introduceva nel recinto a spaventare le mucche sollazzate al sole?
Come riuscire a cancellare tutte quelle giornate con il cuore piccolo piccolo da amarezza e delusione, quei giorni in cui lei semplicemente si sceglieva un posto vicino abbastanza e diventava presenza e consolazione, semplice, indiscussa, completa?
Ho fatto fatica davvero a privarmi della nostra bellissima intesa, dei nostri sguardi colmi di amore, di tutte quelle sottili vibrazioni che ti fanno percepire il bene assoluto, chiaro e manifesto, di quella sensazione rarissima che si prova quando si è accettati oltre tutto ciò che sei e che vali.
Questi sentimenti siamo abituati ad accettarli ed aspettarceli dalle persone, normalmente è così, ma quando questo genere di Amore ti arriva da altre sorgenti è un’ esperienza straordinaria, impari e diventi molto più di quel che si può immaginare, giungono fino alla più recondita particella del suo essere è ti trasformano.
Aaron è arrivato, una sfida che ho accettato di cogliere, mi ero ripromessa dopo Bianca che il mio rapporto con il mondo animale da quel momento in poi sarebbe cessato, che non ero più disposta a coinvolgere il mio cuore fino a quel limite per poi perderlo.
Siccome qui in famiglia sanno benissimo che in realtà io ho una strana affinità naturale con gli animali,al punto che scherzosamente mi chiamano San Francesco, visto che cammino sempre con la scia di cani e gatti e ogni specie che circola nel mio spazio vitale, mi hanno affidato questo bellissimo quanto tanto particolare “lupo bianco”.
Aaron,è diverso davvero da Bianca, con lei è stato amore a prima vista, con lui è una conquista perenne.
I primissimi giorni ci siamo solo scrutati, entrambi sempre a distanza di sicurezza, spiandoci con gli occhi sempre, il nostro avvicinamento è stato cauto e lento, io non lo capivo e mi sembrava pure un pochino stupido a dire il vero, non elemosinava cibo, non voleva carezze, sempre per conto suo, minima interazioni, con lui è stato tutto graduale, delicato.
E’ passato qualche mese e oggi Aaron, è sempre accucciato nella stanza che occupo io nei vari momenti della giornata, mi guarda, mi osserva sempre , sorrido tra me e me, quando gira gli occhi di traverso se si accorge che ci bado, lo trovo ad aspettarmi al mio rientro, si lascia accarezzare e mai si stanca, mi segue ovunque , insomma io credo che ha cominciato ad amarmi o mi ha scelto da subito, ha solo atteso che liberassi un angolo del mio cuore dove dorme tranquilla la mia adorata Bianca e a pensarci meglio ho uno spazio enorme per ogni cosa… i luoghi dell’Amore sono infiniti.

Giusy Montalbano

Elogio alla lentezza

Un passo alla volta

Un cielo dietro l’altro

La rosa si annusa e poi si spoglia

Petalo dentro petalo

Si conosce primavera

Punto dietro punto

È Manifesta la trama

Un giorno e poi un giorno

Giunge il mattino

Le aurore seguono i tramonti

Assenso dopo assenso

Trasformi il diniego

Tramuti le promesse

Lentamente senza fretta

Conduci all’altare del mondo

l’anfora pregiata del dolore

 lo svuoti

ed ecco

il miele della pazienza

Passo dopo passo

Dolcezza nell’attesa

Giusy Montalbano

Ho le rughe.
Mi sono guardata allo specchio e ho scoperto di avere molte rughe, intorno agli occhi, alla bocca, sulla fronte.
Ho le rughe perché ho avuto amici, e abbiamo riso, abbiamo riso tanto, fino alle lacrime.
E ho conosciuto l’amore, che mi ha fatto strizzare gli occhi di gioia.
Ho le rughe perché ho avuto dei figli, e mi sono preoccupata per loro fin dal concepimento, e ho sorriso a ogni loro nuova scoperta e ho passato notti a cullarli.
E poi ho pianto. Ho pianto per le persone che ho amato e che sono andate via, per poco tempo o per sempre oppure senza sapere il perché.
Ho vegliato, trascorso ore insonni per progetti andati bene, andati male, mai partiti, per la febbre dei bambini, per leggere un libro
Ho visto posti splendidi, nuovi, che mi hanno fatto aprire la bocca stupita, e rivisto i posti vecchi, antichi, che mi hanno fatto commuovere.
Dentro a ogni solco sul mio viso, sul mio corpo, si nasconde la mia storia, le emozioni che ho vissuto, la mia bellezza più intima e se cancellassi questo, cancellerei me stessa.
Ogni ruga è un aneddoto della mia vita, un battito del mio cuore, è l’album fotografico dei miei ricordi più importanti.

Mutabile perfetto

La foglia non trema

Dondola tranquilla sospinta

dal vento

La barca con il suo peso

fiacca il mare agitato

E le ginestre fioriscono

Sulla inospitale roccia

Una lingua di sole

Copre il manto del gatto

E il brusio insolente del frigo

gratta alle pareti delle voci

Mischiandosi nei discorsi

quotidiani

Ogni cosa accade

ma il volo del tempo smarrisce

Il suo nome

tutto è avvolto nel suo divenire dolce e sommesso

Amo ciò che si svela

Senza clamore

quel silenzio sottile

é una lama bagnata

scivola con perfetta precisione

si intrufola

Ad innaffIare la cavità

del cuore!

Giusy Montalbano


	

Nero fumo

“Nun po fare chiu scuru di mezzanotte “cosi diceva spesso la mia adorata nonna,che tradotto :Non può fare più buio di mezzanotte, lei citava questo antico detto quando le cose andavano male male…quando l’unica alternativa alla disperazione era aspettare l’alba che inevitabilmente sarebbe arrivata o semplicemente quando non potevi immaginare un peggio al peggio di quello che stava accadendo.

Mia nonna era una donna semplice, umile, la sua vita tutta sacrifici e fatica, ma aveva una forza interiore incredibile, un coraggio e una determinazione notevole e una fede in Dio e nella Sua Provvidenza cieca, totale.

Strano, come delle persone resta alla fine quello che hanno tracciato..di lei a me rimangono tanti ricordi legati alla età più strabiliante, la sua immagine piccola e minuta tutta raccolta , quasi una straordinaria nicchia sacra, lei la sua sedia e le sue mani a sferuzzare calze di lana, i gomitoli colorati che si indravedevano da un cestino poggiato ai suoi piedi, la sua gatta dispettosa e i suoi brotolii divertenti ma anche quello che lei ha saputo scrivermi nella memoria ,marchiando con i suoi detti e le sue antiche citazioni angoli del cuore dove ho bisogno di essere solleticata. Ed ogni volta che mi ritrovo a dover superare momenti difficili pensarla mi fa riflettere ,mi conforta, mi sprona.

Come biasimarla? É vero che ci sono periodi che devi necessariamente raggiungere quel grado di buio per ritrovare la forza di ricominciare, ma oltre quello “scuro” come lo chiamava la mia nonna incontri la liberazione.

Non si tratta soltanto di una difficoltà concreta che a tutti può succedere di vivere , a volte è la cecità dell’anima , quel lume che manca per scorgere una qualche minima possibilità di risalita da quel pozzo profondo di tedio e abbandono, dove tutto incontri tranne che un senso al vivere, scivolarci lentamente e quasi senza accorgersi, giorno dopo giorno, mese e anni qualche volta,quella fine lenta e inesorabile a cui ti condanni e dalla quale non riesci a ritornare…ma dal quale arriva inevitabile quel grido di pietà dell’anima violentata da tanta oscurità e non puoi che domandarti come salvarti , chi ti salverà..quale sarà quel moto propulsore che ti rigetterà dalle tenebre alla luce. Da quel luogo invisibile dove hai esaurito ogni richiesta, ogni quesito è da dove esali ogni respiro con una fatica innaturale e chiedi se davvero é tutto qui? Se non rimane altro per te oltre ciò che hai assoporato gustato e rimpianto dalla vita , quel senso di fine allo stupore o alla bellezza , alla magia , alla commozione, all’ entusiasmo allo strabiliante gusto bellissimo di ogni giorno nuovo che arriva.

Sono grande abbastanza per dirvi che nella mia storia ho conosciuto parecchie sfumature del nero più nero della pece: vicissitudini, intralci e dolori…gran parte di esse disegnate da un misterioso disegno che fa parte della vita di tutti credo , ma buona parte frutto di scelte e percorsi personali discutibilissime e con il senno del poi definiamo errori , ma vi assicuro che mia nonna sullo “scuru più scuru” si sbagliava…esiste il fondo nel fondo, un grido di salvezza che resta inascoltato per un tempo che cancella tutto ciò che vale la pena tenere a mente, e un buio che oltrepassa ogni spazio fisico e temporale, lì davvero vai a patti con la vita a volte chiedi solo una semplice tregua e altre ti domandi se è questo tornare così nudi e fragili , così senza sostanza alcuna sia l’inizio di una nuova vita, e ti senti soltanto un vaso vuoto pronto ad essere riempito daccapo…si possono sperimentare mille vite in un’unica esistenza , morire e rinascere sempre. e ancora ..spero per me sia la volta buona, di venire presto al mondo con un viso di Sole e cuore di gioia e fortuna.

Ogni gestazione richiede la sua cura, tempo di crescita che si nutre di ogni risorsa vitale,interpretazione di ogni minimo rumore..il battito é forte e chiaro questo per adesso l’unico segnale di speranza.

Giusy Montalbano

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Amo la pioggia, adoro ascoltare il suo rumore scrosciante che batte sui tetti per poi cadere  sull’ asfalto, quel ritmo suadente che scadenza il tempo, ora forte…ora uguale e lento, mi piace osservare in silenzio ..vederla soffermarsi e poi scivolare dai vetri e le finestre…piccole gocce trasparenti che sembrano aggrapparsi fino allo stremo delle forze prima di lasciarsi andare.

Oggi piove , é un giorno come tanti ,ma io sto assaporando la mia quiete perfetta, non é capitato nulla di particolare,  ho solo l’impressione che questo tempo sia per me una carezza…qualcosa che mi raccoglie, mi culla, mi protegge.

  • Non esiste un momento nella vita in cui possiamo privarci  di tenerezza, nemmeno quando tutte le nostre sovrastrutture ci illudono di poterne fare a meno forse perché pensiamo erroneamente che certe esigenze fanno parte di epoche bambine.
  • Siamo cosi veri quando anche solo per un breve attimo ci sentiamo tali!  Dell’innocenza resta sempre nel cuore memoria, che torna per breve e presto sparisce e va via.

Sento ancora il bisogno di abbandonarmi ai miei silenzi…alle mie piccole manie di dolcezza…sono sempre stata un’ anima inquieta , ho i miei paradisi segreti, piccoli angoli dove la memoria della gioia o soltanto di un attimo di tregua resta immutabile oltre il tempo che passa, la vita , gli eventi e tutto il resto. A guardarmi ora avvolta nel mio  plaid ,mentre ascolto il tempo fuori sono identica a quella bimba che  felice sentiva  musica quando pioveva  ma tutti attorno dicevano era pioggia

Giusy Montalbano

Attesa

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“Chiediti dove non hai visto Dio, lì dove non lo vedi hai bisogno di ricapitolazione”.

Tra sospiri cadenti
tempo immobile
Aspetto…
Guardami!
Spezza l’incanto del battito del polso
Liberami dalla crudeltà dei
Venti di sempre
Sole sospeso nella sete di nebbia
Tappeto sfibrato il mio cuore ti invoca
Danzo senza voce su frammenti e schegge
Capovolgo il tempo
Lo capovolgo invano
Tu penetri il silenzio
Ascolto il bisbigliare umido delle erbe
Il nome mio
impeto fragoroso e nudo
scroscia dalle Tue labbra
Nei miei occhi
Quali lucentezze mai spiegate!

Giusy Montalbano

Per Mare

Un proverbio Tuareg dice: Dio ha fatto una terra con l’acqua perché gli uomini potessero vivere, e una terra priva d’acqua perché gli uomini potessero aver sete, e il deserto, terra con acqua e terra priva d’acqua,
perché potessero trovare la loro anima.
Probabilmente è per tutte queste ragioni che ho sempre scelto di andare per Mare, che ho imparato a dare nome ai venti, a misurare in miglia la distanza dalla mia casa e a presagire la potenzialità dell’onda rabbiosa nel mare lungo, come qualsiasi altro navigante.
Leggere le ore nelle stelle e come tutti i pescatori stare in acqua “au primu sciuri d’alba”.. ad ascoltarlo il mare, con la sua natura polifonica che apre a ventaglio ogni elemento della sua essenza: mistero, profondità, il sommerso, la vastità, il vorticoso, il pericolo e la minaccia ma anche il suo muovere inquieto, il suo inchinarsi e sollevarsi, facendosi ora dolce ed ammaliatore ed il suo incedere che avvolge in carezza…ho scelto il mare perché è nell’acqua che ritrovo l’anima e la poesia .
Ho vagato per terra e deserti abbandonando la scialuppa ammaccata in un angolo di spiaggia.. sapete ? Il mio tempo lontano dal mare è stato incalcolabile , ho segni di giorni vuoti, di poesia perduta, passi pesanti che scavano senza lasciare tracce, giorni straziati di apatia ..l’odore del mare è rimasta la mia nostalgia infinita…ed ora eccomi qui a riprendere un viaggio rimasto in sospeso ..ho sete, tanta, sono arida di gioia e mi manco davvero…

Giusy Montalbano