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Amo la pioggia, adoro ascoltare il suo rumore scrosciante che batte sui tetti per poi cadere  sull’ asfalto, quel ritmo suadente che scadenza il tempo, ora forte…ora uguale e lento, mi piace osservare in silenzio ..vederla soffermarsi e poi scivolare dai vetri e le finestre…piccole gocce trasparenti che sembrano aggrapparsi fino allo stremo delle forze prima di lasciarsi andare.

Oggi piove , é un giorno come tanti ,ma io sto assaporando la mia quiete perfetta, non é capitato nulla di particolare,  ho solo l’impressione che questo tempo sia per me una carezza…qualcosa che mi raccoglie, mi culla, mi protegge.

  • Non esiste un momento nella vita in cui possiamo privarci  di tenerezza, nemmeno quando tutte le nostre sovrastrutture ci illudono di poterne fare a meno forse perché pensiamo erroneamente che certe esigenze fanno parte di epoche bambine.
  • Siamo cosi veri quando anche solo per un breve attimo ci sentiamo tali!  Dell’innocenza resta sempre nel cuore memoria, che torna per breve e presto sparisce e va via.

Sento ancora il bisogno di abbandonarmi ai miei silenzi…alle mie piccole manie di dolcezza…sono sempre stata un’ anima inquieta , ho i miei paradisi segreti, piccoli angoli dove la memoria della gioia o soltanto di un attimo di tregua resta immutabile oltre il tempo che passa, la vita , gli eventi e tutto il resto. A guardarmi ora avvolta nel mio  plaid ,mentre ascolto il tempo fuori sono identica a quella bimba che  felice sentiva  musica quando pioveva  ma tutti attorno dicevano era pioggia

Giusy Montalbano

Attesa

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“Chiediti dove non hai visto Dio, lì dove non lo vedi hai bisogno di ricapitolazione”.

Tra sospiri cadenti
tempo immobile
Aspetto…
Guardami!
Spezza l’incanto del battito del polso
Liberami dalla crudeltà dei
Venti di sempre
Sole sospeso nella sete di nebbia
Tappeto sfibrato il mio cuore ti invoca
Danzo senza voce su frammenti e schegge
Capovolgo il tempo
Lo capovolgo invano
Tu penetri il silenzio
Ascolto il bisbigliare umido delle erbe
Il nome mio
impeto fragoroso e nudo
scroscia dalle Tue labbra
Nei miei occhi
Quali lucentezze mai spiegate!

Giusy Montalbano

Per Mare

Un proverbio Tuareg dice: Dio ha fatto una terra con l’acqua perché gli uomini potessero vivere, e una terra priva d’acqua perché gli uomini potessero aver sete, e il deserto, terra con acqua e terra priva d’acqua,
perché potessero trovare la loro anima.
Probabilmente è per tutte queste ragioni che ho sempre scelto di andare per Mare, che ho imparato a dare nome ai venti, a misurare in miglia la distanza dalla mia casa e a presagire la potenzialità dell’onda rabbiosa nel mare lungo, come qualsiasi altro navigante.
Leggere le ore nelle stelle e come tutti i pescatori stare in acqua “au primu sciuri d’alba”.. ad ascoltarlo il mare, con la sua natura polifonica che apre a ventaglio ogni elemento della sua essenza: mistero, profondità, il sommerso, la vastità, il vorticoso, il pericolo e la minaccia ma anche il suo muovere inquieto, il suo inchinarsi e sollevarsi, facendosi ora dolce ed ammaliatore ed il suo incedere che avvolge in carezza…ho scelto il mare perché è nell’acqua che ritrovo l’anima e la poesia .
Ho vagato per terra e deserti abbandonando la scialuppa ammaccata in un angolo di spiaggia.. sapete ? Il mio tempo lontano dal mare è stato incalcolabile , ho segni di giorni vuoti, di poesia perduta, passi pesanti che scavano senza lasciare tracce, giorni straziati di apatia ..l’odore del mare è rimasta la mia nostalgia infinita…ed ora eccomi qui a riprendere un viaggio rimasto in sospeso ..ho sete, tanta, sono arida di gioia e mi manco davvero…

Giusy Montalbano

Sale..non miele

Ho perso memoria della Luce
L’oscurità ha sigillato le palpebre
E le ciglia sono persiane che grondano affamate
spiragli d’aria
scaccio polvere spazzando tempeste di sabbia
arroccata da secoli su questo Tabor
la mia forza resta l’attesa
so solo piangere le mie croci
ti aspetto come si attendono i domani
in giornate senza fine
buio attorno
cuore di sale
e un vaso di miele custodito

tra costole e stomaco
Se solo arrivassi potrei ricordare!

Giusy Montalbano

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Una nave si dice, è fatta per solcare degli oceani, per portare su di sé uomini con il cuore in tempesta.

Un molo è lì, attaccato alla sponda. Nessun uomo lo ha fatto,gli uomini lo hanno trovato e vi siedono sopra a guardare le navi che approdano e quelle che scompaiono all’orizzonte,

come afferrate dalla mano di Poseidone.

La nave è fatta per partire,il molo usato per vedere chi viene e chi va.

C’è chi nasce per amare le navi delle vele tese, e chi per amare i moli insensibili alle onde.

C’è chi ha coraggio abbastanza per amare i misteri dei mari senza confini, cè chi ha pazienza abbastanza per vivere dentro un rigido confine circolare.

C’è anche chi non sa se è nato per partire o per rifiutare ogni partenza, se è nato per rincorrere perpetuamente un orizzonte in eterna fuga o per amare soltanto l’orizzonte come una cornice di alabastro.

C’è chi non ha né navi per partire né un molo su cui sostare.

Chi non sa più cercare, ne tessere un sogno da lanciare come un aquilone nel cielo e non sa scrivere un messaggio da lanciare ai flutti.

C’è chi non riesce a comprendere cosa sia una nave e cosa un molo,nè ad accorgersi più se il suo andare sia un non andare e il suo non andare un andare…e poi ci sono io…che parto, resto, vado, sosto e guardo il Mare che certe volte sa diventare muto come doveva essere prima che dalle sue umide viscere sgorgasse la lacrima della Vita.

A volte ritorna…

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Succede, capita…ritorna il desiderio di ripartire, proprio dal punto esatto in cui ti sei smarrita e cercare di ritrovare una traccia, un motivo, un senso per ricominciare il cammino;

A volte capita…accade che nonostante i tuoi  “pezzi” sparpagliati  dal vento..tu sai che ci sei! Intera, disfatta, ma ancora sai di poterti stringere in una carezza che ti raccolga tutta;

A volte..vai via..fuggi, insegui, abbandoni ma torni nell’unico posto che sai attenderti ovunque e comunque, imperfetta, caotica eppure così tenacemente vera…lo sai ed è forse il solo pretesto che ti permetti perchè ad ogni fine pregusti un inizio, ad ogni svolta segue un’ impennata che ti conduce lì dove il tuo cuore brama di stare;

A  volte, ritorna..la voglia di piangere per poi asciugare ogni goccia di lacrima, e sorridere come se non conoscessi mai n magone, un pugno nello stomaco, la disperazione, il male di vivere e tutte le ombre che rinsecchiscono il cuore…qualcuno la chiama resilienza, qualcuno forse tenacia, attaccamento alla vita…io  la chiamo Speranza..non so di cosa è fatta, l’origine…la consistenza…ma mi preme sull’Anima ogni volta che non so più chi sono e nemmeno cosa voglio…

A volte ritorna…e sono qui!

 

Giusy Montalbano

Pelle…

Sempre in guerra  per questa pelle,che in fondo è soltanto il nostro valore, sempre attenti, in guardia in sospetto…senza capire che si vince una volta e per tutte quando

smetti di difenderti dagli altri e dal mondo e cominci a salvaguardarti da te stesso…perchè

un giorno improvvisamente comprendi che la tua pelle è tua che il tuo valore sei quello che sei nel profondo con le tue bandiere e le tue croci, sei quello che fai di te e nessuno e niente potrà mai strappartelo via.

Conta i passi della rabbia, conta i passi dell’offesa, conta i passi delle distanze  delle umiliazioni delle cadute e dei rimpianti , conta piano prima di lanciarti, schierarti, attaccare e qualche volta uccidere prima che la strada divori il tuo cammino senza lasciare traccia della tua esistenza. Questa è una delle misure che voglio imparare a prendere.