Una sola nota

e tutto il mondo diventò la mia musica

un Tuo sguardo

ed io ruscello, monte, foresta

dove il respiro sommesso è aria

Toccami, toccami ancora

Tu mia gioia mai dimenticata,

scuotimi dal sonno e dall’oblio

abbracciami di infinito e bellezza.

prenditi occhi , mani e ogni cosa e fanne Poesia

Intreccio il Tuo Nome in nenie di Pace.

Giusy Montalbano

A volte mi domando perchè tutto questo rumore, questa frenesia, nell’immensa folla degli Esseri, quando giace in fondo a ogni cosa la primitiva quiete e il Silenzio?

Sono stata irrequieta anch’io e colma di rumore, da bimba ero una cavalletta che saltava in continuazione, mi arrampicavo sugli alberi e volevo raggiungere i rami più alti, appena trovavo una posizione comoda mi accomodavo per ore ad osservare il mare così vicino anche se distante, chiudevo gli occhi e cercavo di far arrivare a me il suo profumo, quanta dolcezza ho imparato annusando e osservando dall’alto …il mondo ai piedi così piccolo e il cielo così grande!

Avevo pure una grande parlantina con fiumi di parole inondavo le cose, amavo i nomi, assegnarne uno ad ognuno perchè e a norminarle a volte certe cose prendono vita, oggi misuro ogni nome dormiente nel cuore risvegliandolo per trasformarlo in carezze.

Un tempo ero colma di domande aspettando risposte come la grande rivelazione, oggi vivo un giorno per volta della vita, consapevole che essa stessa è un’ipotesi perennemente da rivivere.

Prendo tutto come viene e cambio nell’attesa e nella pazienza, come Estia, misurata, immobile guardiana del fuoco portato da Ermes ed eternamente acceso in casa.

Oggi sono una donna placida, sapienza del tempo? Forse, o semplicemente è stanchezza di scuotere troppo il cuore nel tentativo ultimo di calmarlo , un pochino come si fa quando si é in presenza di qualcuno che ha una reazione esagerata per farla tornare in se, so per certo che non ho la facoltà di prevenire quel che non voglio e che in un contrasto può nascondersi una ragione e che in ogni caso posso trarne un insegnamento di cui ho bisogno per imparare l’arte del vivere .

Da piccola adoravo raccontare le storie, favole e filastrocche, immaginare, ricoprire di pennellate di colori la faccia della gente, giocando con la fantasia, ammirrarne lo stupore che piano piano prendeva forma negli occhi spalancati alla sorpresa, oggi io quel prodigio lo ripercorro quando mi tuffo negli occhi delle persone e starei ore ed ore ad ascoltarle, sentire narrare la loro storia mi intrappola nel fascino misterioso dell’esistenza , mi cattura nella magia dell’umanità così grande e fragile e so con sicurezza di non essere sola.

Ora come ieri io sono diversa ma non sono cambiata , adotto modalità differenti per risolvere i miei giorni, come la regola commutativa delle addizioni: cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia! Se non ricordo male dice così, ma non importa perché è la sola regola matematica che mi è rimasta in mente …io con i calcoli sono stata sempre una frana!

Giusy Montalbano

….

Avevo voglia di parlare con te
Non so nemmeno per dirti cosa
Delle porte fatte con le magliette
O di Sergio che non si sposa
Avevo voglia di giocare con te
A chi sputa più lontano
Rompere i vetri delle fabbriche
Farci sgridare da qualcuno
Ah, che noia essere grandi
Andare ai compleanni
Parlare di soldi e dei figli degli altri
Ah, è tardi e devo già andare
E mi manca aspettare l’estate
Comprare le caramelle colorate
E mi manca la strada in due in bici
Mi manco io, mi manchi tu
E mi manca una bella canzone
Pagare qualcosa con le figurine
E mi manca la biro tra i denti
Mi manco io, mi manchi tu
Ti manco io, e ti manchi tu
Avevo voglia di parlare con te
Te lo ricordi il tuo primo pallone
Finiva sotto le macchine
Però col vento sapeva volare
Lo sai che voglia di giocare che ho
Anche di piangere e soffiarmi il naso
Poi sprofondare nell’erba più alta
Tornare a casa sporco di prato
Ah, e invece siamo già grandi
Con il dovere di dare risposte
E firmare e non lanciare sassi
Ah, ti voglio ancora bene
E mi manca aspettare l’estate
Comprare le caramelle colorate
E mi manca la strada in due in bici
Mi manco io, mi manchi tu
E mi manca una bella canzone
Pagare qualcosa con le figurine
E mi manca la biro tra i denti
Mi manco io, mi manchi tu
Ti manco io e ti manchi tu
Avevo voglia di parlare con te
Non so nemmeno per dirti cosa
E mi manca aspettare l’estate
Comprare le caramelle colorate
E mi manca le strade in due in bici
Mi manco io, mi manchi tu
E mi manca una bella canzone
Rubare a mia madre cinquecento lire
E mi manca la biro tra i denti
Mi manco io, mi manchi tu
Ti manco io e ti manchi tu
Non mi ricordo più…

Verrà domani

Verrà domani

Fiato di Mare

Riverso negli occhi

e questo mio tempo

Che non sa dove fermarsi

così incerto non si muove o non sosta

Ripiegato come un candido Fazzoletto

Sotto i piedi o nel petto

tornerà a scorrere

nascerà un canto

per ogni lacrima versata

un vento che scompiglia il dolore

e una scia di rondini

che vola nel nido del cuore.

Sarà Poesia , sarà Primavera.

Giusy Montalbano

Che vita meravigliosa

Ritornello simile ad un respiro contemplativo che ritma l’intera esecuzione: ‘AH CHE VITA MERAVIGLIOSA/ QUESTA VITA DOLOROSA/SEDUCENTE, MIRACOLOSA/VITA CHE MI SPINGI IN MEZZO AL MARE/MI FAI PIANGERE E BALLARE/COME UN PAZZO INSIEME A TE’. Sì, ‘MERAVIGLIOSA’ è la vita! Il senso della ‘MERAVIGLIA’ che ci abita sin dall’infanzia richiama cose stupefacenti e sorprendenti da ‘ammirare’ per lo stupore che suscitano.

‘VITA DOLOROSA SEDUCENTE MIRACOLOSA’

Dei miei ostinati luoghi

Ho una strada che si apre

Quando non conosco cammino

Un’immagine nitida

Cesellata da singoli pezzi

La tessera di un mosaico

Che si incastra perfetta

E ricompone i miei sguardi offuscati

Ho braccia

Mani, muscoli che battono

A ritmo dei miei passi

Orizzonte senza fine

Oltre le montagne invalicabili e desolate

Profili di case tutte bianche

e molliche di lucciole

Danzanti per la via

Mandorli in fiore

Campi di grano baciati dal Sole

Odore di Zagara

Che il Mare esala

Ad ogni respiro

Ho luoghi che non sono posti

Di questo mondo

La seconda linea parallela

Vicina e accanto

Il binario di un inizio senza fine

Ho i miei luoghi

Le mie sonorità

I miei profumi

Tu mi vedi smarrita e immobile

Temi se mi faccio piccola

Fino a sparire

Tu leggi le mie derive

Ma nascosta io sto nei miei spazi

non sai

Che questa mia amabile solitudine

È il verso che mi dispone

Al vivere

l’unico che il mio cuore

Conosce.

Giusy Montalbano

Donne

Io sono tutto l’amore che ho dato

tutto l’amore incondizionato

l’imbarazzo dietro al vanto un sorriso dentro al pianto

Io sono tutto l’amore che ho dato

mare in tempesta e cielo stellato

poco prima di uno schianto un sorriso dentro al pianto

Ci hanno definito “sesso debole”, originariamente questa affermazione é nata riferendosi alla struttura fisica e biologica diversa tra uomini e donne noi abbiamo meno massa muscolare e di conseguenza anche meno forza fisica, ma da questa constazione ovvia poi sono nate altre false congetture..tutte discutibili.

Oggi mi é capitato di ascoltare questa canzone e vi garantisco descrive perfettamente l’universo femminile cosi ricco di sfaccettature, così carico di emozioni e sentimenti , cosi pieno di ogni cosa e mi sono detta : Diamine, questa donna sono io! Questo cuore é il mio!

Quanti e quanti sorrisi dietro i pianti!

Mille volte sono arrivata al limite, quando la tentazione di mollare é stata più forte della voglia di tentare, giorni in cui lo straccio era più dignitoso di me, battuta all’ angolo , esanime , ammaccata come un pugile sconfitto, spettinata, in pigiama senza nemmeno avere il coraggio di guardarmi allo specchio..ma é durato il tempo di trovare la forza e ho ripreso a sorridere con gli occhi ancora arrossati improvvisamente mi sono sentita imbattibile e più forte di prima. Avete mai pensato su come sappiamo amare noi? Chi non ha sperimentato cosa siamo disposte a spendere in termini di cura, attenzione, sacrifici fino a dimenticarci di noi stesse per dare spazio a chi amiamo? Siamo capaci di tutto noi donne per preservare, custodire ed esserci a costo di mille delusioni .

Non mancano i momenti in cui ti domandi se é valsa la pena, soprattutto quando il ricambio é misero o manca quando sei tu che vuoi sentirti amata con la stessa misura e con la stessa forza.

Io ho smesso di cadere nella recriminazione , ho il cuore sempre colmo perché tutto l’amore che ho dato mi ha riempito e ancora ce ne sta…ho cessato di credere che potevo fare meglio o diversamente, il tempo , tutti i sorrisi dietro a cascate di lacrime mi hanno insegnato che ho fatto quel che potevo fare in quel preciso momento ,e che tutto arricchisce se lo rendi fecondo.

Sono fiera di essere donna, amo quella sensibilità e l’intensità che ci tiene sempre in piedi a dispetto di ogni avversità..quel modo quasi buffo che tutte quante noi abbiamo di raccogliere tutti i pezzettini scomposti dopo una batosta…ricomporli nelle stanze misteriose dell’anima, stamparci un sorriso sulle labbra, cantare a gran voce una canzone e andare avanti!

Rinascere…noi donne lo sappiamo fare bene, e tutte le volte torniamo ad essere meravigliose e bellissime.

Giusy Montalbano

Elogio alla lentezza

Un passo alla volta

Un cielo dietro l’altro

La rosa si annusa e poi si spoglia

Petalo dentro petalo

Si conosce primavera

Punto dietro punto

È Manifesta la trama

Un giorno e poi un giorno

Giunge il mattino

Le aurore seguono i tramonti

Assenso dopo assenso

Trasformi il diniego

Tramuti le promesse

Lentamente senza fretta

Conduci all’altare del mondo

l’anfora pregiata del dolore

 lo svuoti

ed ecco

il miele della pazienza

Passo dopo passo

Dolcezza nell’attesa

Giusy Montalbano

Mutabile perfetto

La foglia non trema

Dondola tranquilla sospinta

dal vento

La barca con il suo peso

fiacca il mare agitato

E le ginestre fioriscono

Sulla inospitale roccia

Una lingua di sole

Copre il manto del gatto

E il brusio insolente del frigo

gratta alle pareti delle voci

Mischiandosi nei discorsi

quotidiani

Ogni cosa accade

ma il volo del tempo smarrisce

Il suo nome

tutto è avvolto nel suo divenire dolce e sommesso

Amo ciò che si svela

Senza clamore

quel silenzio sottile

é una lama bagnata

scivola con perfetta precisione

si intrufola

Ad innaffIare la cavità

del cuore!

Giusy Montalbano


	

Nero fumo

“Nun po fare chiu scuru di mezzanotte “cosi diceva spesso la mia adorata nonna,che tradotto :Non può fare più buio di mezzanotte, lei citava questo antico detto quando le cose andavano male male…quando l’unica alternativa alla disperazione era aspettare l’alba che inevitabilmente sarebbe arrivata o semplicemente quando non potevi immaginare un peggio al peggio di quello che stava accadendo.

Mia nonna era una donna semplice, umile, la sua vita tutta sacrifici e fatica, ma aveva una forza interiore incredibile, un coraggio e una determinazione notevole e una fede in Dio e nella Sua Provvidenza cieca, totale.

Strano, come delle persone resta alla fine quello che hanno tracciato..di lei a me rimangono tanti ricordi legati alla età più strabiliante, la sua immagine piccola e minuta tutta raccolta , quasi una straordinaria nicchia sacra, lei la sua sedia e le sue mani a sferuzzare calze di lana, i gomitoli colorati che si indravedevano da un cestino poggiato ai suoi piedi, la sua gatta dispettosa e i suoi brotolii divertenti ma anche quello che lei ha saputo scrivermi nella memoria ,marchiando con i suoi detti e le sue antiche citazioni angoli del cuore dove ho bisogno di essere solleticata. Ed ogni volta che mi ritrovo a dover superare momenti difficili pensarla mi fa riflettere ,mi conforta, mi sprona.

Come biasimarla? É vero che ci sono periodi che devi necessariamente raggiungere quel grado di buio per ritrovare la forza di ricominciare, ma oltre quello “scuro” come lo chiamava la mia nonna incontri la liberazione.

Non si tratta soltanto di una difficoltà concreta che a tutti può succedere di vivere , a volte è la cecità dell’anima , quel lume che manca per scorgere una qualche minima possibilità di risalita da quel pozzo profondo di tedio e abbandono, dove tutto incontri tranne che un senso al vivere, scivolarci lentamente e quasi senza accorgersi, giorno dopo giorno, mese e anni qualche volta,quella fine lenta e inesorabile a cui ti condanni e dalla quale non riesci a ritornare…ma dal quale arriva inevitabile quel grido di pietà dell’anima violentata da tanta oscurità e non puoi che domandarti come salvarti , chi ti salverà..quale sarà quel moto propulsore che ti rigetterà dalle tenebre alla luce. Da quel luogo invisibile dove hai esaurito ogni richiesta, ogni quesito è da dove esali ogni respiro con una fatica innaturale e chiedi se davvero é tutto qui? Se non rimane altro per te oltre ciò che hai assoporato gustato e rimpianto dalla vita , quel senso di fine allo stupore o alla bellezza , alla magia , alla commozione, all’ entusiasmo allo strabiliante gusto bellissimo di ogni giorno nuovo che arriva.

Sono grande abbastanza per dirvi che nella mia storia ho conosciuto parecchie sfumature del nero più nero della pece: vicissitudini, intralci e dolori…gran parte di esse disegnate da un misterioso disegno che fa parte della vita di tutti credo , ma buona parte frutto di scelte e percorsi personali discutibilissime e con il senno del poi definiamo errori , ma vi assicuro che mia nonna sullo “scuru più scuru” si sbagliava…esiste il fondo nel fondo, un grido di salvezza che resta inascoltato per un tempo che cancella tutto ciò che vale la pena tenere a mente, e un buio che oltrepassa ogni spazio fisico e temporale, lì davvero vai a patti con la vita a volte chiedi solo una semplice tregua e altre ti domandi se è questo tornare così nudi e fragili , così senza sostanza alcuna sia l’inizio di una nuova vita, e ti senti soltanto un vaso vuoto pronto ad essere riempito daccapo…si possono sperimentare mille vite in un’unica esistenza , morire e rinascere sempre. e ancora ..spero per me sia la volta buona, di venire presto al mondo con un viso di Sole e cuore di gioia e fortuna.

Ogni gestazione richiede la sua cura, tempo di crescita che si nutre di ogni risorsa vitale,interpretazione di ogni minimo rumore..il battito é forte e chiaro questo per adesso l’unico segnale di speranza.

Giusy Montalbano