Tu, Gioia mia semplice

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foto @Jenny Di Meola

 

Tu, Gioia mia semplice

sentiero verde di  edera

lucente  tra i lucori dei miei spenti muri

lampo di fuoco che spezzi immobile acqua muta della morte

Gioia mia, semplice!

mio fiume Altro che corre verso il Mare

con la sua sete folle,

Tu, che ti mescoli allo sciabordio dei  miei sogni

pregno di sangue e di Poesia,

volto dorato della mia esistenza…

Tu sai di

odore ameno della polvere torrida d’estate

sollevato dalla pioggia

Tu stai

come l’Amore fermo allo soglia del tempo che mi aspetta

Conti ogni mio attimo che fa musica

nel fruscio  del vento

e nell’amaro sfibrante  silenzio

gemi danzando sul mio cuore capovolto

mentre le mie ciglia umide

accarezzano petali rossi di gerani

succhiati avidamente

con gote ardenti e incanto di battito sui polsi

e sei semplicemente mia Gioia, mia  Dolcezza!

 

Giusy Montalbano

 

 

 

 

Speranza

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Come rugiada su petali d’ibisco
lacrime soffocate, strozzate, inghiottite e poi versate
catarsi che riscatta dalle dure oppressioni,
terge e cancella odio e rancore.
Come il primo timido ritroso raggio di sole,
incerto ed esitante all’alba di un mattino
così la mia speranza,
fragranza fruttata, intensa e penetrante
l’aspirazione che rapisce i sensi
e mi conduce al centro del mio piccolo universo
dove l’anima mia brama prepotente
di assaporare armonia
o solo beata tregua e pace.

Alcuni anni fa ho ricevuto un messaggio di posta elettronica, era un lettore che mi ringraziava per aver avuto la possibilità di leggere questa Poesia, stava attraversando un periodo difficilissimo della sua vita, ricoverato per gravi problemi di salute si sentiva prostrato,stanco e disperato, una sofferenza profonda dalla quale tentava con tutte le sue forze di liberarsi.  Concludeva il suo messaggio così : Lei non può saperlo, ma mi ha salvato, le sue parole hanno risvegliato in me la Speranza! Confesso che mi sono sentita lusingata per i complimenti ma al contempo per giorni, mesi e durante questi anni sono tornata molto spesso a ripensare a quell’episodio domandandomi come è stato possibile che questa Poesia con queste semplici parole abbia avuto un ruolo e un significato così importante nella vita di una persona.

Resto un po’ un mistero, ma mi rendo conto che forse semplicemente la Poesia ha assolto il suo compito che è quello di insinuarsi tra le pieghe dell’Anima come un profumo, una luce, una parola una possibilità che aiuta a ritrovare in qualche modo una Gioia nascosta, una Bellezza dimenticata, una Speranza che giace sopita a volte ferita sotto i massi di un dolore…sempre amerò tutti i miei cari Poeti che senza saperlo hanno seminato semi di Amore nella terra del mio cuore spandendosi ovunque, sbocciando di colori..e disegnano arcobaleni tra le lacrime delle mie tristezze!

Aspettando Natale

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In questi giorni che precedono il Natale la mia casa è un porto di mare, ho quattro figli, un marito, un cane ,un gatto, una grande famiglia che con il tempo si allarga, generi e amici con annessi parenti, noi ovviamente da buoni siciliani abbiamo conservato e mantenuto della nostra Terra la proverbiale ospitalità che ci contraddistingue fatta di tavola sempre imbandita, cibo condiviso e cucina sempre aperta.Viviamo al nord da parecchio tempo ma la nostra Sicilia e le nostre tradizioni culinarie ce li siamo portati appresso, in questo periodo soprattutto tiriamo fuori ogni ricordo, attingiamo alle ricette tramandate da genitori a figli, di generazione in generazione,cercando nella memoria qualche residuo antico .. tutti quei piccoli segreti e suggerimenti confidate nelle cucine delle nostre mamme e nonne per riprodurre al meglio piatti e prelibatezze tutte nostre, cercando di superare in maestria e bontà chi ci ha insegnato  a preparare queste pietanze. La mia casa  in questo particolare periodo dell’anno è inondata di profumi e aromi culinari..trascorro buona parte del mio tempo a impastare, condire, aromatizzare, infornare e cuocere cibo..la mia tavola è continuamente apparecchiata e tra assaggi e sorseggi il tempo appare come incantato in momenti di gioia, soddisfazione e lieve euforia che fa apparire tutto quasi sospeso..un  continuo e perenne abbraccio caloroso.

Tempo di festa, tempo in cui godi della bellezza degli affetti più sacri: la famiglia, la mia, incredibile, varia, straordinaria per quel senso di appartenenza che soltanto una buona tavola, sani principi, affetto incondizionato e una dedizione profonda può regalare.

Ci ho speso tanto in questa piccola tribù,ci ho messo la vita, l’amore, il coraggio, la forza, la tenerezza e tutto quello di cui sono capace, l’ho difesa con le unghie e con i denti, l’ho protetta e onorata come una buona madre può e sa fare ed oggi guardando il viso dei miei figli, seduti l’uno accanto all’altro  a commentare le portate, a punzecchiarsi come al solito..tra una risata e qualche lieve risentimento da niente, mi sono accorta che è questo il mio Natale..che è questo il suo senso per me..non sono ne albero e nemmeno luci , regali  e tutto ciò che comunemente ci appare, ma è la disposizione del cuore che fa nascere ogni volta e sempre la vita dentro e attorno a noi.

Sono grata per ogni passo che mi ha portato ad apprezzare tutte quelle piccole semplici gioie che riempono la mia esistenza di motivo e significato, riconoscente anche verso i passi falsi, uno per uno perchè è per merito loro che so riconoscere il bene necessario alla mia anima che mi fa aspettare Natale con questo spirito magico  e meraviglioso, che mi fa luccicare lo sguardo di stupore e doverosa gratitudine per tutto quel che ho, tangibile, vero.. una famiglia bellissima che pulsa di  tepore capace da scaldarmi avvolgendomi di vita,regalandomi sprazzi di memoria serena ..e magari verrà pure la neve ed allora  anche un giorno qualunque sembrerà Natale.

G.M

A ‘Nica ca lupara

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“Davanti una croce di dolori da  annientare, dolori che sapevano di paura e l’unico modo di vincerli è stato sparare..ma chiudendo un occhio, bendandolo per prendere meglio la mira.. eh sì!  perchè certe cose le puoi guardare solo così..meglio piangere con uno solo che con tutte e due..lei vedeva troppe cose e questo le aveva arrecato un sacco di guai alla vista..glie l’avevano annebbiata, oscurata in certi momenti,  cose  così poco distanti  dal petto e dalla testa da scoperchiarle il cranio di indolenza, tristezza e disperazione, così vicino da calpestarle per sempre l’anima fino a farla ammutolire, niente ci aveva la ‘Nica, niente di niente, solo gli occhi per vederli e na’ lupara trovata nel fienile di tuo nonno.. scarica..ed allora ci pensò su, ci pensò tutta una notte e le venne in mente che forse l’unica cosa che aveva era un fiume di parole..tutte appallottolate e nascoste nelle tasche, parole come proiettili che potevano essere sparate solo e soltanto verso  quel marciume  di pensieri davanti..caricò la lupara, prese la mira  e Bang! Bang! Bang! una due tre volte…fino  a annientare per sempre quel paesaggio sconsolato di croce e abbandono..sapessi quante ne ha ammazzati a ‘Nica ..! Certe volte  la vita ci leva tutto..ci toglie pure l’aria per respirare,  e si piazza davanti con  la sua strada infinita di  dolore, un labirinto che ti fa perdere senza alcuna speranza, ma una cosa che ti rimane sempre ed è la mente, il cuore e la volontà   su quello nessuno può comandare..ed è per questa ragione che le parole, il coraggio e la forza diventano proiettili da sparare contro tutto ciò che ci vuole morti..e per morte e morte meglio la tua che la mia!  dicevano gli antichi”

Nonna Calì