Due di spade

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Un giorno, dopo un’accesa e fervida discussione con mio padre, in seguito ad un mio passionale dibattito circa un argomento che ci aveva portato ad uno scontro verbale esilerante, mio padre esclamò:
“Basta!, con te è impossibile, non riesco a trovare una via d’uscita a questa interminabile discussione, mi arrendo,mi dispiace per me, ma devo ammettere che hai sempre un punto di vista che ribalta ogni stupida convinzione! Del resto perché mi meraviglio? Sei sempre stata un due di spade!” bofonchio qualcosa di incomprensibile, mi diete una pacca sulle spalle e tornò a sedere nella sua poltrona, prese in mano la sua settimana enigmistica, indossò i suoi orribili occhiali marroni e continuò a concentrarsi su quello che faceva pochi istanti prima del terremoto.
“Scusa, papà, puoi ripetere? Fammi capire, cosa significa due di spade?”decisa corsi da lui con l’unica intenzione e la necessità di un chiarimento a quell’affermazione.

“Hai presente la figura della carta da gioco del due di spade? Nell’immagine sono disegnate due spade incrociate, assomigliano ad una forbice…ma se guardi attentamente l’incrocio delle due spade incide una x…tu quando parli sei come la forbice che taglia la lingua delle persone impedendo loro ogni possibile controdibattito e imprimi una x sulle labbra..lasciando sempre gli altri senza parole..perchè tu dici sempre tutto quel che è possibile dire, lecito ed illecito che sia, vedi e fai vedere tutto ciò che c’è da vedere! Sono stato abbastanza esauriente, bella rompiscatole? Hai il dono della parola, questo è…punto, ed è stato evidente da subito, ma non la parlantina….quella è un’altra cosa, possiedi il dono del discernimento e permetti a chi ti ascolta di comprendere anche le cose più sottili e nascoste..il mistero delle emozioni, qualunque esse siano vengono svelate! Ora lasciami finire…che a me più che parlare, piace ascoltare..e questo dovresti ormai averlo capito.
Ho pensato tante volte a queste sue dichiarazioni, ho cercato di trovare risposte atte a verificarne corrispondenza con il  mio sentire e devo concludere oggi, che io non so se mio padre nella sua eccentrica mente ha letto di me una verità o ha soltanto azzardato un senso a quel” non so che” di me che lo ha reso convinto che sua figlia aveva un talento speciale per la parola, ma so di certo che sono stata sempre appassionata,innamorata,perdutamente avvolta nel mio mondo di parole, le ho cercate, lette e assimilate, fatte scorrere come acqua di fonte, fresca e pura a dissetare l’arsura del cuore e della mente, le ho nutrite, curate e vegliate nelle notti infinite, quando sentirmi vuota era di gran lunga peggiore che sapere di essere sola nel mondo..le ho aspettate di rimando alle lunghissime lettere che scrivevo alla vita, aspettando una risposta dove non c’è mai stata e mai ci sarà, le ho memorizzate, una per una,quelle calde e setose, che ti fasciano le ferite ed arrestano le emorragie d’amore e di affetto, le ho incise scalfendole sulle pietre dure di ogni muro ed ogni barriera tra me e l’esistenza, le ho cavalcate, montando euforica sulla groppa dei miei cavalli alati..incontro allo spettacolo che fanno certi sogni quando trasformano in un miracolo il cuore che torna a sorridere, le ho narrate trasformandole in suoni melodiosi per tentare di trattenere nelle viscere certi dolori perché non uscisse il veleno alienato dalla disperazione e non soccombere prima di aver provato ad essere più forte delle avversità e le ho scritte, fogli e fogli, lunghi secoli tentando di fermare per sempre un attimo di candida gioia…per non scordare, per restare, per decidere che voglio morire viva, con l’anima simile ad una fiamma accesa, dormire così nell’eternità senza patire mai più freddo ed oscurità.

(Giusy  Montalbano- tratto da: Fiori Recisi/Talenti)

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Di parole e scrittura..

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Chi apre il periodo, lo chiuda.
È pericoloso sporgersi dal capitolo.
Cedete il condizionale alle persone anziane, alle donne e agli invalidi.
Lasciate l’avverbio dove vorreste trovarlo.
Chi tocca l’apostrofo muore.
Abolito l’articolo, non si accettano reclami.
La persona educata non sputa sul componimento.
Non usare l’esclamativo dopo le 22.
Non si risponde degli aggettivi incustoditi.
Per gli anacoluti, servirsi del cestino.
Tenere i soggetti al guinzaglio.
Non calpestare le metafore.
I punti di sospensione si pagano a parte.
Non usare le sdrucciole se la strada è bagnata.
Per le rime rivolgersi al portiere.
L’uso del dialetto è vietato ai minori di 16 anni.
È vietato servirsi del sonetto durante le fermate.
È vietato aprire le parentesi durante la corsa.
Nulla è dovuto al poeta per il recapito.

(Ennio Flaiano)