Di noi e dei nostri sguardi spersi

padre-madre

“Bisognerebbe essere comunque grati ai propri genitori,

se non altro per il loro sangue

e il loro consenso alla nostra esistenza…”

Giusy Montalbano

 

Lei
due smeraldi sul viso diafano
e il sorriso divorato dallo spazio
cercando il suo posto innocente
con il suo nome frantumato
dall’impeto del fuoco del marchio.
Lui
orbite scure galleggianti nell’umido sguardo
incatenato alla scia di un profumo soporifero
con il suo vezzo di accoppiare calzini e rassettare cassetti
quasi un riscatto nel caos irruente
dei suoi pensieri tutti in ordine sparso.
Io
nata da loro di certo per futile caso
un crinale tra la sponda di due fiumi senza corsa
l’irta cornice di una storia d’Amore sgretolata
la parete rovente afflitta
dalle accuse e le colpe
la guglia silente  piena di voce
il vuoto balcone
il muro immobile dove rovente
respira ardente la stufa di una dimora negata.
Noi sommersi
con il fiato strinante nell’esistenza
senza sentieri e confini
a scavare nicchie ad ogni occhiata
ad occultare  con arte
la solitudine di sapersi soli
con le ciglia dell’anima
sconvolte da tanto vano patimento.
Giusy Montalbano
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