Sugnu na’ fimmina

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@Krill

 

Sugnu na’ fimmina,                                 / Sono una donna

na’ testa  s’ arrutulìano un saccu di pensieri /  nella testa giravoltano un sacco di pensieri

e u cori s’arrivota quannu resta intra n’agnuni,/ e il cuore si rivolta quando resta dentro un angolo

sulu e spersu mentre va satannu tra li fossi/ solo e disperso mentre va saltando  tra i fossi

di na’ taliata/ di uno sguardo

sugnu fimmina/ Sono donna

mi vugghi u’ sangu pi n’anticchia d’amuri /  mi bolle il sangue per un po’ d’amore

ca sapi arrusceteri tra centu misteri../ che sa rimestare tra cento misteri

mi sonnu sempre di stari inta na’ naca / sogno sempre di stare dentro una culla

ammuttata da lu venti/ spinta dal vento

che frischìa tra pampini d’alivi / che fischia tra foglie d’ulivi

ma sugnu pure madri / ma sono pure madre

e come tutti i madri di sta’ terra / e come tutte le madri di questa terra

sonnano, sonnano pi li figli/ sognano, sognano per i figli

tanti vasati / tanti baci

comu fa lu mari quannnu vagna a rina…/come fa il mare quando bacia la sabbia

senza scruscio e senza scantu / senza rumore e senza paura

lu mari!/IL mare!

Sta’ vuci antica che sempre m’accumpagna /questa voce antica che sempre mi accompagna

m’asciuga u’ chiantu/ mi asciuga il pianto

e m’attruviglia se m’ addurmisciu /e mi sveglia se mi addormento

atturcigliannumi dinta nu’ duluri!./attorcigliata dentro un dolori

 e m’accarizza  duci duci dopu ogni malu tiempu, ogni tempesta /a m’accarezza dolce dolce dopo ogni  maltempo , ogni tempesta.

Giusy Montalbano

 

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Forza di Mare

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Ho stretto i denti anch’io 

tra sabbie mobili e schiaffi di vento

ho vibrato fredda

immersa 

tentando invano di accendere una fiamma

intrecciando piume ad ogni fiato

Ho varcato tutte le soglie dei miei pensieri

cercando sole a aria…

e ricomposto curve per scivolare indenne

da ogni solitudine

conosco occhi, mani e strade

di ogni alba spenta

so la fine

e di questo mio Mare

tutta la sua forza

che risale come Vita

soffio vitale nella miseria

pane senza più fame

suono di una promessa!

Giusy Montalbano

Diario di bordo, anno da contare…

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La virtù suprema del Mare è la calma dopo ogni tempesta…chi naviga lo sa, conosce quella strana sensazione che ti avvolge quando ad un tratto un mattino ti svegli, fradicia, dolorante sbattuta in un angolo del ponte…senza più forze, esanime..con gli abiti ridotti in stracci, i capelli arruffati, gli occhi gonfi e la lingua impastata dalle troppe parole che ti sono servite per chiedere tregua;

Chi viaggia per Mare, tiene in conto la bufera, il sole, il vento..riconosce i segni dell’arrivo di un temporale, scruta il Cielo..fiuta l’aria..eppure questa volta,  questa tormenta è arrivata improvvisa, mi ha colta impreparata..da buon capitano mi sono assicurata di fornire scialuppe al mio equipaggio ed ho sfidato l’occhio del ciclone, sola come spesso accade;

Questa mattina…guardavo il mio Mare… ascoltavo la sua voce ,la sua cantilena suadente fatta di onde quiete che strusciavano addosso alla mia imbarcazione…prua e poppa accarrezzate dai primi raggi del Sole…le vele appena rattoppate issate sull’albero maestro gonfiarsi orgogliose ad ogni soffio di vento…questa calma infinita che prende forma è riempe ogni cosa di aurora…io riprendo il mio viaggio, con il solo carico di tutte le cose che ho salvato, osservo il Mare ,conosciuto e nuovo, il cuore mi si gonfia a dismisura  ogni volta che sopravvivo alle intemperie della Vita..la bonaccia  è questa potenza sconfinata racchiusa nella Sua Misericordia!

Giusy Montalbano

Gli occhi non hanno fine…quando guardano il Mare

Figliola ca guarde ‘o mare
‘o mare te porta luntano,
l’addove te calmo ‘o core,
è neve ca se scioglie ‘o sole

E t’annascunne fuoco pe capì meglio l’acqua,
e chiove munn nun te ride ‘mpietto sano.

Figliola ca guarde ‘o mare
te pierde, ma pe te truvare.

Nu suonno scumpare e nasce,
mistero, prianno a Dio da sera,
deserto chino ‘e specchio
e ogni foglia è n’anema,
e so mellune chine, aria ca dorme ‘ncielo

Figliola ca guarde ‘o mare,
l’uocchie nun tenene mai fine,
se moveno chianu chianu
p’aspettà na luce,
p’aspettà na luce.

Un dono per naviganti…

Un transatlantico di carta ti regalerò
quando dovrai partire
e un capitano con le mani lo navigherà

da questo ad un altro mare
un transatlantico di carta ti regalerò
e un aeroplano a vela
ed un pilota con gli occhiali lo piloterà
da questo a un altro cielo

E un canarino canterino addomesticherò
per le giornate scure
di quando il mare e il cielo dicono di no
e non si può viaggiare

Una bandiera senza segni ti regalerò
quando dovrai partire
e il vento forte di levante la sventolerà
che si potrà vedere
una bandiera senza segni ti regalerò
e una clessidra d’oro
quando la sabbia del deserto la trascorrerà
ti potrai riposare

E un canarino canterino addomesticherò
per le giornate scure
di quando il vento e il tempo dicono di no
e non si può tornare

Nostalgia

La puoi sentire soltanto ad occhi chiusi,  con le ciglie bagnate di rugiada  e la musica che sussurra il tuo nome, dolcemente come fa il vento quando accarezza ogni stelo d’erba ed anche l’ultimo fiore della terra…quando le ombre cedono il passo alla strada deserta cavalcata soltanto dalla memoria…la puoi afferrare nel silenzio quando il rumore si posa nel mare per perdersi e sciogliersi nel frastuono delle sue onde, la puoi toccare quando hai perduto anche l’ultima certezza e vivi nel cuore della speranza, la puoi sorridere tra spazi e confini dopo che la pioggia ha bagnato e inzuppato  ogni tua sponda…la puoi piangere enumerando uno per uno i giorni in cui sei rimasta sola, perduta,spezzata fino a non trovarti in nessun luogo  e in nessun tempo..la puoi stringere come una fune che ti ha afferrata, l’ultimo incredibilmente appiglio che ti  ha salvata dal dimenticare per sempre..e la puoi scrivere in Poesia..l’unica altezza dell’Anima da dove non hai paura di precipitare…Nostalgia, approdo e faro che guida e aspetta…  bussola per naviganti che tornano a casa! Bacio d’Amore , struggente e salato che dischiude le labbra in un sospiro…che soffia la Vita!

Una piccola barca…

CONOSCO DELLE BARCHE

Conosco delle barche che restano nel porto per paura che le correnti le trascinino via con troppa violenza.

Conosco delle barche che arrugginiscono in porto per non aver mai rischiato una vela fuori.

Conosco delle barche che si dimenticano di partire, hanno paura del mare a furia di invecchiare e le onde non le hanno mai portate altrove, il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.

Conosco delle barche talmente incatenate che hanno disimparato come liberarsi.

Conosco delle barche che restano ad ondeggiare per essere veramente sicure di non capovolgersi.

Conosco delle barche che vanno in gruppo ad affrontare il vento forte al di là della paura.

Conosco delle barche che si graffiano un po’ sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco.

Conosco delle barche che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora ogni giorno della loro vita e che non hanno paura a volte di lanciarsi fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.

Conosco delle barche che tornano in porto lacerate dappertutto, ma più coraggiose e più forti.

Conosco delle barche straboccanti di sole perché hanno condiviso anni meravigliosi.

Conosco delle barche che tornano sempre quando hanno navigato fino al loro ultimo giorno, e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti perché hanno un cuore a misura di oceano.

 

(Jacques Brel)


Io sono ognuna di queste barche, a tratti  la mia vita lo è e qualche volta lo è stata..sono una piccola barca, che naviga spesso disorientata dalle correnti contrarie,  con qualche buco da riparare in fretta per non rischiare di affondare, sono questa barca, solitaria e carica di cuore che deve distribuire con attenzione i pesi di ogni emozione per tentare di stare in equilibrio , sono questa barca, che ogni giorno sceglie un nuovo itinerario da  seguire pur di continuare ad andare..che ogni giorno riprende il suo viaggio di sempre, con coraggio e determinazione, che vorrebbe cambiare rotta e qualche volta anche fermarsi per sempre, stanca e stremata da tempeste impossibili da domare..una barca, una semplice barca da curare, riparare, dipingere di sole e persino amare.. e il mio viaggio continua…..

Colapesce…

… sugnu cca….
sugnu cca o maista’

nta stu funnu di lu mari,
ma non pozzu cchiu’ turnari
vui prigati a la Madonna,
staiu riggennu la culonna

..Sono come te Culapisci…dal fondo del mio mare reggo la mia colonna..anche da qui si sente vento che smuove e agita e quando piove mi arrivano gocce in faccia che pungono come chiodi…la terra trema, traballa… ma il Mare  a me pare più forte!