Manca…

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Manca  dolcezza, il tatto e un pizzico grande di tenera passione,

manca lo stupore, l’incanto e la Poesia

mancano i tramonti infuocati e le albe radiose

mancano carezze e baci: vortici infiniti e pizzichi allo stomaco

manca l’allegria, la follia e l’audacia di stringersi in ogni pensiero

manca la vita

cosa farò?

mi inventerò qualcosa come sempre, l’urgenza di scappare è più forte

perchè ci provo sai, ma non resisto a lungo  nell’insoddisfazione

manca tutto e so di essere porta e finestra in questa solitudine:

entra ed esce ogni cosa

resiste soltanto quel che ancora so di voler trattenere!

G.M

 

 

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A volte ho perso il Mare:
il silenzio delle sirene più atroce del loro canto
mi si posò sul cuore come un macigno
il tempo si sdraiò immobile
sipario indolente steso sugli occhi
Sì, io che navigo,  smarrisco
di tasche bucate è piena la mia anima
e la sera trova se stessa in me, nella mia assenza
eppure io attendo
tesso il Vento  con il Tuo Nome
e nella giostra infinita della nostalgia
Tu sorridi,
mentre urti contro la mia solitudine
ripercuoti
scossa su scossa,
Mare su Mare
tumultuosamente mi chiami amandomi!

Giusy Montalbano

E sarà….

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E sarà quest’aria mite di primavera, sarà che tutto attorno sembra vestirsi di colori e bellezza…sarà che prima o poi ci si stanca di cullare semi di pensieri che non fioriscono mai, sarà che sono tremendamente inesorabilmente romantica…ma adoro stare nuda al Sole e gridare Luce! (Mi senti..Tu?)

Giusy

 

 

Tu, Gioia mia semplice

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foto @Jenny Di Meola

 

Tu, Gioia mia semplice

sentiero verde di  edera

lucente  tra i lucori dei miei spenti muri

lampo di fuoco che spezzi immobile acqua muta della morte

Gioia mia, semplice!

mio fiume Altro che corre verso il Mare

con la sua sete folle,

Tu, che ti mescoli allo sciabordio dei  miei sogni

pregno di sangue e di Poesia,

volto dorato della mia esistenza…

Tu sai di

odore ameno della polvere torrida d’estate

sollevato dalla pioggia

Tu stai

come l’Amore fermo allo soglia del tempo che mi aspetta

Conti ogni mio attimo che fa musica

nel fruscio  del vento

e nell’amaro sfibrante  silenzio

gemi danzando sul mio cuore capovolto

mentre le mie ciglia umide

accarezzano petali rossi di gerani

succhiati avidamente

con gote ardenti e incanto di battito sui polsi

e sei semplicemente mia Gioia, mia  Dolcezza!

 

Giusy Montalbano

 

 

 

 

Sugnu na’ fimmina

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@Krill

 

Sugnu na’ fimmina,                                 / Sono una donna

na’ testa  s’ arrutulìano un saccu di pensieri /  nella testa giravoltano un sacco di pensieri

e u cori s’arrivota quannu resta intra n’agnuni,/ e il cuore si rivolta quando resta dentro un angolo

sulu e spersu mentre va satannu tra li fossi/ solo e disperso mentre va saltando  tra i fossi

di na’ taliata/ di uno sguardo

sugnu fimmina/ Sono donna

mi vugghi u’ sangu pi n’anticchia d’amuri /  mi bolle il sangue per un po’ d’amore

ca sapi arrusceteri tra centu misteri../ che sa rimestare tra cento misteri

mi sonnu sempre di stari inta na’ naca / sogno sempre di stare dentro una culla

ammuttata da lu venti/ spinta dal vento

che frischìa tra pampini d’alivi / che fischia tra foglie d’ulivi

ma sugnu pure madri / ma sono pure madre

e come tutti i madri di sta’ terra / e come tutte le madri di questa terra

sonnano, sonnano pi li figli/ sognano, sognano per i figli

tanti vasati / tanti baci

comu fa lu mari quannnu vagna a rina…/come fa il mare quando bacia la sabbia

senza scruscio e senza scantu / senza rumore e senza paura

lu mari!/IL mare!

Sta’ vuci antica che sempre m’accumpagna /questa voce antica che sempre mi accompagna

m’asciuga u’ chiantu/ mi asciuga il pianto

e m’attruviglia se m’ addurmisciu /e mi sveglia se mi addormento

atturcigliannumi dinta nu’ duluri!./attorcigliata dentro un dolori

 e m’accarizza  duci duci dopu ogni malu tiempu, ogni tempesta /a m’accarezza dolce dolce dopo ogni  maltempo , ogni tempesta.

Giusy Montalbano

 

Di mare e mare

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Per troppo tempo ho fissato il mare, seduta ad un  angolo della mia solitudine, ora  so  con certezza che è il Mare a fissare me, se provo a nascondermi lui mi sguazza nel petto, se  provo a distrarmi mi pizzica la pelle e mi morde allo stomaco fino a sentirne la fame.

Mi sono dondolata da un’ altalena senza corda..da li ho cullato ogni tristezza contando troppe lacrime bruciate  ora vi scrivo il colore del Sole e il suono del violino sulla luna adirata.

Senza tutto questo mare  non sono che un’ombra spezzata,sono buio senza odore è così che il dolore si tramuta in pioggia e ogni inquietudine diventa neve sul grembo, piccoli ricami di fuoco segnati sulla pelle a scrivere la storia, una storia…la mia , antiche ferite che si sanano bruciando, pezzi scomodi da incastrare nel tutto con somma delicatezza, giorno per giorno mi ritrovo a riaccendere il sole, sistemare il brillo, scegliere l’inclinazione dei raggi, profumare l’aria: un po’ di gelsomino, un tocco di cumino , un pizzico di zagara e cannella, aggiustare i colori, una giusta mescola imperfetta di ocre, verde, magenta e tanto tanto blu, buttare baci, spargerli qua e là, a caso, accordare il vento, ricamare la luce , filare la nebbia..ogni tanto mi capita di mescolare memorie e sogni , vaghe storie imparate a memoria e a memoria dimenticate, ma è così che so vivere, non conosco altro modo, è così che cresco e imparo, e così che mi perdo e mi ritrovo, che resisto al pieno a e al vuoto, e così che so amare, nel calderone del mio cuore c’è tutto, tutto quel che riesci a capire o soltanto intuire e immaginare, nel mio cuore ci sono io, lì riconosco il mio nome quando viene sussurrato, lì danza armonioso il mio tempo perduto, vissuto e sperato, lì trovo il mio Mare, attesa, mancanza,nostalgia e canto che mi tiene viva.

Amo guardare il Mare  ad occhi chiusi,risalire e scendere sui tasti delle azioni dette,rintracciare scie di gesti riformare l’alba che arriva appena sopra il davanzale, quando il sonno,è sospeso ancora tra i capelli,mi sembra l’ultimo vagare attraverso i sogni. Uso la scheggia di una lastra di vetro come segnalibro dei miei pensieri.

 Sguardo che spazia oltre l’orizzonte  imbrigliando vibranti attese per cercare il senso di quel che origina una pennellata lieve di luce e di colori sulla tela della vita ed i respiri che strappano il percorso del tempo.

Tra l’ieri, l’oggi ed il domani mentre una lacrima asciuga una speranza… i pensieri come  rotaie impazzite per portare lontano le paure.

Capire che il Mare non concepisce “grigio” perchè  … e’ un colore strano. Non conosce le distanze.Che ne sa della voce e del silenzio? Dell’interrogativo che illumina la mia fronte?Del nero che non spegne i riflessi tra i miei pensieri e dell’umido che addensa la brina sulle foglie e del vento che le rende sottili e incolori? Cosa ne sa dell’estasi di una stanza,d’una finestra aperta e del mio sguardo che ruba vastità all’orizzonte e dell’etere che danza con la luce trasparente di una ragnatela…cosa ne sa.... del bianco della pagina che s’apre nel soffio esauribile del mio tempo.. ?

Io sono “diversa”. Non so se sia un bene o un male..i  miei sentimenti sono “strani” . Non so se sia un bene o un male,ma sono cosi’…non sono una foglia, io sono la foglia…le mie vene hanno un altro cammino,il mio colore,il mio tono….solo nei toni del Mare so riconoscermi..provare ad amarmi..ma amare ha mille e mille sfumature  che sola una tavolozza di Cielo può con(tenere).