“Mia piccola Amélie, lei non ha le ossa di vetro. Lei può scontrarsi con la vita. Se lei si lascia scappare questa occasione con il tempo sarà il suo cuore che diventerà secco e fragile come il mio scheletro.
Perciò si lanci, accidenti a lei!”

 

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IO no, io no… io non è vero che aspetto!

eh no, eh no, eh no, eh no
io ne avrei terre da sognare
ne avrei di voci da seguire
io non è vero che aspetto
eh no, eh no, eh no, eh no
io ne avrei lettere da spedire
ne avrei parole da imparare
per non cantarle sola

eh no, io no, io no, io no
io ne avrei dette di parole
io non l’ho amato il mio dolore
io non è vero che aspetto
eh no, eh no, eh no, eh no
ne ho gridate di parole
io non l’ho amato il mio dolore
e adesso canto sola
come se fosse facile convincersi
a non ridere troppo di sé.

P.S: Io non aspetto una cosa, qualcuno qualsiasi…io aspetto soltanto Te! Sono una rosa piene di spine, Tu sai toccarmi senza farmi male! Mentre Ti aspetto sempre Ti cerco!

Delle mie lettere d’amore

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Non ricordarmi nell’odore di foglie viscose di nascita, nella perfetta letargia..addormentata come luna che cade dalla terra, non ricordarmi per il mio cuore, arcobaleno di furore che ti accendeva in gola un respiro, per l’amore che ti frenava un soffio di cuore con il mio corpo lì vicino e gli occhi della pelle spalancati sognando un desiderio, le nostre braccia sibilanti e l’ultimo tuo bacio sui seni, noi due senza peso ne ombra.

Non ricordarmi per ciò che scrivo e ciò che sento, le mie parole ti han fatto piangere e sognare e hanno fatto vincere chi perde.

Ricordami nei giorni quando nel computo degli anni ero nell’angolo battuta con addosso la mia corazza gigante e dentro una piccola guerriera.

Ricorda tutte le mie stupide manie, le mie indecifrabili ironie per cui non ti ho chiesto mai perdono, ricorda quando non avevo porto ne mare, senza strada e cielo per potermi arrampicare, ricordami così com’ero,con i miei sbagli senza scusa, la mia infanzia di pensieri , le mie finestre sempre chiuse, butta nel fuoco la mia poesia, conta solo l’altro ieri, i miei biglietti, le mie lettere e i miei fiori. L’unica poesia che ancora e sempre scriverei sono i nostri corpi vicini,linguaggio che batte, nudi senza voce.

Ricordami con le mie lacrime secche, nascoste dietro un canto, clandestina, senza più pazienza, con quell’ansia dei marinai traditi dal vento e dalle vele, con i segni impressi della Bellezza che non so dimenticare e l’avversione di quel tempo che non mi ha insegnato nulla tranne a ripiegarmi e stringermi ad ogni colpo di frusta della memoria.

Ricordami quando sono caduta, quando mi hai tenuta al mondo con i tuoi occhi.quando  ero tanto. quando mi sognavi, io porta del cielo, tu mia camera d’aria, grembo della terra, molato dall’acqua.

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(…) da te: profumo di bordelli orientali, dentro il crepuscolo grigio, indifferente alla pioggia, come noi…

il mare: tormentato dal frangersi delle onde, mentre la salsedine prende corpo, quasi schiaffeggiandoci

la tua pelle, tesa come gli accordi un tamburo lontano, odore di tabacco sulle tue dita che mi disegnano antichi riti sul volto, chiudo gli occhi, ti annuso e mi riconosco, sento di avere sembianze dentro il tuo respiro caldo

essenze, fragori, dentro e fuori di noi,l’immensità del mare, la sconfinata terra al limite delle tue braccia, che mi tengono..

ancora dentro e fuori: il tempo mai bastevole, il non voler tornare,

il tuo sguardo che mi dice:domani…

(A.I.)