La stanza dello scirocco

Lo scirocco non è solo un vento. È uno stato d’animo. S’alza un vento potente che trascina con se ogni cosa e offusca i pensieri scoperchiando il vaso delle nostre inquietudini. Poi arriva la pioggia, benedetta, a lavare via le scorie, le ombre. …

Una volta un bambino e una bambina mi dissero che si erano perduti qua dentro..e dopo che li avevano cercati dappertutto li ritrovarono in una stanza come questa paralizzati dalla paura e non se ne volevano andare più… !

“E voi, voi che ne sapete…?”

“E’ una storia di tanti  anni fa…me ne ha parlato il Marchese. .e voi, voi siete sempre così sospettosa?”

IO no, io no… io non è vero che aspetto!

eh no, eh no, eh no, eh no
io ne avrei terre da sognare
ne avrei di voci da seguire
io non è vero che aspetto
eh no, eh no, eh no, eh no
io ne avrei lettere da spedire
ne avrei parole da imparare
per non cantarle sola

eh no, io no, io no, io no
io ne avrei dette di parole
io non l’ho amato il mio dolore
io non è vero che aspetto
eh no, eh no, eh no, eh no
ne ho gridate di parole
io non l’ho amato il mio dolore
e adesso canto sola
come se fosse facile convincersi
a non ridere troppo di sé.

P.S: Io non aspetto una cosa, qualcuno qualsiasi…io aspetto soltanto Te! Sono una rosa piene di spine, Tu sai toccarmi senza farmi male! Mentre Ti aspetto sempre Ti cerco!

Ti aspetto qui…

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Ti aspetto qui,

alle porte della mia Gerusalemme devastata

scioglierò i tuoi calzari presso la valle del silenzio

ad ogni angolo oscuro eremo delle mie stanze

so che verrai

mentre i mie occhi pozzanghere bagnate del Tuo Cielo

cercheranno il Tuo sguardo

saprò che è incisa sulle Tue labbra l’immagine di una domanda

Shalom dirai!

ed io riconoscerò l’unica vera promessa

che non si perde nel fiume di questo disincanto che è il mondo!

 

Giusy Montalbano

 

 

….

Adoro questa canzone, la trovo dolcissima! Mi riporta indietro nel tempo, mi trascina nel vortice della mente e nel cuore della memoria dove serbo con cura le gioie più belle della mia vita, già la memoria, guai a perderla, guai a dimenticare!

La perdita di tutti quei ricordi che ci hanno segnato in qualche modo nell’amore, nell’amicizia, nella solidarietà , nella sincerità e ci hanno “marchiato” con il fuoco del bene, smarrire questo tipo di memoria equivale a rovinare e compromettere tutti i nostri legami di vita e con la vita.

Tutto diviene a breve termine, deperisce inesorabilmente la pazienza del tempo che modella l’anima.

Giustizia, verità e bellezza e con loro tutte le grandi azioni hanno bisogno del tempo, della stabilità, della  durata, della memoria.

Memoria morale, così la chiamava il teologo Bonhoffer, considerandola etica.

Io voglio tenere a mente…!

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Avverto una stanchezza impressionante la sera…giungo sfinita alla fine del giorno, con il solo desiderio di riposare, è un periodo particolare, come spesso succede ai naviganti  porto nelle membra e nel cuore i residui della tormenta del Mare in burrasca..  sono stata nell’ occhio del ciclone per giorni e giorni ed ora  che il cattivo tempo sembra voler allontanarsi e si intravede un esile segno di sereno  l’unica cosa di cui sento di aver bisogno è un giaciglio caldo e tenero capace di promettermi oblio.

La notte cancella ciò che separa, è saggia e potente, più potente del giorno. Ciò che non può alcuna forza terrena, dove falliscono il pensiero, il sentimento ,l’ostinazione,  le lacrime, questo la notte in abbondanza riversa su di me.

Non importa se domani ci sarà il sole o ancora cielo scuro e le onde furiose si infrangeranno sulla mia piccola nave e crolleranno ancora tutti i puntelli che  mi reggono a galla, imparerò a comprendere l’ora della tempesta e del naufragio, perché ancora una volta dove ho imparato a rinunciare, proprio là si realizza la prossimità di quel Dio, quel Dio che più che un credo è sostegno e certezza.

G.M

Dal deserto…

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Un proverbio Tuareg recita:

Dio ha fatto una terra con l’acqua perché gli uomini potessero vivere, e una terra priva d’acqua perché gli uomini potessero aver sete, e il deserto, terra con acqua e terra priva d’acqua, perché potessero trovare la loro anima.

 

Il deserto è caratterizzato dalla “continua tensione fra opposte polarità, molto caldo e molto freddo, sterilità e fecondità, oasi ricche d’acqua e sabbia e pietre aride. Questo precario equilibrio tra estremi opposti rende l’esperienza del deserto “affascinante e minacciosa allo stesso tempo”, ma ogni volta che lo si attraversa, che si combatte con queste “forze” ogni volta che siamo costretti a misurarci con qualche “limite” non abbiamo che due possibilità: soccombere o resistere, in ogni caso l’attraversamento ci metterà davanti alla nostra anima e la sua visione  è sempre straordinaria, svela ciò che  veramente siamo  sotto lo sguardo dell’Amore e della compassione il mistero infinito e la  grandezza della libertà fatta di tutti quei piccoli, stanchi, affannati , sofferti e guadagnati passi verso la Speranza! Benedico i miei tanti deserti… i segni  di ogni caduta li tratto come diademi , al buio brillano di bellissima luce e mi rammendano chi sono.. ricordo l’arsura e le oasi di acqua e refrigerio, ma più di ogni altra cosa la vastità del silenzio capace di tramortire ogni dolore e ogni rabbia..la solitudine “piena” di una Presenza invisibile capace di colmare più di ogni altra cosa al mondo….ma soprattutto so, di non aver paura, mai più!

Giusy Montalbano

Sugnu na’ fimmina

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@Krill

 

Sugnu na’ fimmina,                                 / Sono una donna

na’ testa  s’ arrutulìano un saccu di pensieri /  nella testa giravoltano un sacco di pensieri

e u cori s’arrivota quannu resta intra n’agnuni,/ e il cuore si rivolta quando resta dentro un angolo

sulu e spersu mentre va satannu tra li fossi/ solo e disperso mentre va saltando  tra i fossi

di na’ taliata/ di uno sguardo

sugnu fimmina/ Sono donna

mi vugghi u’ sangu pi n’anticchia d’amuri /  mi bolle il sangue per un po’ d’amore

ca sapi arrusceteri tra centu misteri../ che sa rimestare tra cento misteri

mi sonnu sempre di stari inta na’ naca / sogno sempre di stare dentro una culla

ammuttata da lu venti/ spinta dal vento

che frischìa tra pampini d’alivi / che fischia tra foglie d’ulivi

ma sugnu pure madri / ma sono pure madre

e come tutti i madri di sta’ terra / e come tutte le madri di questa terra

sonnano, sonnano pi li figli/ sognano, sognano per i figli

tanti vasati / tanti baci

comu fa lu mari quannnu vagna a rina…/come fa il mare quando bacia la sabbia

senza scruscio e senza scantu / senza rumore e senza paura

lu mari!/IL mare!

Sta’ vuci antica che sempre m’accumpagna /questa voce antica che sempre mi accompagna

m’asciuga u’ chiantu/ mi asciuga il pianto

e m’attruviglia se m’ addurmisciu /e mi sveglia se mi addormento

atturcigliannumi dinta nu’ duluri!./attorcigliata dentro un dolori

 e m’accarizza  duci duci dopu ogni malu tiempu, ogni tempesta /a m’accarezza dolce dolce dopo ogni  maltempo , ogni tempesta.

Giusy Montalbano

 

Soffio di Vento (piccola storia per la buonanotte)

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Da piccola pensavo che a tutti è stato fornito un cuore intero ma a chiunque prima o poi toccasse dividerlo con qualcuno e questo poteva succedere soprattutto tra gli innamorati e tra mamme e papà ed a forza di sentirmi dire che i miei genitori si erano divisi io continuavo ad immaginarli con il un cuore soltanto a metà, ma poi crescendo e dopo averli conosciuti ed aver imparato un pochino a comprenderli sono giunta alla conclusione che mia madre e mio padre avevano soltanto un piccola frattura, una riga verticale sbilenca che causava l’inceppo del battito ma tutto questo non aveva compromesso affatto la loro capacità di sentire o provare bene e che con il tempo quello stesso cuore era tornato più grande di prima, ma ho pure potuto notare e comprovare che il cuore si può spartire, e qualche volta può essere deleterio al punto tale da non riuscire più a trovare la metà che ci è rimasta e ancora che si può distribuire ovunque e a chiunque perché lui conosce sempre la via per tornare al suo posto, rigenerato è più bello di prima, ho concluso pure che certe volte è opportuno proteggerlo forte piuttosto che lasciarlo in pasto a qualche cannibale e che ostinarsi a posarlo in un posto scomodo ed oscuro si rischia di farlo morire per asfissia . Molte verità su quest’organo magnifico le ho intuite quando il mio cuore scalciava come un discolo e sbraitava per farsi sentire, nel tempo il rumore si è placato, il battito si è accordato e i suoi pizzichi scottanti si sono trasformati in docili carezze, non prima di averlo diviso, ma non era abbastanza ed allora l’ho rotto e sfracellato, per farlo durare più a lungo, non prima di averlo consegnato e visto ritornare immenso e grandioso, incontenibile da non riuscire a stare fermo, non prima di averlo perduto tra le fauci della tristezza più cruda e capito che è la cosa più sacra in ogni uomo, ma anche la più fragile e delicata ma una brutta caduta, una scelta sbagliata può rovinarlo irrimediabilmente e in questo caso l’unica cura consiste nel riconsegnarlo all’Amore affinché possa nascere nuovo.
Ho pensato e ripensato a lungo quale posto giusto e difeso fosse adatto al cuore, situato nel torace lo sentivo angustiato dal respiro affannoso, nello stomaco lo potevo ascoltare…un brontolio noioso, nella gola era un nodo, un singhiozzo continuo e fastidioso, nella testa un ronzio dolcissimo che si ostinava a voler suonare una melodia misteriosa, tra le mani un prurito che non mi lasciava sferrare alcun pugno …ho riflettuto e inteso che dovevo permettere al mio cuore di vagare, che non avrei mai più potuto costringerlo in un’area precisa poiché prima di ogni altra cosa, prima di essere cuore, muscolo e organo era stato un bacio, un esile soffio del Vento…e quello si sa come sarà mai possibile poterlo fermare? Conosci qualcosa di più libero  e più forte del fiato?

Giusy Montalbano

 

Nostalgia

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“Prima che questi campi fossero arati,

i nostri fiumi scorrevano gonfi fino all’orlo;

la melodia delle acque riempiva

i boschi freschi e senza confini;

e i torrenti scorrevano e i rivi giocavano,

e nell’ombra zampillavano le sorgenti”

William Cullen  Bryant

Credo che sia esistito un tempo lontano..un principio, prima che la mia Anima si mescolasse nel mondo, prima che la polvere della mia strada e della mia esistenza ricoprisse totalmente la memoria fino a farmi dimenticare…ma sotto quella coltre di immagini riaffiora ogni tanto un bagliore, una lingua di luce che scrive sul mio cuore paesaggi d’armonia di immane Bellezza..resto incantata,affascinata da un tepore inspiegabile..tutto quel che segue io la definisco Poesia..quel sottile svelamento del Bene che si rivela alla Vita..a volte dura un’istante, a volte attimi , ore e giorni, è una sensazione intensa e sublime che racconta una nostalgia..una misteriosa convinzione che mi spinge a credere che questa strada, questo viaggio,questo involucro di carne , ossa e sangue torneranno là dove tutto era già compiuto..dove l’Anima ha già visto la sua interezza prima di spezzarsi nell’affanno del vivere, a dire il vero è difficile riuscire a descrivere qualcosa che non è tangibile…la visione eccelsa che procura la sede di ogni anelito, ogni spasmo, ogni brama alla gioia…ma comprendo alcuni Poeti che lo hanno raccontato parlando d’Amore,dolore, solitudine,piacere..rabbia ed ogni specie di sentimento ed emozione…quando mi capita di leggere qualcosa che mi “tocca” comprendo e vedo quella linea invisibile che separa il cuore dal mondo,colgo quella trasparente, incantevole nostalgia che riporta ogni cosa al suo posto..prima o dopo il delirio di ogni speranza, di ogni inutile e vana resa che rende questo giro di giostra che è l’esistere ..un pazzo capogiro senza senso.

Giusy Montalbano