Aaron…

Lui è Aaron, con due “a” così me lo ha presentato mio figlio quando lo ha portato in casa, uno splendido Malamute completamente bianco , enorme e bellissimo che a me ricorda un grande lupo bianco, soprattutto durante i suoi concerti di ululato in risposta alle campane della Chiesa vicina.
E’ arrivato per rimpiazzare il posto della mia adorata Bianca che dopo sedici anni di onorata esistenza ha raggiunto il suo ponte verso l’arcobaleno.
Ho patito tanto questo distacco, mi sono sentita svuotata e per giorni ho pianto non riuscendo più a capacitarmi per questa privazione, troppi ricordi, troppe emozioni, troppa vita trascorsa insieme.
Come dimenticare la sua irruenza giovanile? La tappezzeria del divano e delle sedie da riparare, i calzini e le ciabatte mordicchiate, le pagine dei miei libri preferiti ridotte a brandelli? Come scordare le sue fughe nei boschi, tutto il pantano da pulire, l’allevatore inferocito perché si introduceva nel recinto a spaventare le mucche sollazzate al sole?
Come riuscire a cancellare tutte quelle giornate con il cuore piccolo piccolo da amarezza e delusione, quei giorni in cui lei semplicemente si sceglieva un posto vicino abbastanza e diventava presenza e consolazione, semplice, indiscussa, completa?
Ho fatto fatica davvero a privarmi della nostra bellissima intesa, dei nostri sguardi colmi di amore, di tutte quelle sottili vibrazioni che ti fanno percepire il bene assoluto, chiaro e manifesto, di quella sensazione rarissima che si prova quando si è accettati oltre tutto ciò che sei e che vali.
Questi sentimenti siamo abituati ad accettarli ed aspettarceli dalle persone, normalmente è così, ma quando questo genere di Amore ti arriva da altre sorgenti è un’ esperienza straordinaria, impari e diventi molto più di quel che si può immaginare, giungono fino alla più recondita particella del suo essere è ti trasformano.
Aaron è arrivato, una sfida che ho accettato di cogliere, mi ero ripromessa dopo Bianca che il mio rapporto con il mondo animale da quel momento in poi sarebbe cessato, che non ero più disposta a coinvolgere il mio cuore fino a quel limite per poi perderlo.
Siccome qui in famiglia sanno benissimo che in realtà io ho una strana affinità naturale con gli animali,al punto che scherzosamente mi chiamano San Francesco, visto che cammino sempre con la scia di cani e gatti e ogni specie che circola nel mio spazio vitale, mi hanno affidato questo bellissimo quanto tanto particolare “lupo bianco”.
Aaron,è diverso davvero da Bianca, con lei è stato amore a prima vista, con lui è una conquista perenne.
I primissimi giorni ci siamo solo scrutati, entrambi sempre a distanza di sicurezza, spiandoci con gli occhi sempre, il nostro avvicinamento è stato cauto e lento, io non lo capivo e mi sembrava pure un pochino stupido a dire il vero, non elemosinava cibo, non voleva carezze, sempre per conto suo, minima interazioni, con lui è stato tutto graduale, delicato.
E’ passato qualche mese e oggi Aaron, è sempre accucciato nella stanza che occupo io nei vari momenti della giornata, mi guarda, mi osserva sempre , sorrido tra me e me, quando gira gli occhi di traverso se si accorge che ci bado, lo trovo ad aspettarmi al mio rientro, si lascia accarezzare e mai si stanca, mi segue ovunque , insomma io credo che ha cominciato ad amarmi o mi ha scelto da subito, ha solo atteso che liberassi un angolo del mio cuore dove dorme tranquilla la mia adorata Bianca e a pensarci meglio ho uno spazio enorme per ogni cosa… i luoghi dell’Amore sono infiniti.

Giusy Montalbano

Manca…

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Manca  dolcezza, il tatto e un pizzico grande di tenera passione,

manca lo stupore, l’incanto e la Poesia

mancano i tramonti infuocati e le albe radiose

mancano carezze e baci: vortici infiniti e pizzichi allo stomaco

manca l’allegria, la follia e l’audacia di stringersi in ogni pensiero

manca la vita

cosa farò?

mi inventerò qualcosa come sempre, l’urgenza di scappare è più forte

perchè ci provo sai, ma non resisto a lungo  nell’insoddisfazione

manca tutto e so di essere porta e finestra in questa solitudine:

entra ed esce ogni cosa

resiste soltanto quel che ancora so di voler trattenere!

G.M

 

 

Di libri e parole

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«Amo soprattutto Stendhal perché solo in lui tensione morale individuale, tensione storica, slancio della vita sono una cosa sola, lineare tensione romanzesca.
Amo Puskin perché è limpidezza, ironia e serietà.
Amo Hemingway perché è matter of fact, understatement, volontà di felicità, tristezza.
Amo Stevenson perché pare che voli.
Amo Cechov perché non va più in là di dove va.
Amo Conrad perché naviga l’abisso e non ci affonda.
Amo Tolstoj perché alle volte mi pare d’essere lì lì per capire come fa e invece niente.
Amo Manzoni perché fino a poco fa l’odiavo.
Amo Chesterton perché voleva essere il Voltaire cattolico e io volevo essere il Chesterton comunista.
Amo Flaubert perché dopo di lui non si può più pensare di fare come lui.
Amo Poe dello Scarabeo d’oro.
Amo Twain di Huckleberry Finn.
Amo Kipling dei Libri della Giungla.
Amo Nievo perché l’ho riletto tante volte divertendomi come la prima.
Amo Jane Austen perché non la leggo mai ma sono contento che ci sia.
Amo Gogol perché deforma con nettezza, cattiveria e misura.
Amo Dostoevskij perché deforma con coerenza, furore e senza misura.
Amo Balzac perché è visionario.
Amo Kafka perché è realista.
Amo Maupassant perché è superficiale.
Amo la Mansfield perché è intelligente.
Amo Fitzgerald perché è insoddisfatto.
Amo Radiguet perché la giovinezza non torna più.
Amo Svevo perché bisognerà pur invecchiare.
Amo…»

Italo Calvino – Durante un’intervista a L’Europeo del 1980

Ed io amo le parole…quelle sparpagliate tra pagine e pagine, quelle pensate, cercate, trovate, scrutate e ricamate, perché le parole non sono di questo mondo, sono un mondo a sé stante, un mondo del tutto indipendente, come il mondo dei suoni  che catturano, imbrigliano per portarti altrove, dove il cuore chiede di stare.

G.M

 

E sarà….

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E sarà quest’aria mite di primavera, sarà che tutto attorno sembra vestirsi di colori e bellezza…sarà che prima o poi ci si stanca di cullare semi di pensieri che non fioriscono mai, sarà che sono tremendamente inesorabilmente romantica…ma adoro stare nuda al Sole e gridare Luce! (Mi senti..Tu?)

Giusy

 

 

Se è tua volontà
Che una voce sia sincera
Da questa collina accidentata
Io canterò per te
Da questa collina accidentata
Risuoneranno tutte le tue lodi
Se è tua volontà
Lasciare che io canti
Da questa collina accidentata
Risuoneranno tutte le tue lodi
Se è tua volontà
Lasciare che io canti

Leonard Cohen

Forse l’Amore è accettare la volontà dell’Altro senza fatica…forse l’Amore è lasciare Liberi di scegliere….forse l’Amore è davvero qualcosa di troppo Grande per le nostre anime impastate con la polvere di questa terra…forse l’Amore sei soltanto Tu!  e Leonard stasera  mi scalda le ossa, con la sua voce rauca e graffiante…riesce a farmi tremare dentro come pochi ben pochi ormai sanno farlo( forse è “peccato”, perdona Signore, ma non so nasconderlo!)

  • Giusy

La stanza dello scirocco

Lo scirocco non è solo un vento. È uno stato d’animo. S’alza un vento potente che trascina con se ogni cosa e offusca i pensieri scoperchiando il vaso delle nostre inquietudini. Poi arriva la pioggia, benedetta, a lavare via le scorie, le ombre. …

Una volta un bambino e una bambina mi dissero che si erano perduti qua dentro..e dopo che li avevano cercati dappertutto li ritrovarono in una stanza come questa paralizzati dalla paura e non se ne volevano andare più… !

“E voi, voi che ne sapete…?”

“E’ una storia di tanti  anni fa…me ne ha parlato il Marchese. .e voi, voi siete sempre così sospettosa?”

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Avverto una stanchezza impressionante la sera…giungo sfinita alla fine del giorno, con il solo desiderio di riposare, è un periodo particolare, come spesso succede ai naviganti  porto nelle membra e nel cuore i residui della tormenta del Mare in burrasca..  sono stata nell’ occhio del ciclone per giorni e giorni ed ora  che il cattivo tempo sembra voler allontanarsi e si intravede un esile segno di sereno  l’unica cosa di cui sento di aver bisogno è un giaciglio caldo e tenero capace di promettermi oblio.

La notte cancella ciò che separa, è saggia e potente, più potente del giorno. Ciò che non può alcuna forza terrena, dove falliscono il pensiero, il sentimento ,l’ostinazione,  le lacrime, questo la notte in abbondanza riversa su di me.

Non importa se domani ci sarà il sole o ancora cielo scuro e le onde furiose si infrangeranno sulla mia piccola nave e crolleranno ancora tutti i puntelli che  mi reggono a galla, imparerò a comprendere l’ora della tempesta e del naufragio, perché ancora una volta dove ho imparato a rinunciare, proprio là si realizza la prossimità di quel Dio, quel Dio che più che un credo è sostegno e certezza.

G.M

La giostra della memoria

“C’è un giorno poi
che non è tutto come vuoi
tra le persone che non possono restare più con noi
e sento già
crescere dentro un’ansietà
per non sapere immaginare il peso della realtà
ma non ci sono limiti
per parlare agli angeli
qualcuno ascolta …”

Di noi, del nostro tempo insieme e della nostra storia: una cassaforte colma di memoria, la tengo al sicuro, la tengo stretta, lì ti ritrovo

ogni volta che manchi:  come un tesoro di inestimabile valore, ogni tua carezza mi riposa sugli occhi!