Delle mie lettere d’amore

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Non ricordarmi nell’odore di foglie viscose di nascita, nella perfetta letargia..addormentata come luna che cade dalla terra, non ricordarmi per il mio cuore, arcobaleno di furore che ti accendeva in gola un respiro, per l’amore che ti frenava un soffio di cuore con il mio corpo lì vicino e gli occhi della pelle spalancati sognando un desiderio, le nostre braccia sibilanti e l’ultimo tuo bacio sui seni, noi due senza peso ne ombra.

Non ricordarmi per ciò che scrivo e ciò che sento, le mie parole ti han fatto piangere e sognare e hanno fatto vincere chi perde.

Ricordami nei giorni quando nel computo degli anni ero nell’angolo battuta con addosso la mia corazza gigante e dentro una piccola guerriera.

Ricorda tutte le mie stupide manie, le mie indecifrabili ironie per cui non ti ho chiesto mai perdono, ricorda quando non avevo porto ne mare, senza strada e cielo per potermi arrampicare, ricordami così com’ero,con i miei sbagli senza scusa, la mia infanzia di pensieri , le mie finestre sempre chiuse, butta nel fuoco la mia poesia, conta solo l’altro ieri, i miei biglietti, le mie lettere e i miei fiori. L’unica poesia che ancora e sempre scriverei sono i nostri corpi vicini,linguaggio che batte, nudi senza voce.

Ricordami con le mie lacrime secche, nascoste dietro un canto, clandestina, senza più pazienza, con quell’ansia dei marinai traditi dal vento e dalle vele, con i segni impressi della Bellezza che non so dimenticare e l’avversione di quel tempo che non mi ha insegnato nulla tranne a ripiegarmi e stringermi ad ogni colpo di frusta della memoria.

Ricordami quando sono caduta, quando mi hai tenuta al mondo con i tuoi occhi.quando  ero tanto. quando mi sognavi, io porta del cielo, tu mia camera d’aria, grembo della terra, molato dall’acqua.

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Che cos’è il desiderio?
Al di là di un bel corpo, di un bel viso..
Cos’è che muove, accende, guida, fa crescere, spegne questa fame dentro di noi?

Non è lo smalto, non è nemmeno il tessuto lucente che stringe la pelle, non è la cravatta, non è la mano sul mento.
Non è la testa rovesciata indietro quando rido, non è la voce, non è lo sguardo fiero.
Non sono gli occhi intensi, non è il mascara, non è la lingua sulle labbra tumide.
E’ tutto ed è nulla.
E’ un attimo, un sorriso e un pensiero che non credevi ti sarebbe venuto così.
E’ un colpo di vento sulla bonaccia di aprile.
E’ il respiro che scombina le carte quando avevi posato la penna.

E’ un’avventura.  
Un mondo incantato.
Un bosco di fragole.
E’ acqua gelida che morde le caviglie e ti porta nell’oscurità.
Sono lupi e fate che si annusano sotto i lumini delle lucciole, mentre nell’aria c’è odore di erba tagliata. 
E’ una favola sussurrata con i tuoi occhi piantati nei miei.
E’ l’attimo prima di incontrare odore, rumore e saliva.
E’ il sapore violento delle ciliegie nere che macchiano labbra e vestiti.
Sono mani e pelle sudata di baci e denti. 
Sono muscoli che si tendono e ossa che scricchiolano e sangue che corre.
E’ la notte che scende, il silenzio che avvolge, il respiro che stordisce.
E’ la certezza che tutto può essere.

E’ la percezione che tutto  forse sarà…