Acqua

_images_Foto_Articoli_alimentazione_acqua_orme-gocce-acqua

L’idraulica costringe l’acqua a comportarsi come una fiamma, a rinnovare incessantemente all’interno della sua liquida colonna la sua ascensione verso il cielo. L’acqua, così forzata, sale fino alla punta estrema dell’obelisco fluido prima di ritrovare la sua libertà che consiste nel discendere.

Marguerite  Yourcenar

 

IO no, io no… io non è vero che aspetto!

eh no, eh no, eh no, eh no
io ne avrei terre da sognare
ne avrei di voci da seguire
io non è vero che aspetto
eh no, eh no, eh no, eh no
io ne avrei lettere da spedire
ne avrei parole da imparare
per non cantarle sola

eh no, io no, io no, io no
io ne avrei dette di parole
io non l’ho amato il mio dolore
io non è vero che aspetto
eh no, eh no, eh no, eh no
ne ho gridate di parole
io non l’ho amato il mio dolore
e adesso canto sola
come se fosse facile convincersi
a non ridere troppo di sé.

P.S: Io non aspetto una cosa, qualcuno qualsiasi…io aspetto soltanto Te! Sono una rosa piene di spine, Tu sai toccarmi senza farmi male! Mentre Ti aspetto sempre Ti cerco!

Melodia d’amore

12552976_329065660551136_5825423395839194030_n

Omraam Mikhaël Aïvanhov  diceva sull’amore:

Voi capirete cosa sia veramente l’amore quando smetterete di considerarlo un sentimento.

Il sentimento è obbligatoriamente soggetto a variazione a seconda che si rivolga all’uno o all’altra persona, mentre il vero amore è uno stato di coscienza indipendente dagli esseri e dalle circostanze.

Amare non significa nutrire un sentimento per qualcuno, bensì vivere nell’amore e fare ogni cosa con amore: parlare, camminare, mangiare, studiare, respirare con amore…Amare significa aver accordato tutti i propri organi, tutte le proprie cellule e tutte le proprie facoltà, affinché vibrino all’unisono nella luce e nella pace. L’amore è dunque uno stato di coscienza permanente. Colui che ha raggiunto quello stato di coscienza sente che tutto il suo essere è impregnato di fluidi divini, e tutto ciò che fa una melodia!

 

Bramante

Nostalgia

11248342_1062980597062608_5808752631128863324_n

“Prima che questi campi fossero arati,

i nostri fiumi scorrevano gonfi fino all’orlo;

la melodia delle acque riempiva

i boschi freschi e senza confini;

e i torrenti scorrevano e i rivi giocavano,

e nell’ombra zampillavano le sorgenti”

William Cullen  Bryant

Credo che sia esistito un tempo lontano..un principio, prima che la mia Anima si mescolasse nel mondo, prima che la polvere della mia strada e della mia esistenza ricoprisse totalmente la memoria fino a farmi dimenticare…ma sotto quella coltre di immagini riaffiora ogni tanto un bagliore, una lingua di luce che scrive sul mio cuore paesaggi d’armonia di immane Bellezza..resto incantata,affascinata da un tepore inspiegabile..tutto quel che segue io la definisco Poesia..quel sottile svelamento del Bene che si rivela alla Vita..a volte dura un’istante, a volte attimi , ore e giorni, è una sensazione intensa e sublime che racconta una nostalgia..una misteriosa convinzione che mi spinge a credere che questa strada, questo viaggio,questo involucro di carne , ossa e sangue torneranno là dove tutto era già compiuto..dove l’Anima ha già visto la sua interezza prima di spezzarsi nell’affanno del vivere, a dire il vero è difficile riuscire a descrivere qualcosa che non è tangibile…la visione eccelsa che procura la sede di ogni anelito, ogni spasmo, ogni brama alla gioia…ma comprendo alcuni Poeti che lo hanno raccontato parlando d’Amore,dolore, solitudine,piacere..rabbia ed ogni specie di sentimento ed emozione…quando mi capita di leggere qualcosa che mi “tocca” comprendo e vedo quella linea invisibile che separa il cuore dal mondo,colgo quella trasparente, incantevole nostalgia che riporta ogni cosa al suo posto..prima o dopo il delirio di ogni speranza, di ogni inutile e vana resa che rende questo giro di giostra che è l’esistere ..un pazzo capogiro senza senso.

Giusy Montalbano

 

11245493_10153353563307922_4821185720872958950_n

«Nel bel mezzo dell’odio,
ho trovato che c’era, dentro di me, un invincibile amore.
Nel bel mezzo delle lacrime,
ho trovato che c’era, dentro di me, un invincibile sorriso.
Nel bel mezzo del caos,
ho trovato che c’era, dentro di me, un’invincibile calma.
Nel bel mezzo dell’inverno,
ho infine imparato che vi era in me un’invincibile estate.
E che ciò mi rende felice.
Perché afferma che non importa quanto duramente il mondo vada contro di me,
in me c’è qualcosa di più forte,
qualcosa di migliore che mi spinge subito indietro».

Albert Camus

10888403_10153031808477922_3192506563895627659_n

Credi che non ti capisca? Tu insegui un sogno disperato, questo è il tuo tormento. Tu vuoi essere, non sembrare di essere. Essere in ogni istante cosciente di te, e vigile. nello stesso tempo ti rendi conto dell’abisso che separa ciò che sei per gli altri da ciò che sei per te stessa e provoca quasi un senso di vertigine, un timore di essere scoperta, di vederti messa a nudo, smascherata, riportata ai tuoi giusti limiti. Perché ogni parola è menzogna, ogni gesto falsità, ogni sorriso una smorfia. Qual è il ruolo più difficile? Togliersi la vita? Ma no, sarebbe poco dignitoso. Meglio rifugiarsi nell’immobilità, nel mutismo, così si evita di dover mentire, oppure mettersi al riparo dalla vita, così non c’è bisogno di recitare, di mostrare un volto finto o fare gesti non voluti. Non ti pare? Questo è ciò che si crede ma non basta celarsi perché, vedi, la vita si manifesta in mille modi diversi ed è impossibile non reagire. A nessuno importa sapere se le tue reazioni siano vere o false. Solo a teatro il problema si rivela importante e forse neanche lì. Io ti capisco, e quasi ti ammiro. Secondo me devi continuare a recitare la tua parte fino in fondo finché essa non perda interesse, e abbandonarla così come sei abituata a fare passando da un ruolo ad un altro»