Nulla da temere…

I see you dancing
Your song is clear
You’ve got to show me, got to show me
There’s nothing to fear
Nothing to fear….

 

Il Viaggio…

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Navigai verso Te

sul filo della voce del Mare che in Te finiva.

Venni per sentire il Tuo profumo

e Tu mescolasti il Tuo sguardo con il respiro:

come ricompensa per tutta questa strada percorsa!

Ti indicai il polverio delle carovane,

la foglia dell’oblio che cade dalle mie mani

il mattino dei fiumi, nel sole dei marmi gelati

il riflesso delle deviazioni e i deserti infiniti del silenzio

senza di Te

sono una porta all’esterno, uno sguardo sul limite

una voce nel deserto

attraversai  l’acqua,

fuggii dall’ombra,

andai,

infransi il mio orgoglio sulla vetta del nido delle aquile

ed ecco che,

nell’inchino dell’umiltà,

io sono al Tuo cospetto.

Come una melagrana spaccata a metà ,

chicchi di secoli di  segreti

Da te fino al tuo culmine, la mia vita si estende.

Da me fino a me, Tu ti estendi!

c’era il vuoto e una brezza.

C’era il buio e una stella.

c’era il suono della pioggia

sulla palpebra madida dell’amore

C’era l’esistenza, e un sussurro.

C’erano le labbra ed una preghiera.

lo strappo della carta della bellezza,

il riempire e svuotare la ciotola dell’esilio

con le mani del vento.

C’ero l’Io e un Tu: la preghiera, è una nicchia

odora di canzone perduta,

come la ninna nanna oscillante sul volto di mia madre.

e questa notte mentre ti aspetto

E’ tutto così fluido, intatto, vasto!

Lo specchio di Mare che mi hai dato!

La stanza dello scirocco

Lo scirocco non è solo un vento. È uno stato d’animo. S’alza un vento potente che trascina con se ogni cosa e offusca i pensieri scoperchiando il vaso delle nostre inquietudini. Poi arriva la pioggia, benedetta, a lavare via le scorie, le ombre. …

Una volta un bambino e una bambina mi dissero che si erano perduti qua dentro..e dopo che li avevano cercati dappertutto li ritrovarono in una stanza come questa paralizzati dalla paura e non se ne volevano andare più… !

“E voi, voi che ne sapete…?”

“E’ una storia di tanti  anni fa…me ne ha parlato il Marchese. .e voi, voi siete sempre così sospettosa?”

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Avverto una stanchezza impressionante la sera…giungo sfinita alla fine del giorno, con il solo desiderio di riposare, è un periodo particolare, come spesso succede ai naviganti  porto nelle membra e nel cuore i residui della tormenta del Mare in burrasca..  sono stata nell’ occhio del ciclone per giorni e giorni ed ora  che il cattivo tempo sembra voler allontanarsi e si intravede un esile segno di sereno  l’unica cosa di cui sento di aver bisogno è un giaciglio caldo e tenero capace di promettermi oblio.

La notte cancella ciò che separa, è saggia e potente, più potente del giorno. Ciò che non può alcuna forza terrena, dove falliscono il pensiero, il sentimento ,l’ostinazione,  le lacrime, questo la notte in abbondanza riversa su di me.

Non importa se domani ci sarà il sole o ancora cielo scuro e le onde furiose si infrangeranno sulla mia piccola nave e crolleranno ancora tutti i puntelli che  mi reggono a galla, imparerò a comprendere l’ora della tempesta e del naufragio, perché ancora una volta dove ho imparato a rinunciare, proprio là si realizza la prossimità di quel Dio, quel Dio che più che un credo è sostegno e certezza.

G.M

Soffio di Vento (piccola storia per la buonanotte)

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Da piccola pensavo che a tutti è stato fornito un cuore intero ma a chiunque prima o poi toccasse dividerlo con qualcuno e questo poteva succedere soprattutto tra gli innamorati e tra mamme e papà ed a forza di sentirmi dire che i miei genitori si erano divisi io continuavo ad immaginarli con il un cuore soltanto a metà, ma poi crescendo e dopo averli conosciuti ed aver imparato un pochino a comprenderli sono giunta alla conclusione che mia madre e mio padre avevano soltanto un piccola frattura, una riga verticale sbilenca che causava l’inceppo del battito ma tutto questo non aveva compromesso affatto la loro capacità di sentire o provare bene e che con il tempo quello stesso cuore era tornato più grande di prima, ma ho pure potuto notare e comprovare che il cuore si può spartire, e qualche volta può essere deleterio al punto tale da non riuscire più a trovare la metà che ci è rimasta e ancora che si può distribuire ovunque e a chiunque perché lui conosce sempre la via per tornare al suo posto, rigenerato è più bello di prima, ho concluso pure che certe volte è opportuno proteggerlo forte piuttosto che lasciarlo in pasto a qualche cannibale e che ostinarsi a posarlo in un posto scomodo ed oscuro si rischia di farlo morire per asfissia . Molte verità su quest’organo magnifico le ho intuite quando il mio cuore scalciava come un discolo e sbraitava per farsi sentire, nel tempo il rumore si è placato, il battito si è accordato e i suoi pizzichi scottanti si sono trasformati in docili carezze, non prima di averlo diviso, ma non era abbastanza ed allora l’ho rotto e sfracellato, per farlo durare più a lungo, non prima di averlo consegnato e visto ritornare immenso e grandioso, incontenibile da non riuscire a stare fermo, non prima di averlo perduto tra le fauci della tristezza più cruda e capito che è la cosa più sacra in ogni uomo, ma anche la più fragile e delicata ma una brutta caduta, una scelta sbagliata può rovinarlo irrimediabilmente e in questo caso l’unica cura consiste nel riconsegnarlo all’Amore affinché possa nascere nuovo.
Ho pensato e ripensato a lungo quale posto giusto e difeso fosse adatto al cuore, situato nel torace lo sentivo angustiato dal respiro affannoso, nello stomaco lo potevo ascoltare…un brontolio noioso, nella gola era un nodo, un singhiozzo continuo e fastidioso, nella testa un ronzio dolcissimo che si ostinava a voler suonare una melodia misteriosa, tra le mani un prurito che non mi lasciava sferrare alcun pugno …ho riflettuto e inteso che dovevo permettere al mio cuore di vagare, che non avrei mai più potuto costringerlo in un’area precisa poiché prima di ogni altra cosa, prima di essere cuore, muscolo e organo era stato un bacio, un esile soffio del Vento…e quello si sa come sarà mai possibile poterlo fermare? Conosci qualcosa di più libero  e più forte del fiato?

Giusy Montalbano

 

Buonanotte…

Buonanotte ad ogni mio amore anche a quelli lontani

è una carezza,lascia un po’ socchiuso e arriverà….

Buona notte amore
che sei cosi’ lontano;
e questo canto voli sopra il mare e sopra tutte le citta’
cosi’ leggero sulle strade
come una brezza e sappia dove andare
e’ una carezza: lascia un po’ socchiuso e arrivera’.
Buona notte amore
che dormi cosi’ poco
e lo so bene, non e’ per il caldo, e che non sono li’ con te
e avrai una luce nella stanza
e come me nel cuore la speranza
di rivederti quando fa mattino e “non partire piu'”.
Buona notte amore mio lontano
ti arriva questo canto
o forsi dormi gia’?
e piu’ che sei distante e piu’ che ti amo
tra le montagne e il mare:
buona notte a te.
Buona notte amore
le vedi le mie stelle?
se vuoi provare guarda verso Genova
io sono un po’ piu’ in su
e non mi riesce di contarle,
cosi’ vicine che potrei toccarle
ma la piu’ bella, la piu’ luminosa l’ho lasciata giu’.
Buona notte amore mio lontano
ti arriva questo canto
o forse dormi gia’?
e piu’ che sei distante e piu’ che ti amo
tra le montagne e il mare:
buona notte a te

G.M