Misura

Mio padre era sarto, confezionava abiti su commissioni, del suo lavoro amava ripetere che il risultato di un buon vestito è quasi tutto nella misura: non troppo stretto, non tanto largo, non troppo attillato, non abbastanza sfasato…insomma giusto! Deve essere perfetto …cucito addosso alle tue forme.

Eppure io ancora devo imparare: Troppo e mi svuoto, poco e mi guasta, attenta e sbaglio, imprecisa e mi perdo.

Mio padre era sarto, io sto imparando nuovamente daccapo a misurare.

Segue…

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Di voce e silenzio

Silenzio: condanna o tentazione di chi ha sprecato troppe parole, di chi si è stancata
di restare inascoltata per troppo lungo tempo, quante cose si potrebbero raccontare di lui,
quante e quante voci si possono udire tra pareti bianche dell’apatia che divora ogni sforzo
per riemergere dalla fossa di questo silenzio che ti sei scavata per proteggerti o forse
semplicemente per trovare il coraggio di affrontare la paura di saperti sola.
Eppure a volte e prima o poi accade che vedi in un giorno qualunque riemergere tutti i tuoi colori
tutte i tuoi sogni taciuti, tutte le tue speranze assopite e il silenzio diventa Voce e poi musica, canto
cuore e Poesia, bacio posato sul cuore  e una spinta improvvisa, sono ancora io, un balzo siderale
nel blu di ogni mio abisso di luce…sono ancora Silenzio ma distinguo chiaramente soltanto un unico
desiderio: quello di voler brillare attraversando tutti quei cuori che come me cercano quell’esile
lumicino capace di accendere la Vita con un solo  incerto e timido respiro!

G.M

Sono al limite della mia fede,
Sono nell’entroterra della mia devozione
In prima linea in questa mia battaglia
Ma sono ancora viva

Sono un soldato dell’amore.
Ogni giorno e notte
Sono un soldato dell’amore.
Tutti i giorni della mia vita

Sono stata devastata dentro (oh!)
Sono stata lasciato indietro (oh!)
Così ora cammino
Ho la volontà di sopravvivere

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Caro dottore,
come è triste essere vuoti di dentro.
Fuori c’è tanta musica,
tanta aria da respirare
e l’immobilità del cuore è la cosa più arida
e inumana
che esista.

₪ Alda Merini

E capita che ogni tanto il mio cuore si inceppa, resta immobile per un tempo indefinito serrato tra le maglie strette di qualche delusione o ferita, accade  allora che tutto è crepuscolare ed ogni cosa di me: anima, passione, umore e sentimento arde come un fuoco dentro una coltre di nebbia;
A volte tento con tutte le forze di trovare uno spazio per infinite cose che sento che ci sono ma sono rimaste ammutolite dentro di me, incerottate dalla sfiducia o la paura, un piccolo luogo per una gaiezza, un lieve brioso accenno di vita che come un lampo mi accenda facendomi riemergere da questo lacerato limbo dove mi pare sempre di scontare colpe che non so.
Da questa desolata landa senza speranza taccio, accolgo la voce del silenzio cercando di tradurne un suono…qualche volta da questo mio cuore immobile mi sembra di udire qualcosa, un rumore da primo indistinto poi man mano sempre più chiaro, un soffio, quasi una carezza …sospiro, sorrido: Vertigini dal fondo, Signore, ti prego…un po’ di tregua, ho le vertigini  e questo piccolo muscolo brucia come erba fresca…e mi chiedo: come farò ad arrivare alla fine?!
G.M

 

Ascolta

 

 

Se un temporale ti ha
fermato sulla strada
in qualche posto
in cui nessuno passa mai,
se un improvviso arcobaleno
ti fa quasi pensare
che quella è la firma di Dio,
ascolta il vento
asciugare l’erba,
senti cantare il seme
ascolta i vecchi che
hanno voglia di ballare
e sopra un ponte
le bugie di un pescatore
e le domande di
un bambino appena nato
che crede a qualunque
risposta gli dai
ascolta
l’uomo e le sue distanze,
la fame e le speranze
nel primo traffico
dell’aurora
senti nell’aria la primavera
ascolta, guarda respira
senti la gente
svegliarsi piano
fare l’amore anche con nessuno
ascolta quello che siamo
quanto odiamo, quanto amiamo
quando lo stadio spegne
i fari e va a dormire
ascolta i sogni
che la gente porta via
se la ragazza fra la
pioggia e il marciapiede
t’insegna la sola
canzone che sa
ascolta l’acqua
e la sua memoria
l’uomo e la sua miseria
ascolta quello che hai
dentro al petto
e che non hai mai detto!
Prima di metter
le mani addosso
a chi ti ha solo capito male
ascolta dentro te stesso
senti pregare chi non ci crede
e le poesie di un carabiniere
ascolta, fatti stupire
cambiare, guarire
ascolta quello che hai
dentro al petto
e che non hai mai detto!

Pooh

IO no, io no… io non è vero che aspetto!

eh no, eh no, eh no, eh no
io ne avrei terre da sognare
ne avrei di voci da seguire
io non è vero che aspetto
eh no, eh no, eh no, eh no
io ne avrei lettere da spedire
ne avrei parole da imparare
per non cantarle sola

eh no, io no, io no, io no
io ne avrei dette di parole
io non l’ho amato il mio dolore
io non è vero che aspetto
eh no, eh no, eh no, eh no
ne ho gridate di parole
io non l’ho amato il mio dolore
e adesso canto sola
come se fosse facile convincersi
a non ridere troppo di sé.

P.S: Io non aspetto una cosa, qualcuno qualsiasi…io aspetto soltanto Te! Sono una rosa piene di spine, Tu sai toccarmi senza farmi male! Mentre Ti aspetto sempre Ti cerco!

Danza nella tempesta

Mi sono lasciata trasportare da questo ritmo dance…scalpitando liberamente per tutta la stanza della mia camera interrompendo la “doverosa” e urgente pulizia dei vetri.. con la finestra aperta ed un cucciolo tenerissimo che mi osservava agitando la coda dal balcone della casa di fronte.

Purchè sia tempesta…!

Io vengo dal Mare e so che a  volte può essere necessaria e benefica una tempesta, perché è proprio quando le acque in tumulto e il vento forte travolgono ogni cosa e resti sola con le sole lacrime che ti ricordano quanto di umano sei con le tue paure e le tue debolezze, le tue cadute e tutte le vane illusioni inabissarsi e  svelarsi..è proprio allora che intravedi la verità, riconosci la tua povertà..e vedi scivolare piano piano tutte le armi con le quali ti sei difesa, riconosci  il tuo limite, la tua fragilità ..concedi così alla Speranza di intervenire lasciando che il Mare si plachi naturalmente e un’onda di luce e sereno irrompe nelle tenebre abbracciandoci d’Amore…e lo comprendi soltanto quando  torna il sereno, il coraggio e la voglia di sorridere: Salva! Con la tua barchetta distrutta e le vele a pezzi…le forze esaurite ho attraversato l’oscurità e il furore dei venti e delle maree..misurato incessantemente il tempo credendo fosse la fine  e nel silenzio  della disperazione mi è sembrato di udire il mio vero nome…ed allora non mi resta che danzare  follemente, pazzamente  senza riuscire a concepire ancora il privilegio della Misericordia del Mare!

Giusy Montalbano

Due di spade

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Un giorno, dopo un’accesa e fervida discussione con mio padre, in seguito ad un mio passionale dibattito circa un argomento che ci aveva portato ad uno scontro verbale esilerante, mio padre esclamò:
“Basta!, con te è impossibile, non riesco a trovare una via d’uscita a questa interminabile discussione, mi arrendo,mi dispiace per me, ma devo ammettere che hai sempre un punto di vista che ribalta ogni stupida convinzione! Del resto perché mi meraviglio? Sei sempre stata un due di spade!” bofonchio qualcosa di incomprensibile, mi diete una pacca sulle spalle e tornò a sedere nella sua poltrona, prese in mano la sua settimana enigmistica, indossò i suoi orribili occhiali marroni e continuò a concentrarsi su quello che faceva pochi istanti prima del terremoto.
“Scusa, papà, puoi ripetere? Fammi capire, cosa significa due di spade?”decisa corsi da lui con l’unica intenzione e la necessità di un chiarimento a quell’affermazione.

“Hai presente la figura della carta da gioco del due di spade? Nell’immagine sono disegnate due spade incrociate, assomigliano ad una forbice…ma se guardi attentamente l’incrocio delle due spade incide una x…tu quando parli sei come la forbice che taglia la lingua delle persone impedendo loro ogni possibile controdibattito e imprimi una x sulle labbra..lasciando sempre gli altri senza parole..perchè tu dici sempre tutto quel che è possibile dire, lecito ed illecito che sia, vedi e fai vedere tutto ciò che c’è da vedere! Sono stato abbastanza esauriente, bella rompiscatole? Hai il dono della parola, questo è…punto, ed è stato evidente da subito, ma non la parlantina….quella è un’altra cosa, possiedi il dono del discernimento e permetti a chi ti ascolta di comprendere anche le cose più sottili e nascoste..il mistero delle emozioni, qualunque esse siano vengono svelate! Ora lasciami finire…che a me più che parlare, piace ascoltare..e questo dovresti ormai averlo capito.
Ho pensato tante volte a queste sue dichiarazioni, ho cercato di trovare risposte atte a verificarne corrispondenza con il  mio sentire e devo concludere oggi, che io non so se mio padre nella sua eccentrica mente ha letto di me una verità o ha soltanto azzardato un senso a quel” non so che” di me che lo ha reso convinto che sua figlia aveva un talento speciale per la parola, ma so di certo che sono stata sempre appassionata,innamorata,perdutamente avvolta nel mio mondo di parole, le ho cercate, lette e assimilate, fatte scorrere come acqua di fonte, fresca e pura a dissetare l’arsura del cuore e della mente, le ho nutrite, curate e vegliate nelle notti infinite, quando sentirmi vuota era di gran lunga peggiore che sapere di essere sola nel mondo..le ho aspettate di rimando alle lunghissime lettere che scrivevo alla vita, aspettando una risposta dove non c’è mai stata e mai ci sarà, le ho memorizzate, una per una,quelle calde e setose, che ti fasciano le ferite ed arrestano le emorragie d’amore e di affetto, le ho incise scalfendole sulle pietre dure di ogni muro ed ogni barriera tra me e l’esistenza, le ho cavalcate, montando euforica sulla groppa dei miei cavalli alati..incontro allo spettacolo che fanno certi sogni quando trasformano in un miracolo il cuore che torna a sorridere, le ho narrate trasformandole in suoni melodiosi per tentare di trattenere nelle viscere certi dolori perché non uscisse il veleno alienato dalla disperazione e non soccombere prima di aver provato ad essere più forte delle avversità e le ho scritte, fogli e fogli, lunghi secoli tentando di fermare per sempre un attimo di candida gioia…per non scordare, per restare, per decidere che voglio morire viva, con l’anima simile ad una fiamma accesa, dormire così nell’eternità senza patire mai più freddo ed oscurità.

(Giusy  Montalbano- tratto da: Fiori Recisi/Talenti)