Soffio di Vento (piccola storia per la buonanotte)

vento

Da piccola pensavo che a tutti è stato fornito un cuore intero ma a chiunque prima o poi toccasse dividerlo con qualcuno e questo poteva succedere soprattutto tra gli innamorati e tra mamme e papà ed a forza di sentirmi dire che i miei genitori si erano divisi io continuavo ad immaginarli con il un cuore soltanto a metà, ma poi crescendo e dopo averli conosciuti ed aver imparato un pochino a comprenderli sono giunta alla conclusione che mia madre e mio padre avevano soltanto un piccola frattura, una riga verticale sbilenca che causava l’inceppo del battito ma tutto questo non aveva compromesso affatto la loro capacità di sentire o provare bene e che con il tempo quello stesso cuore era tornato più grande di prima, ma ho pure potuto notare e comprovare che il cuore si può spartire, e qualche volta può essere deleterio al punto tale da non riuscire più a trovare la metà che ci è rimasta e ancora che si può distribuire ovunque e a chiunque perché lui conosce sempre la via per tornare al suo posto, rigenerato è più bello di prima, ho concluso pure che certe volte è opportuno proteggerlo forte piuttosto che lasciarlo in pasto a qualche cannibale e che ostinarsi a posarlo in un posto scomodo ed oscuro si rischia di farlo morire per asfissia . Molte verità su quest’organo magnifico le ho intuite quando il mio cuore scalciava come un discolo e sbraitava per farsi sentire, nel tempo il rumore si è placato, il battito si è accordato e i suoi pizzichi scottanti si sono trasformati in docili carezze, non prima di averlo diviso, ma non era abbastanza ed allora l’ho rotto e sfracellato, per farlo durare più a lungo, non prima di averlo consegnato e visto ritornare immenso e grandioso, incontenibile da non riuscire a stare fermo, non prima di averlo perduto tra le fauci della tristezza più cruda e capito che è la cosa più sacra in ogni uomo, ma anche la più fragile e delicata ma una brutta caduta, una scelta sbagliata può rovinarlo irrimediabilmente e in questo caso l’unica cura consiste nel riconsegnarlo all’Amore affinché possa nascere nuovo.
Ho pensato e ripensato a lungo quale posto giusto e difeso fosse adatto al cuore, situato nel torace lo sentivo angustiato dal respiro affannoso, nello stomaco lo potevo ascoltare…un brontolio noioso, nella gola era un nodo, un singhiozzo continuo e fastidioso, nella testa un ronzio dolcissimo che si ostinava a voler suonare una melodia misteriosa, tra le mani un prurito che non mi lasciava sferrare alcun pugno …ho riflettuto e inteso che dovevo permettere al mio cuore di vagare, che non avrei mai più potuto costringerlo in un’area precisa poiché prima di ogni altra cosa, prima di essere cuore, muscolo e organo era stato un bacio, un esile soffio del Vento…e quello si sa come sarà mai possibile poterlo fermare? Conosci qualcosa di più libero  e più forte del fiato?

Giusy Montalbano

 

Carezza

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Ho visto il Cielo farsi tetto

piccole tegole forgiate da mani e preghiera

lacrime diventare fiume

e giare colme di sudore

farsi mare

Ho visto sguardi scivolare, aprirsi e chiudersi

come persiane verso il mio stesso cuore

e tutto il mondo

e poi la Vita intera rimestata

tra le mani del vento

un solo refolo

diventare bacio

ed ho saputo che ti  scrivevo con le  sole labbra

la Poesia  del mio Amore fatto carezza.