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In nome di questo viso intravisto,
immagine effimera di un’infanzia,
faccio appello ai ricordi fuggiti,
oggi liberati:
mai,
mai più, approderemo
alle rive della nostra infanzia;
profumo tenace al centro del nostro essere
di quest’isola abolita.
Grandi ombre nutrici
degli alberi dove ci arrampichiamo,
difendete la vostra freschezza frusciante
nella cavità degli esseri ardenti?
Allora il giorno era più lungo
nello scivolarci tra le dita lisce,
più misterioso
nell’aprirsi sulla notte.
L’erba alta splendeva,
dolce per le nostre gambe nude.
Chi ci restituirà il gusto del vento
e quello dei ribes, sorsi di sole
sotto i nostri denti?
Eravamo quelle piccole bestie calde,
acciambellate nel fraterno sudore
con i visi confusi nello stesso ardore.

₪ Colette Nys-Mazure

 

Un suono

Di cosa è fatto un cammino? : Di strade e vie, dritte, tortuose, di salite e discese , sentieri irti e scoscesi…un dedalo di percorsi in cui è impossibile non smarrirsi almeno una volta.
Un cammino è fatto di orizzonti e mete, di terre e mare, sguardi nel mondo che abbracciano la vita, inseguono un sogno e corrono nel tempo.
Un cammino è fatto di posti, rifugi o trappole dove posarsi o cadere ed è fatto di tutti, quelli che incontri e coloro con cui ti scontri.
Io sono una vagabonda…cammino da sempre e non so stare a lungo ferma da qualche parte, ma porto con me ogni luogo che ho incontrato e ogni cuore che mi ha fatto da casa, porto con me le funi di cui mi sono liberata e la corteccia  di qualche anima grande che è stata la coperta  nelle notti più oscure, porto con me le mie parole e quelle che mi  sono state pane…porto tutto quello che vado cercando e dimentico un pezzo di strada per volta perchè non diventi paese, dimentico tutto per ricordare e penso allo specchio del Mare e alla brezza, al suo flebile canto tra le mie vele, a come  questa nenia sia pari alla gioia che dondola e ti lascia addosso soltanto un suono.
Giusy Montalbano

Ascolta

 

 

Se un temporale ti ha
fermato sulla strada
in qualche posto
in cui nessuno passa mai,
se un improvviso arcobaleno
ti fa quasi pensare
che quella è la firma di Dio,
ascolta il vento
asciugare l’erba,
senti cantare il seme
ascolta i vecchi che
hanno voglia di ballare
e sopra un ponte
le bugie di un pescatore
e le domande di
un bambino appena nato
che crede a qualunque
risposta gli dai
ascolta
l’uomo e le sue distanze,
la fame e le speranze
nel primo traffico
dell’aurora
senti nell’aria la primavera
ascolta, guarda respira
senti la gente
svegliarsi piano
fare l’amore anche con nessuno
ascolta quello che siamo
quanto odiamo, quanto amiamo
quando lo stadio spegne
i fari e va a dormire
ascolta i sogni
che la gente porta via
se la ragazza fra la
pioggia e il marciapiede
t’insegna la sola
canzone che sa
ascolta l’acqua
e la sua memoria
l’uomo e la sua miseria
ascolta quello che hai
dentro al petto
e che non hai mai detto!
Prima di metter
le mani addosso
a chi ti ha solo capito male
ascolta dentro te stesso
senti pregare chi non ci crede
e le poesie di un carabiniere
ascolta, fatti stupire
cambiare, guarire
ascolta quello che hai
dentro al petto
e che non hai mai detto!

Pooh

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“Oh, ma con i versi si fa ben poco, quando li si scrive troppo presto. Bisognerebbe aspettare e raccogliere senso e dolcezza per tutta una vita e meglio una lunga vita, e poi, proprio alla fine, forse si riuscirebbe a scrivere dieci righe che fossero buone.

Poiché i versi non sono, come crede la gente, sentimenti (che si hanno già presto), sono esperienze. Per un solo verso si devono vedere molte città, uomini e cose, si devono conoscere gli animali, si deve sentire come gli uccelli volano, e sapere i gesti con cui i fiori si schiudono al mattino.
Si deve poter ripensare a sentieri in regioni sconosciute, a incontri inaspettati e a separazioni che si videro venire da lungi, a giorni d’infanzia che sono ancora inesplicati, ai genitori che eravamo costretti a mortificare quando ci porgevano una gioia e non la capivamo (era una gioia per altri) a malattie dell’infanzia che cominciavano in modo così strano con tante trasformazioni così profonde e gravi, a giorni in camere silenziose, raccolte, e a mattine sul mare, al mare, a mari, a notti di viaggio che passavano alte rumoreggianti e volavano con tutte le stelle, e non basta ancora poter pensare a tutto ciò.
Si devono avere ricordi di molte notti d’amore, nessuna uguale all’altra, di grida di partorienti, e di lievi, bianche puerpere addormentate che si richiudono.
Ma anche presso i moribondi si deve essere stati, si deve essere rimasti presso i morti nella camera con la finestra aperta e i rumori che giungono a folate. E anche avere ricordi non basta.
Si deve poterli dimenticare, quando sono molti, e si deve avere la grande pazienza di aspettare che ritornino. Poiché i ricordi di per se stessi ancora non sono. Solo quando divengono in noi sangue, sguardo e gesto, senza nome e non più scindibili da noi, solo allora può darsi che in una rarissima ora sorga nel loro centro e ne esca la prima parola di un verso.”
Reiner Maria Rilke (tratto da i quaderni di Malte Laurids Brigge)

IO no, io no… io non è vero che aspetto!

eh no, eh no, eh no, eh no
io ne avrei terre da sognare
ne avrei di voci da seguire
io non è vero che aspetto
eh no, eh no, eh no, eh no
io ne avrei lettere da spedire
ne avrei parole da imparare
per non cantarle sola

eh no, io no, io no, io no
io ne avrei dette di parole
io non l’ho amato il mio dolore
io non è vero che aspetto
eh no, eh no, eh no, eh no
ne ho gridate di parole
io non l’ho amato il mio dolore
e adesso canto sola
come se fosse facile convincersi
a non ridere troppo di sé.

P.S: Io non aspetto una cosa, qualcuno qualsiasi…io aspetto soltanto Te! Sono una rosa piene di spine, Tu sai toccarmi senza farmi male! Mentre Ti aspetto sempre Ti cerco!

Lunga lettera aperta ai miei lettori…

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Un anno e qualche mese fa, ho deciso di aprire Anothersea, sono giunta su questa piattaforma casualmente e dopo un breve periodo di impaccio iniziale l’ho trovata ideale e pratica per tutto ciò che  mi premeva di realizzare, ossia un piccolo ponte tra me e le persone…una finestra aperta del mio cuore, un luogo di pura e semplice condivisione, di pensieri, sentimenti ed emozioni di ogni sorta, un contenitore dove si attinge e si lascia  senza troppe pretese e tante aspettative…ricordo perfettamente ogni motivazione che mi ha spinto ad iniziare questa avventura è stata una specie di vittoria, venivo fuori da un periodo dolorosissimo, un evento drammatico si era impossessato completamente della mia voglia di ridere, gioire, sperare e credere ancora che qualcosa di bello potesse accadere ancora alla mia vita…è stato terribile, è stata atroce e spietata tutta la solitudine e la tristezza provata tanto da  inaridirmi il cuore fino a non nutrire più il desiderio di comunione e condivisione con il mondo e gli altri.

Questo blog è stato determinante , rappresentativo di una rinascita spirituale e umana che mi ha coinvolto totalmente…una gioia manifesta, un abbraccio alla vita!

Oggi, dopo ben novecento post, apro una parentesi a tal proposito, doveroso, visti gli ultimi eventi che confesso mi hanno un pochino frastornata…dicevo, tanti post…musica, parole, poesie, citazioni, pagine di diario ed anche qualche leggerezza..scritti personali e rivisitazioni di testi celebri che mi hanno ispirata, condivisioni dal web e scritti tratti da altri blog che mi hanno catturata in qualche modo per contenuto ed efficacia..ho cercato sempre di fare attenzione a citare le fonti..qualche volta, e vi garantisco mai in malafede, ho tralasciato la firma per disattenzione, premura e noncuranza, altre volte ho soltanto specificato il nome del blog da cui avevo tratto i suddetti post…senza indicarne il nikname o la piattaforma… e  in altri non avevo fatto attenzione all’indicazione di divieto di divulgazione se non previa autorizzazione dell’ autore,  ( la tanto discussa  licenza creativa..rilasciata da alcune piattaforme per i contenuti  per evitare l’appropriazione indebita di opere online), bene ho ricevuto in questi giorni  una segnalazione  di protesta in questo senso da parte di uno di questi blog…mi sono scusata, ovviamente, ho chiarito e rimosso i contenuti in questione e fine della discussione, ma mi è rimasto un retrogusto amaro…un senso di smarrimento, un fastidioso prurito alla lingua..perchè tutto questo ha innescato in me l’ennesimo senso di estraneità..da un certo tipo di mondo e persone.

Chi frequenta il mio blog…chi mi legge,  qualcuno da anni e anni, conosce anche i miei scritti, il mio “stile personale”, perchè ognuno ha il suo ed ad un attento lettore non sfugge, sa della mia proverbiale distrazione, e altrettanto sa di quanto poco conta per me rivendicare il diritto di autenticità dei miei testi…sono stata copiata e incollata mille e mille volte e non ne ho mai fatto un dramma, e non ho mai sentito l’esigenza di farne un post di denuncia, tante volte anche letteralmente “derubata”…ma dopo l’ impatto iniziale dettato dall’orgoglio e dalla presunzione , mi sono sentita lusingata per essere stata così tanto efficace nella mente e nel cuore di qualcuno da spingerlo a copiarmi… so di buona parte dei miei lettori, appunto e proprio per questa ragione non ho mai sentito l’esigenza di sottilineare  dettagli precisi circa le fonti riportate.. oltrettutto chi conosce internet sa benissimo come ricercare l’origine di alcuni testi, è facile, semplice e trasparente..e quindi si può considerare plagio soltanto un testo che viene firmato al posto di un altro/a…con nome e cognome, in questo caso specifico i post in questione sono stati firmati con il solo nome del blog…e pensavo fosse sufficiente a determinarne la fonte.

Premesso tutto questo..mi ritrovo qui, con questa finestra aperta che è Anothersea, dal mio mondo al vostro..un apertura dalla quale ho contemplato i rischi e  i pericoli, le gioie e i dolori per meglio dire…ma continuo a non abituarmi..essere un’ internauta  è affascinante, avventuroso a volte esilerante, ti permette di conoscere tanto e di afferrare le mille sfumature della vita e delle persone, tutto questo mi affascina, mi entusiasma perchè attraverso questo finestra ho potuto sapere di tante anime vere che tentano con tutte le forze di restare belle superando tutti i momenti oscuri della loro esistenza…ma ho potuto apprendere che esiste così come nella realtà altrettanta gente, vanitosa, presuntuosa,opportunista, volgare, spiacevole , persone che si discostano molto dal mio sentire, che faccio una gran fatica a tollerare e che mi fa lascia addosso soltanto il desiderio di chiudere ermeticamente questa finestra ..che mi fa sentire fuori mondo, tempo e vita…con le quali non sento il bisogno di chiarire, spiegare e parlare perchè lontani anni luce da tutto ciò che per me rappresenta il giusto, l’essenziale ..distanti dalla misura che io do ad ogni cosa che mi alimenta e che mi spegne…per questo motivo mi prendo del tempo…il tempo dicono i saggi (scusate se non so il nome e il cognome) è maestro…intanto voi, che avete avuto la pazienza di leggere  tutto questo lunghissimo post…e restate interessati ad Anothersea…perdonate l’assenza fino a data da destinare e vogliatevi bene…che davvero in questa terra ne resta sempre meno.

Un abbraccio, sincero e con il cuore per il cuore sempre!

Giusy Montalbano