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In nome di questo viso intravisto,
immagine effimera di un’infanzia,
faccio appello ai ricordi fuggiti,
oggi liberati:
mai,
mai più, approderemo
alle rive della nostra infanzia;
profumo tenace al centro del nostro essere
di quest’isola abolita.
Grandi ombre nutrici
degli alberi dove ci arrampichiamo,
difendete la vostra freschezza frusciante
nella cavità degli esseri ardenti?
Allora il giorno era più lungo
nello scivolarci tra le dita lisce,
più misterioso
nell’aprirsi sulla notte.
L’erba alta splendeva,
dolce per le nostre gambe nude.
Chi ci restituirà il gusto del vento
e quello dei ribes, sorsi di sole
sotto i nostri denti?
Eravamo quelle piccole bestie calde,
acciambellate nel fraterno sudore
con i visi confusi nello stesso ardore.

₪ Colette Nys-Mazure

 

I nostri piccoli eventi privati attendono sempre un testimone, qualcuno che sa e che tramanderà agli altri. È faticoso muoversi nell’ombra, è come spiare senza essere visti. La clandestinità e il segreto esigono una memoria infallibile. Ma spesso le motivazioni di un segreto non nascondono nulla di riprovevole e il segreto è semplicemente la nostra melodia, quella che ci incanta e che ci fa stupefatti testimoni della vita altrui. Non avrei mai iniziato a scrivere senza un segreto. Raccontare è semplicemente questo: è un patto, un incantesimo. Il filo invisibile che ci lega al ricordo, al fatto che gli eventi e le persone ritornino come ombre. Il giorno in cui lasceremo l’incantesimo e avremo finalmente voglia di raccontare la verità, quel giorno noi stessi saremo già soltanto un ricordo, o un’ombra.
(Sotto Falso Nome)

Calendario…

Un altro compleanno mi troverà qui,
spettinato, in pigiama così
guardando il calendario, arrossirò,
e di un anno, più vecchio sarò
e poi, un alibi lo trovo semmai, vedrai!
Ti sembrerò insicuro, e confuso e già,
questi tempi, sono duri, si sa,
a stento, mi sopporto da anni ormai.
La domanda è la stessa: chi sei?
E’ vero. Sono l’unico amico che ho.
Sincero.
Finché sincero sarò, io vivrò. Io vivrò!
Si può morire, una volta di più.
Si può morire, se ti butti giù.
Si può morire, se non vivi mai.
Buon compleanno se resisterai!
Si può morire, se non trovi un’idea.
O indossi una pelle, che non è la tua.
Si può morire, non sempre da eroi.
Per questo silenzio, risposte ne hai?
Un altro compleanno! Ma senza di te.
Proprio adesso, non sei qui con me.
Preso dal successo e dalla tua vanità.
Il tempo passa te ne accorgi? Chissà
Amanti. Buon compleanno a voi!
Ai naviganti.
E ai cuori distanti ed a voi, giorni miei. Vinti mai!
Si può morire, di felicità.
A volte si muore e nessuno lo sa!
Si muore cantando. Ridendoci su.
Hai provato a morire, una volta, anche tu?
Morte apparente. Paura mi fai!
Morire per niente, è morire, semmai.
Se il corpo sente. La mente no.
Che senso avrà vivere? Davvero non so.
Di compleanni., ne festeggerò
Il coraggio, spero ancora ci sarà.
E chi mi dirà:/ Felice compleanno a te!
A te

Renato Zero

E non poteva mancare, oggi questa canzone che mi accompagna ad ogni compleanno…passano gli anni, le spalle si curvano un po’ sotto il peso di qualche consapevolezza in più…ma rieccomi qui, a farmi coraggio e sorridermi una volta di più: viva! e non per il respiro, ma per questo muscolo forte di sangue e battiti, più forte di ogni avversità! Buon compleanno a me!  Oggi ho voluto spegnere le candeline (soltanto due…gli anni non ci stavano sulla mia bella torta, ho chiuso gli occhi ed espresso il mio desiderio, proprio come da bambina, credendoci davvero! Buona fortuna!  Si dovrebbe  augurare ogni giorno, ai naviganti che ne sanno cogliere il significato  e lo sanno bene tutti coloro che sfidano il tempo, il vento e le tempeste ogni giorno..tutti i giorni  per  arrivare al Sole!

Giusy Montalbano

Ho contato i miei anni…

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“Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere da qui in avanti di quanto non ne abbia già vissuto.

Mi sento come quel bambino che ha vinto una confezione di caramelle e le prime le ha mangiate velocemente, ma quando si è accorto che ne rimanevano poche ha iniziato ad assaporarle con calma.

Ormai non ho tempo per riunioni interminabili, dove si discute di statuti, norme, procedure e regole interne, sapendo che non si combinerà niente…

Ormai non ho tempo per sopportare persone assurde che nonostante la loro età anagrafica, non sono cresciute.

Ormai non ho tempo per trattare con la mediocrità. Non voglio esserci in riunioni dove sfilano persone gonfie di ego.

Non tollero i manipolatori e gli opportunisti. Mi danno fastidio gli invidiosi, che cercano di screditare quelli più capaci, per appropriarsi dei loro posti, talenti e risultati.

Odio, se mi capita di assistere, i difetti che genera la lotta per un incarico maestoso. Le persone non discutono di contenuti, a malapena dei titoli.

Il mio tempo è troppo scarso per discutere di titoli.

Voglio l’essenza, la mia anima ha fretta…

Senza troppe caramelle nella confezione…

Voglio vivere accanto a della gente umana, molto umana.

Che sappia sorridere dei propri errori.

Che non si gonfi di vittorie.

Che non si consideri eletta, prima ancora di esserlo.

Che non sfugga alle proprie responsabilità.

Che difenda la dignità umana e che desideri soltanto essere dalla parte della verità e l’onestà.

L’essenziale è ciò che fa sì che la vita valga la pena di essere vissuta.

Voglio circondarmi di gente che sappia arrivare al cuore delle persone…

Gente alla quale i duri colpi della vita, hanno insegnato a crescere con sottili tocchi nell’anima.

Sì… ho fretta… di vivere con intensità, che solo la maturità mi può dare.

Pretendo di non sprecare nemmeno una caramella di quelle che mi rimangono…

Sono sicuro che saranno più squisite di quelle che ho mangiato finora.

Il mio obiettivo è arrivare alla fine soddisfatto e in pace con i miei cari e con la mia coscienza. Spero che anche il tuo lo sia, perché in un modo o nell’altro ci arriverai…”

MARIO ANDRADE