“Mentre dormi…”

ed io non vorrei svegliarmi …

 

 

 

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Attesa

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Accampata silente

nella vena di una parola

tra le ciglia

a pettinare ombre sui sorrisi perduti

Ci sei sempre stata!

palpando solitudine tra le mie costole e i miei seni

nella geometria scomposta dei miei respiri

e conosci le mie mani radici

aggrappate ai miei sogni impossibili

sai dello storno di migrazioni fantastiche

il canto del passero della tenerezza

e del falco audace quando muore

Ci sei sempre stata:

presenza come la Vita con le sue ali vaste

che stringe il pensiero di odorare il fiore della Bellezza

gustando il fico nero nella bocca acerba dell’estate

e il suo lungo salto verso l’Amore.

 

Giusy Montalbano

 

Se è tua volontà
Che una voce sia sincera
Da questa collina accidentata
Io canterò per te
Da questa collina accidentata
Risuoneranno tutte le tue lodi
Se è tua volontà
Lasciare che io canti
Da questa collina accidentata
Risuoneranno tutte le tue lodi
Se è tua volontà
Lasciare che io canti

Leonard Cohen

Forse l’Amore è accettare la volontà dell’Altro senza fatica…forse l’Amore è lasciare Liberi di scegliere….forse l’Amore è davvero qualcosa di troppo Grande per le nostre anime impastate con la polvere di questa terra…forse l’Amore sei soltanto Tu!  e Leonard stasera  mi scalda le ossa, con la sua voce rauca e graffiante…riesce a farmi tremare dentro come pochi ben pochi ormai sanno farlo( forse è “peccato”, perdona Signore, ma non so nasconderlo!)

  • Giusy

….

Adoro questa canzone, la trovo dolcissima! Mi riporta indietro nel tempo, mi trascina nel vortice della mente e nel cuore della memoria dove serbo con cura le gioie più belle della mia vita, già la memoria, guai a perderla, guai a dimenticare!

La perdita di tutti quei ricordi che ci hanno segnato in qualche modo nell’amore, nell’amicizia, nella solidarietà , nella sincerità e ci hanno “marchiato” con il fuoco del bene, smarrire questo tipo di memoria equivale a rovinare e compromettere tutti i nostri legami di vita e con la vita.

Tutto diviene a breve termine, deperisce inesorabilmente la pazienza del tempo che modella l’anima.

Giustizia, verità e bellezza e con loro tutte le grandi azioni hanno bisogno del tempo, della stabilità, della  durata, della memoria.

Memoria morale, così la chiamava il teologo Bonhoffer, considerandola etica.

Io voglio tenere a mente…!

Forza di Mare

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Ho stretto i denti anch’io 

tra sabbie mobili e schiaffi di vento

ho vibrato fredda

immersa 

tentando invano di accendere una fiamma

intrecciando piume ad ogni fiato

Ho varcato tutte le soglie dei miei pensieri

cercando sole a aria…

e ricomposto curve per scivolare indenne

da ogni solitudine

conosco occhi, mani e strade

di ogni alba spenta

so la fine

e di questo mio Mare

tutta la sua forza

che risale come Vita

soffio vitale nella miseria

pane senza più fame

suono di una promessa!

Giusy Montalbano

Di ferite e perdono

C’è un perdono  del volere e un perdono del potere: si ha la volontà di perdonare ma non si può.Quando si può, allorchè la testa e il cuore finalmente finiscono per essere d’accordo, riaffiora il ricordo, cose dolorose che tornano a galla, che turbano e riattizzano le ostilità. E’ il perdono della memoria. Non è facile, richiede molto tempo e pazienza. Sì, ci vuole tempo, io ho avuto la fortuna di incontrare durante questo cammino che è la mia vita gente vera. Persone che mi hanno amato con l’impronta del mio passato, hanno avuto il coraggio di accettare la mia diversità, con i miei scatti d’umore ferito. Hanno ascoltato la mia sofferenza e continuato ad amarmi dopo le tempeste. Oggi ho la consapevolezza di avere ricevuto.

Il passato certi giorni si risveglia con un suono, una parola, un odore, un rumore, un gesto, un luogo intravisto…basta un niente perchè i ricordi riaffiorino, a volte mi sconvolgono, mi graffiano, mi rammentano che sono ancora sensibile,forse non sarò mai completamente in pace..soltanto qualche breve tregua ed allora comprendo che dovrò ripetere continuamente il perdono, il “settanta volte sette”.

Perdonare non significa dimenticare è accettare di vivere in pace con l’offesa, difficile quando la ferita ha attraversato tutto l’essere fino a marcare il corpo come un tatuaggio mortale. Per perdonare occorre ricordare, non nascondere la ferita, sotterrarla, ma al contrario metterla a nudo, sotto la luce, una ferita nascosta s’infetta e rilascia il suo veleno, occorre che sia curata, ascoltata, per poter diventare fonte di vita.

Sono testimone del fatto che non esiste ferita che non possa essere lentamente cicatrizzata con l’Amore.

Vicino ai miei affetti più cari e sacri , i miei figli la donna ferita è stata guarita. Quando mi chiamano mamma sento un brivido dolce corrermi lunga la schiena. Un’emozione bellissima, non voglio abituarmi ad essere chiamata mamma. E’ la più bella cosa del mondo.Mi tornano in mente tutte quelle madri che mi sono mancate. Sono riconoscente e affido alla Vita tutti i figli che non hanno nessuno a cui dire “mamma”.