Nero fumo

“Nun po fare chiu scuru di mezzanotte “cosi diceva spesso la mia adorata nonna,che tradotto :Non può fare più buio di mezzanotte, lei citava questo antico detto quando le cose andavano male male…quando l’unica alternativa alla disperazione era aspettare l’alba che inevitabilmente sarebbe arrivata o semplicemente quando non potevi immaginare un peggio al peggio di quello che stava accadendo.

Mia nonna era una donna semplice, umile, la sua vita tutta sacrifici e fatica, ma aveva una forza interiore incredibile, un coraggio e una determinazione notevole e una fede in Dio e nella Sua Provvidenza cieca, totale.

Strano, come delle persone resta alla fine quello che hanno tracciato..di lei a me rimangono tanti ricordi legati alla età più strabiliante, la sua immagine piccola e minuta tutta raccolta , quasi una straordinaria nicchia sacra, lei la sua sedia e le sue mani a sferuzzare calze di lana, i gomitoli colorati che si indravedevano da un cestino poggiato ai suoi piedi, la sua gatta dispettosa e i suoi brotolii divertenti ma anche quello che lei ha saputo scrivermi nella memoria ,marchiando con i suoi detti e le sue antiche citazioni angoli del cuore dove ho bisogno di essere solleticata. Ed ogni volta che mi ritrovo a dover superare momenti difficili pensarla mi fa riflettere ,mi conforta, mi sprona.

Come biasimarla? É vero che ci sono periodi che devi necessariamente raggiungere quel grado di buio per ritrovare la forza di ricominciare, ma oltre quello “scuro” come lo chiamava la mia nonna incontri la liberazione.

Non si tratta soltanto di una difficoltà concreta che a tutti può succedere di vivere , a volte è la cecità dell’anima , quel lume che manca per scorgere una qualche minima possibilità di risalita da quel pozzo profondo di tedio e abbandono, dove tutto incontri tranne che un senso al vivere, scivolarci lentamente e quasi senza accorgersi, giorno dopo giorno, mese e anni qualche volta,quella fine lenta e inesorabile a cui ti condanni e dalla quale non riesci a ritornare…ma dal quale arriva inevitabile quel grido di pietà dell’anima violentata da tanta oscurità e non puoi che domandarti come salvarti , chi ti salverà..quale sarà quel moto propulsore che ti rigetterà dalle tenebre alla luce. Da quel luogo invisibile dove hai esaurito ogni richiesta, ogni quesito è da dove esali ogni respiro con una fatica innaturale e chiedi se davvero é tutto qui? Se non rimane altro per te oltre ciò che hai assoporato gustato e rimpianto dalla vita , quel senso di fine allo stupore o alla bellezza , alla magia , alla commozione, all’ entusiasmo allo strabiliante gusto bellissimo di ogni giorno nuovo che arriva.

Sono grande abbastanza per dirvi che nella mia storia ho conosciuto parecchie sfumature del nero più nero della pece: vicissitudini, intralci e dolori…gran parte di esse disegnate da un misterioso disegno che fa parte della vita di tutti credo , ma buona parte frutto di scelte e percorsi personali discutibilissime e con il senno del poi definiamo errori , ma vi assicuro che mia nonna sullo “scuru più scuru” si sbagliava…esiste il fondo nel fondo, un grido di salvezza che resta inascoltato per un tempo che cancella tutto ciò che vale la pena tenere a mente, e un buio che oltrepassa ogni spazio fisico e temporale, lì davvero vai a patti con la vita a volte chiedi solo una semplice tregua e altre ti domandi se è questo tornare così nudi e fragili , così senza sostanza alcuna sia l’inizio di una nuova vita, e ti senti soltanto un vaso vuoto pronto ad essere riempito daccapo…si possono sperimentare mille vite in un’unica esistenza , morire e rinascere sempre. e ancora ..spero per me sia la volta buona, di venire presto al mondo con un viso di Sole e cuore di gioia e fortuna.

Ogni gestazione richiede la sua cura, tempo di crescita che si nutre di ogni risorsa vitale,interpretazione di ogni minimo rumore..il battito é forte e chiaro questo per adesso l’unico segnale di speranza.

Giusy Montalbano

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