Calendario…

Un altro compleanno mi troverà qui,
spettinato, in pigiama così
guardando il calendario, arrossirò,
e di un anno, più vecchio sarò
e poi, un alibi lo trovo semmai, vedrai!
Ti sembrerò insicuro, e confuso e già,
questi tempi, sono duri, si sa,
a stento, mi sopporto da anni ormai.
La domanda è la stessa: chi sei?
E’ vero. Sono l’unico amico che ho.
Sincero.
Finché sincero sarò, io vivrò. Io vivrò!
Si può morire, una volta di più.
Si può morire, se ti butti giù.
Si può morire, se non vivi mai.
Buon compleanno se resisterai!
Si può morire, se non trovi un’idea.
O indossi una pelle, che non è la tua.
Si può morire, non sempre da eroi.
Per questo silenzio, risposte ne hai?
Un altro compleanno! Ma senza di te.
Proprio adesso, non sei qui con me.
Preso dal successo e dalla tua vanità.
Il tempo passa te ne accorgi? Chissà
Amanti. Buon compleanno a voi!
Ai naviganti.
E ai cuori distanti ed a voi, giorni miei. Vinti mai!
Si può morire, di felicità.
A volte si muore e nessuno lo sa!
Si muore cantando. Ridendoci su.
Hai provato a morire, una volta, anche tu?
Morte apparente. Paura mi fai!
Morire per niente, è morire, semmai.
Se il corpo sente. La mente no.
Che senso avrà vivere? Davvero non so.
Di compleanni., ne festeggerò
Il coraggio, spero ancora ci sarà.
E chi mi dirà:/ Felice compleanno a te!
A te

Renato Zero

E non poteva mancare, oggi questa canzone che mi accompagna ad ogni compleanno…passano gli anni, le spalle si curvano un po’ sotto il peso di qualche consapevolezza in più…ma rieccomi qui, a farmi coraggio e sorridermi una volta di più: viva! e non per il respiro, ma per questo muscolo forte di sangue e battiti, più forte di ogni avversità! Buon compleanno a me!  Oggi ho voluto spegnere le candeline (soltanto due…gli anni non ci stavano sulla mia bella torta, ho chiuso gli occhi ed espresso il mio desiderio, proprio come da bambina, credendoci davvero! Buona fortuna!  Si dovrebbe  augurare ogni giorno, ai naviganti che ne sanno cogliere il significato  e lo sanno bene tutti coloro che sfidano il tempo, il vento e le tempeste ogni giorno..tutti i giorni  per  arrivare al Sole!

Giusy Montalbano

9 pensieri su “Calendario…

  1. Nei giardini che nessuno sa…

    Senti quella pelle ruvida.
    Un gran freddo dentro lanima,
    fa fatica anche una lacrima a scendere giù.
    Troppe attese dietro langolo,
    gioie che non ti appartengono.
    Questo tempo inconciliabile gioca contro te.
    Ecco come si finisce poi,
    inchiodati a una finestra noi,
    spettatori malinconici,
    di felicità impossibili
    Tanti viaggi rimandati e già,
    valigie vuote da uneternità
    Quel dolore che non sai cosè,
    solo lui non ti abbandonerà mai, oh mai!
    E un rifugio quel malessere,
    troppa fretta in quel tuo crescere.
    Non si fanno più miracoli,
    adesso non più.
    Non dar retta a quelle bambole.
    Non toccare quelle pillole.
    Quella suora ha un bel carattere,
    ci sa fare con le anime.
    Ti darei gli occhi miei,
    per vedere ciò che non vedi.
    Lenergia, lallegria,
    per strapparti ancora sorrisi.
    Dirti si, sempre si,
    e riuscire a farti volare,
    dove vuoi, dove sai,
    senza più quei pesi sul cuore.
    Nasconderti le nuvole,
    quellinverno che ti fa male.
    Curarti le ferite e poi,
    qualche dente in più per mangiare.
    E poi vederti ridere,
    e poi vederti correre ancora.
    Dimentica, cè chi dimentica
    Distrattamente un fiore una domenica
    E poi silenzi. E poi silenzi.
    Nei giardini che nessuno sa
    Si respira linutilità.
    Cè rispetto grande pulizia,
    è quasi follia.
    Non sai come è bello stringerti,
    ritrovarsi qui a difenderti,
    e vestirti e pettinarti si.
    E sussurrarti non arrenderti
    nei giardini che nessuno sa,
    quanta vita si trascina qua,
    solo acciacchi, piccole anemie.
    Siamo niente senza fantasie.
    Sorreggili, aiutali,
    ti prego non lasciarli cadere.
    Esili, fragili,
    non negargli un po’ del tuo amore.
    Stelle che ora tacciono,
    ma daranno un segno a quel cielo.
    Gli uomini non brillano
    Se non sono stelle anche loro.
    Mani che ora tremano,
    perché il vento soffia più forte
    non lasciarli adesso no.
    Che non li sorprenda la morte.
    Siamo noi gli inabili,
    che pure avendo a volte non diamo.
    Dimentica, cè chi dimentica,
    distrattamente un fiore una domenica
    e poi silenzi. E poi silenzi

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