Riflessi….

Sono fatta di cose nascoste. Sono fatta di cose che non mi riesce di  mostrare subito, che qualche volta dimentico di avere…sono fatta di cose nascoste. Mi piace sussurrarle a bassa voce, silenziosamente. Come la dolcezza. E’ estrema. E’ celata nelle parole, negli occhi, nei sorrisi. E’ Dentro, nei sogni. Tace, è radicata dentro. E’ custodita gelosamente. Chi smuove la corazza, la mia corazza fatta di cemento, di dura fragilità, mi fa tremare. Tocca la mia sensibilità, posa una mano sul cuore. Sono fatta di cose nascoste, e ogni piccola cosa mi emoziona. Non mostro facilmente la dolcezza, ma ne scrivo, ne parlo. E’ scritta sulle mani, sulle lacrime, su un abbraccio. E’ tutta lì. Sono fatta di cose nascoste. Come la luna, alla notte mi mostro un po’ alla volta….sono fatta di cose nascoste ..cose belle…che si svelano ad ogni riflesso …riverberi  fantastici sa disegnare il cuore colpito dall’Amore!

….

Se vuoi conoscere i tuoi pensieri di ieri osserva il tuo corpo oggi
Se vuoi sapere come sarai domani osserva i tuoi pensieri di oggi

Ci penzi quannu abballaumu
E dintra allocchi tutte e dui ni vaddaumu.
Stu novu amicu tò nan sapi nenti… No sapi caia statu ju lu tò amanti.
Li turchi mi pigghiaru intra lu cori
A tradimentu marrubbaru lamuri
nzignatimi la via prima cà scura
ca di sti patti stannu darretu e mura.
Si no mi cuccu n terra o nda lu lettu
Ca di li vermi sugnu già mangiatu tuttu*.
Si no mi cuccu n terra o nda lu lettu…

Curri e na stanca u cavaddu i Monreali
U tempu sta finennu na n ci pinzari
macari aceddi sunu stanchi di cantari
su tempu…
mi laia passatu tra peni e turmenti
li peni di lu nfernu nan su nenti

(Franco Battiato, Ferro Battuto, 2001)

Se vuoi conoscere i tuoi pensieri di ieri osserva il tuo corpo oggi
Se vuoi sapere come sarai domani osserva i tuoi pensieri di oggi
Ricordi quando ballavamo
e dentro gli occhi tutti e due ci guardavamo.
Questo tuo nuovo amico non sa niente…non sa che sono stato io il tuo amante.
I turchi mi presero fin dentro il cuore
a tradimento mi rubarono l’amore
insegnatemi la via prima che faccia scuro
perché da queste parti si appostano dietro i muri.
Se no mi distendo per terra o nel letto
perché dai vermi sono già mangiato tutto
se no mi distendo per terra o nel letto…
Corre e non si stanca il cavallo di Monreale.
Il tempo sta finendo non ci pensare
anche gli uccelli sono stanchi di cantare
se il tempo…
Mi sono dibattuto tra pene e tormenti
le pene dell’inferno non sono niente.

Bellissime le frasi in sottofondo,credo in arabo,mi ricordano le grida nei mercati della “vucciria”!

Sono qui…

In noi continuano ad abitarci ombre e luci che attendono alle malinconie. Si desidera, forse,  l’oblìo di trame che vediamo come attraverso un velo che ci separa ai sogni mai veramente aperti. Dopo essere stati felici, anche solo per un attimo di vita,  il racconto dei sogni può divenire insopportabile senza una fede nella vita, perché la direzione delle memorie e la loro intensità è sempre ingannevole per la nostra fragilità d’animo. Non v’è nessun abisso fuori di noi ad attenderci: le nostre paure ci abitano perché spesso abbiamo reso il cuore un labirinto oscuro da percorrere.

Anch’io ho la mia fede, l’immenso e la purezza a cui mi aggrappo con ogni forza quando il buio mi assale…una fonte d’Amore e Bellezza capace di rivoltarmi l’anima per farmi tornare alla Vita…è una fede travagliata, conquistata, persa tante volte e mille volte ritrovata.

A volte si ha la sensazione che il cuore non possa reggere di fronte alla bellezza quando si tinge di ogni cosa pura.  E l’amore è il cardine su cui possiamo far girare la nostra vera umanità ed eternità.

Ho amato, ed amo, tutte le persone che si sono avvicinati ai miei scritti, in particolare ad uno/a che in un’ultima sua missiva ha chiesto perdono per tutti gli insulti fatti alla mia persona. Non so cosa sia successo nel suo cuore, ma le sue parole hanno destato in me un senso di gratitudine e speranza.
Caro amica/o: chiunque tu sia, se continui a leggermi, sappi che ci ritroveremo;  e le mie mani tese verso di te immagina siano un ensemble di melodie del cuore, straordinariamente bello.

Ho amato, ed amo, quelle persone a cui raramente scrivo o non del tutto.  Se non li visito ciò non vuol dire che non leggo i loro scritti. So che hanno un cuore forte, e il loro dire aiuta e conforta altri nel bisogno. A me basta, saperli giusti. Non occorre altro..

Succede spesso, quando qualcuno scrive o ci racconta l’intimità dei propri pensieri, in risposta riceve una nota dissonante, rimanendo nell’ incomprensione reciproca, e così provocare un’emorragia d’amore.

Per questo ho sempre timore di scrivere un commento che non sia in sintonia in chi scrive; pur tuttavia, quando non ci riesco, ed avviene, questo mio timore cerco sempre di accompagnarlo almeno con profondo rispetto.

Forse, il mio scrivere somiglia a ciò che scriverebbe una matta da legare. Forse.
Ma sono anche consapevole, che la pazzia di un cristiano, che ha posto la speranza in Cristo e nella Scrittura, è infinitamente più pacifica della pazzia del mondo. Di questo mondo.

Ps: nessuno si dovrebbe vergognare di parlare di Gesù.  Eppure accade; più frequentemente di quanto si possa pensare. “Chi si vergognerà di me, io mi vergognerò di lui davanti al Padre mio che è nei cieli”. Però, è vero: sarà sempre un personaggio scomodo. Soprattutto per ciò che diceva di essere. Soprattutto perché amava gli ultimi di questo mondo: quelli che a noi ribaltano la coscienza; quelli che incontriamo sulle strade del mondo e ci trovano indifferenti, avvinghiati ai nostri amuleti e vani ragionamenti.

In questo pomeriggio piovoso….

Troppe volte zero, non vuol dire uno,
c’è qualcosa che brucia in tutto questo fumo..

È come il giorno che cammina,
come la notte che si avvicina,
come due occhi che stanno a guardare,
da dietro una tenda e non si fanno notare.
È come un albero nel deserto,
come un trucco non ancora scoperto,
come una cosa che era meglio non fare,
come il cadavere di una stella, sulla schiuma del mare.
È fulmine, è grandine, è polvere, è siccità,
acqua che rompe l’argine e lascia una riga nera,
al primo piano di una città.
C’è qualcuno che bussa, baby , aspettavi qualcuno?
Ho guardato di fuori baby
e non ho visto nessuno.
C’è qualcuno che bussa, baby, e muove la coda,
c’è qualcosa che passa in questa stanza vuota.

Come una sagoma sul pavimento,
come sabbia sotto al cemento,
come una magra malattia,
come il passato, in una fotografia.
Come una terra che diventa straniera,
come un mattino che diventa sera,
sera di un giorno di festa e di pioggia che diventa tempesta.
Come un lungo saluto,
come un sorriso che dura un minuto,
come uno sguardo buttato al futuro,
come un’occhiata, al di là del muro.

È venuto qualcuno , baby, che non si è presentato.
È venuto lo stesso, baby, ma non era invitato
È venuto qualcuno, baby, che ci guarda e sta zitto
e c’è qualcosa che cambia sotto questo soffitto..

È come il giorno che cammina,
anzi è come la notte che si trascina,
come una nuvola sulla coscienza,
come l’apocalisse, in un racconto di fantascienza.
Come dal nocciolo di un’esplosione,
come dal chiuso di una nazione,
come dal coro di una cattedrale
o dalla tana di un animale
come dal buco di una chiave
come dal ponte di un’astronave
come io e te che stiamo a guardare
tutte queste cose…..
.. mmmh passare.

P.S: tante e tante cose passare in un pomeriggio settembrino…mentre  “piove” più dentro che fuori….

Di strade, vie e notte….

Io non so se avete mai provato la sensazione e il desiderio improvviso di allontanarvi…da qualcosa, qualcuno..dal tutto e dal niente, a me capita, succede spesso che ad un tratto ogni parola, ogni gesto ed ogni silenzio diventa insopportabile ed allora afferro le chiavi dell’auto quella che tutti qui in casa snobbano perchè piccola e tutta ammaccata…quella che un tempo abbiamo acquistato dopo un lungo periodo di sacrifici..mettendo da parte ogni centesimo ..fino a raggiungere la fatidica somma di duemila euro…un utilitaria, piccola cilindrata, esigue pretese di mantenimento…rigorosamente di seconda mano,ricordo quel giorno..eravamo elettrizzati…finalmente , avevamo raggiunto il nostro obiettivo, in un momento che facevi persino fatica a desiderare qualcosa, tempi scuri allora!…ma tutti qui in casa sembrano averlo dimenticato..ora si esce soltanto con la berlina nuova di zecca, inutili prediche le mie a ribadire che non sono queste le cose importanti della vita, che non è da ciò che si possiede che si misura il valore di una persona, parole al vento! Ah, la gioventù!  sopporto perchè so, che avranno tempo per comprendere , tollero perchè capisco che alla loro età si è concentrati su altro e l’esistenza appare così facile e leggera! 

Amo guidare di notte, quando le strade sono libere e ti avvolge soltanto il rumore della musica nell’abitacolo della tua auto….quando tu  ti sei allontanata appena qualche chilometro da casa e ti senti distante anni luce…irraggiungibile…amo incrociare qualche sguardo solitario nella notte e immaginare così di essere una tra mille che in quel preciso momento è altrove…amo le mie mani sul volante e credere che a decidere ogni cosa..velocità, accelerazione,frenata,retromarcia…sono io e soltanto io…amo la strada davanti..che sembra infinita..che può portarmi ovunque io desideri, amo sentire il mio respiro, affannoso, tranquillo che marcia in sintonia con i mie pensieri, amo il mio cuore che sembra correre..correre e poi calmarsi di colpo per farmi sentire che esisto…ed amo le mie lacrime che non si vergognano di scendere sul viso…mentre i singhiozzi finalmente diventano muti e la via mi abbraccia con le sue curve e i suoi bivi…sembra dirmi …guida piano…la strada per un viaggio ti è amica se cerchi il Mare!

Perché no?

tumblr_kxysciOxic1qb2b92o1_500

Nei giorni scorsi ho accettato la richiesta di mia figlia che mi chiedeva una mano per lo studio in vista di un esame importante, bene dopo giorni e giorni di fatica il test è stato egregiamente superato con enorme gioia di entrambe…abbiamo esultato felici e soddisfatte, contente finalmente per aver ottenuto una bella soddisfazione, io mi sono sentita finalmente sollevata e sgravata di un pensiero che ha tenuto campo tra le mie solite preoccupazioni, pensavo fosse finita fino a quando mia figlia con la sua aria leggera e trasognante tra il serio e il faceto mi ha detto: Mamma, perchè non ti iscrivi anche tu? perchè non continui i tuoi studi…in fondo è sempre stato un tuo desiderio…!

Scherzi? ho risposto,incredula e sorpresa….ti rendi conto? ho accantonato da tempo questa opportunità…alla mia età? non ne vedo alcuna utilità…

Sembrava un discorso chiuso e invece no….perchè per giorni e giorni questa “pulce” nell’orecchio ha continuato a tormentarmi..fino a ieri, fino a quando ieri mattina mi sono recata dal direttore del corso in questione dopo aver percorso la strada fin lì con aria decisa e divertita ridendo tra me e me per ciò che avevo intenzione di fare.

Buongiorno! ho detto alla segretaria con tono allegro e eccitato…vorrei vedere il Direttore…è possibile?

Lei è…? genitore di?  mi ha risposto la signora attempata dallo sportello.

Sono Montalbano…Montalbano ..e sono qui per me, ho risposto.

L’incontro con il Dirigente è stato breve…qualche domanda o meglio curiosità in più rispetto al normale, comprensibile ovviamente alle quali ero naturalmente preparata.

Mi perdoni, perdoni la mia curiosità…mi ha detto quest’uomo dalla stazza gigante pervaso da una gentilezza delicata…come mai ha deciso di riprendere a studiare? 

Avrei voluto dire una miriade di cose, avrei potuto offrire mille motivazioni, dire ad esempio che ho smesso di studiare per dedicarmi completamente e totalmente alla mia famiglia, rinunciando ad ogni aspettativa, possibilità, ambizione che riguardasse me e soltanto me, votandomi interamente all’educazione e alla crescita dei miei figli….dire che all’età giusta avevo in mente  un’esistenza ricca di soddisfazioni e carriera e successi personali..ma poi al bivio, uno dei tanti della mia esistenza ho scelto..ed eccomi qui, dopo 25 anni di professione “mamma”…con i figli oramai cresciuti  ad assistere, partecipare, condividere e spartire gioie e traguardi che appartengono a loro, ad osare pensare un po’ a me….dire che ho visto morire mia madre a 60 anni e portarsi dietro un bagaglio immenso di rimpianti e sogni infranti..ed è stata una pena atroce di cui porto ancora i segni e da questo ho compreso che è l’ultima cosa che non voglio mi accada…avrei potuto dire…. che  tutta la mia “opera” educativa é stata sempre improntata sulla conoscenza che mira alla formazione umana e spirituale di ogni essere,  e dire pure che se c’è una cosa che la Vita mi ha insegnato e che il tempo è solo uno strumento come tanti altri e finché resiste esiste pure la possibilità di cambiare …non ho detto niente, non ho nemmeno accennato ..ho stretto tra le mani il mio programma di studio e con un sorriso acceso e il cuore pieno di speranza ho esclamato: Perché no?

Il-volti-dellAzheimer-10

«Più invecchio anch’io, più mi accorgo che l’infanzia e la vecchiaia non solo si ricongiungono, ma sono i due stati più profondi in cui ci è dato vivere. In essi si rivela la vera essenza di un individuo, prima o dopo gli sforzi, le aspirazioni, le ambizioni della vita. […] Gli occhi del fanciullo e quelli del vecchio guardano con il tranquillo candore di chi non è ancora entrato nel ballo mascherato oppure ne è già uscito. E tutto l’intervallo sembra un vano tumulto, un’agitazione a vuoto, un inutile caos per il quale ci si chiede perché si è dovuto passare».

Marguerite Yourcenar, “Archivi del Nord”

A proposito di scuola…(da consegnare agli insegnati dei nostri figli)

1508002_1081257438568257_7429301268830487474_n

Caro maestro,
lei dovrà insegnare al mio ragazzo
che non tutti gli uomini sono giusti,
non tutti dicono la verità;
ma la prego di dirgli pure
che per ogni malvagio c’è un eroe,
per ogni egoista c’è un leader generoso.

Gli insegni, per favore,
che per ogni nemico ci sarà anche un amico
e che vale molto più una moneta guadagnata
con il lavoro che una moneta trovata.
Gli insegni a perdere,
ma anche a saper godere della vittoria,
lo allontani dall’invidia e gli faccia riconoscere l’allegria profonda di un sorriso silenzioso.

Lo lasci meravigliare del contenuto dei suoi libri,
ma anche distrarsi con gli uccelli nel cielo,
i fiori nei campi, le colline e le valli.

Nel gioco con gli amici,
gli spieghi che è meglio una sconfitta onorevole
di una vergognosa vittoria,
gli insegni a credere in se stesso,
anche se si ritrova solo contro tutti.

Gli insegni ad essere gentile con i gentili
e duro con i duri
e a non accettare le cose
solamente perché le hanno accettate anche gli altri.

Gli insegni ad ascoltare tutti ma,
nel momento della verità, a decidere da solo.

Gli insegni a ridere quando è triste
e gli spieghi che qualche volta
anche i veri uomini piangono.

Gli insegni
ad ignorare le folle che chiedono sangue
e a combattere anche da solo contro tutti,
quando è convinto di aver ragione.

Lo tratti bene, ma non da bambino,
perché solo con il fuoco si tempera l’acciaio.

Gli faccia conoscere
il coraggio di essere impaziente
e la pazienza di essere coraggioso.

Gli trasmetta una fede sublime nel Creatore
ed anche in se stesso,
perché solo così può avere fiducia negli uomini.

So che le chiedo molto,
ma veda cosa può fare, caro maestro”.

Lettera di Abraham Lincoln all’insegnante di suo figlio