Il-volti-dellAzheimer-10

«Più invecchio anch’io, più mi accorgo che l’infanzia e la vecchiaia non solo si ricongiungono, ma sono i due stati più profondi in cui ci è dato vivere. In essi si rivela la vera essenza di un individuo, prima o dopo gli sforzi, le aspirazioni, le ambizioni della vita. […] Gli occhi del fanciullo e quelli del vecchio guardano con il tranquillo candore di chi non è ancora entrato nel ballo mascherato oppure ne è già uscito. E tutto l’intervallo sembra un vano tumulto, un’agitazione a vuoto, un inutile caos per il quale ci si chiede perché si è dovuto passare».

Marguerite Yourcenar, “Archivi del Nord”

5 pensieri su “

  1. Qui, secondo me, si parla della vecchiaia estrema, quell’ultimo tratto del sentiero della vita che a me pare il più spaventoso, benché, per fortuna, quando ci troviamo a percorrerlo, non ci accorgiamo della sua desolante inutilità. Sono gli anni in cui ci sentiamo “al di fuori”, semplicemente perché non abbiamo più desideri, abbiamo dimenticato passato e rimpianti, non abbiamo più sogni. I bambini invece… pur nell’estrema innocenza, hanno gli occhioni spalancati sulla vita e desiderano raggiungere i loro piccoli obiettivi, sperimentano, si mettono in gioco, provano intense emozioni. Non c’è paragone che tenga!

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