Perché no?

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Nei giorni scorsi ho accettato la richiesta di mia figlia che mi chiedeva una mano per lo studio in vista di un esame importante, bene dopo giorni e giorni di fatica il test è stato egregiamente superato con enorme gioia di entrambe…abbiamo esultato felici e soddisfatte, contente finalmente per aver ottenuto una bella soddisfazione, io mi sono sentita finalmente sollevata e sgravata di un pensiero che ha tenuto campo tra le mie solite preoccupazioni, pensavo fosse finita fino a quando mia figlia con la sua aria leggera e trasognante tra il serio e il faceto mi ha detto: Mamma, perchè non ti iscrivi anche tu? perchè non continui i tuoi studi…in fondo è sempre stato un tuo desiderio…!

Scherzi? ho risposto,incredula e sorpresa….ti rendi conto? ho accantonato da tempo questa opportunità…alla mia età? non ne vedo alcuna utilità…

Sembrava un discorso chiuso e invece no….perchè per giorni e giorni questa “pulce” nell’orecchio ha continuato a tormentarmi..fino a ieri, fino a quando ieri mattina mi sono recata dal direttore del corso in questione dopo aver percorso la strada fin lì con aria decisa e divertita ridendo tra me e me per ciò che avevo intenzione di fare.

Buongiorno! ho detto alla segretaria con tono allegro e eccitato…vorrei vedere il Direttore…è possibile?

Lei è…? genitore di?  mi ha risposto la signora attempata dallo sportello.

Sono Montalbano…Montalbano ..e sono qui per me, ho risposto.

L’incontro con il Dirigente è stato breve…qualche domanda o meglio curiosità in più rispetto al normale, comprensibile ovviamente alle quali ero naturalmente preparata.

Mi perdoni, perdoni la mia curiosità…mi ha detto quest’uomo dalla stazza gigante pervaso da una gentilezza delicata…come mai ha deciso di riprendere a studiare? 

Avrei voluto dire una miriade di cose, avrei potuto offrire mille motivazioni, dire ad esempio che ho smesso di studiare per dedicarmi completamente e totalmente alla mia famiglia, rinunciando ad ogni aspettativa, possibilità, ambizione che riguardasse me e soltanto me, votandomi interamente all’educazione e alla crescita dei miei figli….dire che all’età giusta avevo in mente  un’esistenza ricca di soddisfazioni e carriera e successi personali..ma poi al bivio, uno dei tanti della mia esistenza ho scelto..ed eccomi qui, dopo 25 anni di professione “mamma”…con i figli oramai cresciuti  ad assistere, partecipare, condividere e spartire gioie e traguardi che appartengono a loro, ad osare pensare un po’ a me….dire che ho visto morire mia madre a 60 anni e portarsi dietro un bagaglio immenso di rimpianti e sogni infranti..ed è stata una pena atroce di cui porto ancora i segni e da questo ho compreso che è l’ultima cosa che non voglio mi accada…avrei potuto dire…. che  tutta la mia “opera” educativa é stata sempre improntata sulla conoscenza che mira alla formazione umana e spirituale di ogni essere,  e dire pure che se c’è una cosa che la Vita mi ha insegnato e che il tempo è solo uno strumento come tanti altri e finché resiste esiste pure la possibilità di cambiare …non ho detto niente, non ho nemmeno accennato ..ho stretto tra le mani il mio programma di studio e con un sorriso acceso e il cuore pieno di speranza ho esclamato: Perché no?

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«Più invecchio anch’io, più mi accorgo che l’infanzia e la vecchiaia non solo si ricongiungono, ma sono i due stati più profondi in cui ci è dato vivere. In essi si rivela la vera essenza di un individuo, prima o dopo gli sforzi, le aspirazioni, le ambizioni della vita. […] Gli occhi del fanciullo e quelli del vecchio guardano con il tranquillo candore di chi non è ancora entrato nel ballo mascherato oppure ne è già uscito. E tutto l’intervallo sembra un vano tumulto, un’agitazione a vuoto, un inutile caos per il quale ci si chiede perché si è dovuto passare».

Marguerite Yourcenar, “Archivi del Nord”