A proposito di scuola…(da consegnare agli insegnati dei nostri figli)

1508002_1081257438568257_7429301268830487474_n

Caro maestro,
lei dovrà insegnare al mio ragazzo
che non tutti gli uomini sono giusti,
non tutti dicono la verità;
ma la prego di dirgli pure
che per ogni malvagio c’è un eroe,
per ogni egoista c’è un leader generoso.

Gli insegni, per favore,
che per ogni nemico ci sarà anche un amico
e che vale molto più una moneta guadagnata
con il lavoro che una moneta trovata.
Gli insegni a perdere,
ma anche a saper godere della vittoria,
lo allontani dall’invidia e gli faccia riconoscere l’allegria profonda di un sorriso silenzioso.

Lo lasci meravigliare del contenuto dei suoi libri,
ma anche distrarsi con gli uccelli nel cielo,
i fiori nei campi, le colline e le valli.

Nel gioco con gli amici,
gli spieghi che è meglio una sconfitta onorevole
di una vergognosa vittoria,
gli insegni a credere in se stesso,
anche se si ritrova solo contro tutti.

Gli insegni ad essere gentile con i gentili
e duro con i duri
e a non accettare le cose
solamente perché le hanno accettate anche gli altri.

Gli insegni ad ascoltare tutti ma,
nel momento della verità, a decidere da solo.

Gli insegni a ridere quando è triste
e gli spieghi che qualche volta
anche i veri uomini piangono.

Gli insegni
ad ignorare le folle che chiedono sangue
e a combattere anche da solo contro tutti,
quando è convinto di aver ragione.

Lo tratti bene, ma non da bambino,
perché solo con il fuoco si tempera l’acciaio.

Gli faccia conoscere
il coraggio di essere impaziente
e la pazienza di essere coraggioso.

Gli trasmetta una fede sublime nel Creatore
ed anche in se stesso,
perché solo così può avere fiducia negli uomini.

So che le chiedo molto,
ma veda cosa può fare, caro maestro”.

Lettera di Abraham Lincoln all’insegnante di suo figlio

Accade un giorno…

10675550_624579217648252_4149545877451337239_n

E accade un giorno, così quasi per caso che ti accorgi che hai raccolto dal tempo mille passi e non ti pare vero..come i tuoi piedi graffiati, il bruciore dei muscoli tesi dalla fatica, vero l’oblio e vera la foglia secca più fresca del germoglio e di tante altre cose si può dire, ma è ancora più vera la lontananza;

Accade un giorno…così per caso che comprendi la tua caparbia volontà di essere sempre assente alla noia e al disincanto perché solo così si manifesta la tua magia…quella di sentirsi vivi,  che insisti  nel ricercarti nel fuscello e mai nell’albero spiegato, mai nel pieno, sempre nel vuoto: in quello che anche al trapano resiste e non sai più se l’innocenza è un colpa oppure si coglie sulla soglia dei Lari;

Accade un giorno, così per caso che  sai che niente cambia dove niente è stato,nessuna fine arriva dove nulla è cominciato e non c’è rimpianto di un passato non vissuto,né alcuna nostalgia di un sogno mai sfiorato. Non una una stilla di lacrima a testimonianza del dolore,quando non esiste offesa se non nei recessi del cuore che è l’unico rifugio in cui poter tornare per ricordare il tempo di un attimo irreale;

Accade, si accade così per caso  che capisci che nulla di quello che ti è stato raccontato corrisponde a quello che sperimenterai sulla tua pelle, che non sempre è vero che dopo la pioggia torna il sereno, perché esistono intere stagioni imperversate  dagli scrosci insistenti del cielo e che non corrisponde a verità l’adagio che recita che “il momento più buio della notte è quello che precede l’aurora” …perché non c’è momento più scuro di quando ti accorgi di aver smesso di sperare;

(Ispirata da Montale…e da “un giorno per caso”)