Bambina io..bambino tu….

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I ricordi più belli profumano di cioccolato, caramelle e borotalco….

bacetti appiccicosi e linguacce…

tenerissima innocenza e delicata poesia…

Lui stava lì seduto nel giardino
ed era quasi nudo e piccolino
da dove era venuto non lo so
era normale che lui fosse li
aveva un occhio nero e un occhio blu
bambino mio, bambino oh.
Sembrava primavera ed era inverno
e c’erano dei fiori tutto intorno
doveva essere buio e c’era luce
e tutto quello che mi piace
aveva un occhio nero e un occhio blu
bambino mio, bambino oh.

Mi sono seduto in terra lì vicino
ed era lui mio padre e lui mio figlio
ho parlato di cose che non so
di cose che non ho saputo mai
aveva un occhio nero e un occhio blu
bambino mio, bambino oh.

E ninna oh e ninna ah
E ninna oh e ninna ah

Pane e sale

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Sono stata per un po’ di tempo nel profumo delle mie radici. Una casa, il mare.
Da sempre innamorati l’uno dell’altro: la casa, amorevolmente s’acquieta d’amore con il leggero sciabordio delle acque e il rumore delle onde.

Ho rivisto le mie sorelle, quattro…parenti, amici e conoscenti.

In questa stagione,  intensa di gente e  confusione con l’orizzonte segnato dallo scivolare in basso delle ombre dei tetti, la notte mostra solo il brillio di lontane stelle. Si assaporano momenti di particolare assenze e presenze, come il vuoto d’un pieno tutto da immaginare; un vuoto che si sostituisce a tutte le realtà conosciute e da re-inventare.
T’inventi una luce che sai esistere da qualche parte, desiderandola con tutte le forze, quasi fosse un’anticipazione di vita al supremo rifiuto del mondo dell’oscurità, e di tutte le sue imperfezioni e negatività.

Dalla soglia di casa, con le palpebre socchiuse, le ciglia hanno un impercettibile vibrazione.
Mi sono chiesta se si stia bene con i ricordi delle persone che ti hanno compresa, amata; perché senti che quella leggera e invisibile cerniera della propria anima non ti fa male a tenerla aperta, e gli sguardi dei ricordi ti entrano attraverso quella fessura gradualmente, attraversandoti le vie del sangue come una medicina che non può farti male; può solo aggiungere o farti riscoprire ciò che avevi sempre avuto dentro, ma che da sola non avresti mai potuto scoprire.
Forse, è questo il compito dell’amore: cercare di svelare l’insondabile, le invisibili perfezioni di chi ci ha amato da sempre. Ciò che si riesce a scoprire può essere solo una caparra, un’anticipazione.
Il resto verrà come un taglio del cielo, dove una immensa e brillantissima luce diagonale ci attraverserà con i versetti di una meravigliosa poesia, dolce e perfetta, mai scritta da mani d’uomo.

Mi piacerebbe scrivere sempre pensieri su un croccante foglio di carta e ascoltare l’altalenante e leggero graffiare come fossero note che salgono per una musica che non guardi al futuro incerto, ma solo per l’oggi, nell’attesa che il cuore diventi ingordo di tutte quelle volte che si è sentito esplodere, per poi ritornare nella quiete, in compagnia dei ricordi allineati o rinfusi come gagliardi soldatini di piombo, gremiti nella scatola intagliata e impreziosita da pezzi di vita vissuta. Teneramente e amorevolmente vissuta.

Dobbiamo perdere le gambe per capire la bellezza del poter camminare?

Dobbiamo perdere la vista per capire quanto sia bello vedere?

Dobbiamo vivere in un polmone artificiale per capire quanto sia bello respirare?

Dobbiamo necessariamente morire per capire la bellezza della vita?

Forse non è la Vita che volevamo, forse è soltanto un momento come tanti,

che si culla nell’altalena del tempo

forse…abbiamo accumulato troppi “se” e troppi “ma”…

forse poteva andare meglio o solo diversamente…

mistero dei misteri…

ma ci sono suoni e luci e rumori

oltre questo nostro piccolo mondo…

….

un giro in questo universo ogni tanto, fatto di tanti altri mille e mille cuori

può bastare a capire che è l’Amore..l’unico  mistero

che vale la pena di svelare

e senza il quale il mondo e la nostra stessa vita

nemmeno esisterebbero!