Me ne starò qui

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Me ne starò qui
all’ombra verde di un cipresso
attorcigliata e stretta a sciogliere tutti i miei distacchi
accarezzando pensieri e nostalgia
tremando con dolcezza e cuore
amando forte, più forte il vento
folata fresca d’aria che pettina  campi bruciati
di sole estivo cocenti
io rimarrò così
ammutolita dalla mia stessa voce
stanca di cantare preghiere e chiodi
conficcati in asciutta carne
senza più sangue da versare
mi troverai lì calma
perchè sono stata nomade
errabonda stremata dal deserto
e fiuto d’attesa che ha imparato ad aspettare
parlo di giorni che si scostano dal tempo
per divenire
e piango acqua che scorre per condurre
al mare sorgiva vera pura dei miei sogni
resto così
non so più perdermi
seguo scintille e presagi di fortuna
ho palpebre di falena
perrennemente attratte
da struggente luce che richiama.

Se Tu mi parli

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Se Tu mi parli
io resto senza rumore
ed ho parole che si assopiscono cullandosi
nel caos delle mie voci nomadi

in cerca di una sponda
dove vibrare
Se tu mi parli
è sempre dolce
è sempre Amore
quello che sento e non so cantare

Se Tu mi parli
io sono primula nell’altalena del Tuo vento
e cresco fiato e gioco
piccola e tenera nella foschia
dei pensieri che non trovano pace
tremante , incredula
sospiro di bellezza

Se Tu rispondi
le mie lacrime sono gocce di filigrana
arabeschi di luce e colore
che tingono la terra
nel mio deserto
dove muoio
per rinascere
nel silenzio che ha voce di Te.

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Ogni cosa invecchia, ogni bellezza appassisce, ogni colore si raffredda, ogni luminosità si affievolisce, e ogni verità diventa stantia e banale. Perché tutte queste cose hanno assunto una forma, e tutte le forme si logorano con l’usura del tempo; invecchiano, si ammalano, si frantumano e diventano polvere. A meno che non cambino.

Carl Gustav Jung