Storie di naviganti…

Io ritorno indietro a ieri

Ai piaceri ai dolori.

Io rinasco volentieri

Io, non resto qua, non voglio la carità!

Una capanna lungo il fiume.

Cacciatore, se avrò fame

Dalla terra generosa,

Se saprò aspettare nascerà una rosa

E’ vero

Su quel veliero in mezzo al mare naufragavo è vero!

Per un morso di serpente, sarei morto è vero

Che soffrivo, per il caldo e il gelo

E’ vero

Che ogni volta che fallivo, mi si apriva il cuore

Che barattavo le mie pelli per un po’ d’amore

Amore Una montagna da violare, l’amore.

Tu lo sai

Perché mai, ho tradito il mio coraggio

Perché poi mi rassegno così?

Lasciami provare?
Se mi posso riscattare!
Lascia che tramonti il sole?
Lascia pure la vendetta, a chi, vendetta vuole!
Agli ingordi, una vetrina?
Al condannato un altro giorno?
E a chi avrà pagato? fuori dall’inferno!
Vieni via
Pure tu?
Prima che sia troppo tardi?
Altrimenti, ti perdi chissà?

Lascia che tocchino il fondo!
Che si litighino il mondo?
Casomai ritroveremo Noè!!!
Porta, il cane tuo fedele?
Un po? di riso, due candele?
Per il sogno più ardito che hai!
Quando il cielo scoppierà?Noi saremo già lontani!!!

Dedicato.. eh già!

non ti perdere usa il cuore
per attraversare il mare
più coraggio amore
puoi fidarti delle stelle
quell’istinto può salvarti
è una seconda pelle

ancora un passo ed è poesia
non lasciarmi andare via
coraggiosi fino in fondo
vita adesso ti pretendo
e con tutta l’energia
la mia rabbia e quella tua
è bello stare al mondo
vita ti difendo
vita ti difendo
e già..

Un po’ del mio Mare…

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Sento cuori che sciamano, fuori dalle loro sedi abituali, come note fuggite dal pentagramma e tutti volano velocemente e con impazienza verso il luogo dove credono di trovare riparo.
Li percepisco, alcuni lo gridano, altri lo sussurrano, altri ancora lo sospirano quel denominatore comune, quel maledetto posto che si chiama Assenza.
Vorrei abbracciarli tutti, dargli un pezzo del mio, di cuore, non che sia sano o saldo, forse è talmente scassato e rappezzato e pieno di cicatrici da fare pena, ma batte ancora forte e sa “sentire”, soprattutto in certi giorni , come questo, quando senza una ragione il cielo ti cade addosso..
Vi do un po’ del mio mare, come faccio spesso, a me racconta sempre una carezza, magari guardandolo sarà così anche per chi, inseguendo il proprio di cuore, passasse di qui.

Bellezza

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“Ho veduto una sola volta l’unica, colei che la mia anima cercava, e la perfezione che noi collochiamo al di sopra delle stelle, che noi allontaniamo sino alla fine del tempo, questa perfezione l’ho sentita presente. Era là, questo essere supremo, là nella sfera dell’umana natura e delle cose esistenti. Non vi domando più dove essa è: è esistita nel mondo e può tornarvi; vi è soltanto nascosta. Non domando più che cosa sia, l’ho veduta, l’ho conosciuta. O voi, che cercate quanto vi è di più alto e di più perfetto, nella profondità della sapienza, nel tumulto dell’azione, nel buio del passato, nel labirinto del futuro, nelle tombe e al di sopra delle stelle! Conoscete il suo nome? Il nome di ciò che è uno e tutto? Il suo nome è bellezza.”

Friedrich Hölderlin, Iperione

” A causa di qualche canzone dove ho parlato del loro mistero
le donne sono state eccezionalmente gentili con la mia vecchiaia”

creano un luogo segreto
nelle loro vite indaffarate
e mi ci portano
si spogliano nude
nei loro diversi modi
e dicono
“guardami Leonard
guardami un’ultima volta”
poi si chinano sul letto
e mi coprono
come un bambino tremante

Leonard Cohen

Di freddo e di Tua presenza

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Dammi ancora la prova, la spaziosa illusione, che le cose mi vedano, qui, nel tremore di luci, nella casa varata, senza remi nel buio, per i flutti del gelo, quelle dita che accorrono, al silenzio dei vetri, distilla un rumore, che salga tra i fili, dividi un respiro, tra il vuoto e la voce, propaga le braccia, sospingile a me, fra le mura del freddo.