Da madre a figlia

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“No, io non ti auguro di non sbagliare e di non cadere, sono tua madre e preferirei saperti sempre al sicuro, dal dolore, da quel senso di impotenza che ti prende proprio alle spalle quando credi di essere invincibile, forte…ti auguro di non smettere mai di provarci, qualunque cosa accada, non mi sono mai piaciute le persone che non osano, tutte quelle che si accontentano…che non rischiano, che nel gioco della vita restano in disparte, stringendo forte tutte le loro sicurezze, e si fanno bastare tutto, persino la noia…a loro preferisco i folli, gli audaci che hanno percepito in un solo momento che può esserci altro e per questa ragione non si adeguano alla mediocrità di vivere a metà…spaccati in due, una parte tutto cò che bramano  e dall’altra tutto ciò che invece gli tocca di avere…ti auguro di scivolare, farti male, scorticarti fino a sanguinare in quest’arena fatta di maschere che recitano a memoria un copione che qualcuno ha messo loro in mano…per essere vera, per essere te, con il cuore leggero,spoglio di tutte le aspettative che ti hanno incollato addosso…un ghigno di dolore sulle labbra e l’Anima grande di chi  ha pagato in solitudine ogni suo sogno e conosce benissimo l’abbraccio dell’Amore che ti ripara da ogni cosa!..ovunque nella vita tu sarai..poco più in là mi troverai, con lo sguardo fiero di chi sa cosa significa perdere e l’ostinata forza di tentare ancora e ancora..ingoiando lacrime e tirando su il naso…fino a sorridere di ogni tuo errore senza sentirti per questo un’immancabile frana !”

Fenice

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Cantava la Fenice ardente dal lungo collo d’oro
dai colori cielo e sangue
mentre la fiamma bruciava…
cantava ed il suono era la voce dei delfini
che trascinavano un cuore lacerato
negli abissi del mare
acqua e sale a ricucire gli strappi
orlando contorni e delimitando confini
disorientata e sola
nella vastità del profondo
sgomento e timore annodato nel ventre
mentre gli occhi famelici della morte
reclamavano bandiera
cantava Fenice
fuoco e brace dispersa, annusando l’odore
della sua carcassa vuota
della mente buco del dolore
la sua voce…onda soave a sollevare
fino a non sentire più distanza e nemmeno braccia
fino al silenzio a rompere tutto il rumore
Fenice…dal lungo collo d’oro
che danza volando divampando viva.

Bella notte silenziosa.

giro bloggando ... ⛩'Dio é un gemito, é un bacio e la preghiera é il respiro dell'Anima.⛩

Ci sono versi – a volte intere poesie – / che neanch’io so cosa vogliono dire. Quello che non so / mi trattiene ancora.

Bella notte silenziosa

GHIANNIS RITSOS

DURATA

La notte ci guarda tra il fogliame delle stelle.
Bella notte silenziosa. Verrà una notte
in cui non ci saremo. E anche allora
il granoturco canterà le sue antiche canzoni,
le mietitrici s’innamoreranno accanto ai covoni,
e tra i nostri versi dimenticati
come tra le spighe gialle
un viso giovane, illuminato dalla luna,
guarderà come noi stanotte,
quella piccola nube d’argento
che si piega e appoggia la fronte sulla spalla dell’altura.
 
(da Esercizi, 1950-1960 – Traduzione di Nicola Crocetti)
.

Una bella notte d’estate: il poeta greco Ghiannis Ritsos (1909-1990) vive il momento e la sua persistenza nel tempo. Quell’emozione, quella poesia intessuta dal vento che accarezza le spighe di un campo di grano e dalla luna che illumina…

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