Gemme n° 191

ci incontriamo come barche
che poi sfiorano poi via
un saluto da lontano
poi un eterna nostalgia
non è vero che si cambia
si peggiora casomai
si induriscono le arterie
e si sciolgono i ghiacciai
non ho un nome
non ho un posto
non mi abituo ad andar via
tengo dentro e porto appiccicato addosso
quell’istante di magia
quando siamo come ora
insieme …

oradireli

Questa canzone per me è molto significativa perché mi fa pensare al rapporto speciale con una persona importantissima. L’ho ascoltata in aeroporto in attesa della partenza per Londra con la classe. Dovendo restare senza vederlo per una settimana, ho pensato al momento magico dell’incontro con lui al rientro”. La canzone “Insieme” di Jovanotti è stata la gemma di G. (classe terza).
Ho conosciuto una ragazza vent’anni fa; non immaginavo in quel momento che sarebbe diventata mia moglie. Ma quanto sento i miei studenti parlare dell’amore, è lei che mi viene in mente. Le parole della canzone sono perfette: “ci incontriamo come barche che poi sfiorano poi via, un saluto da lontano, poi un’eterna nostalgia. Non è vero che si cambia, si peggiora casomai, si induriscono le arterie e si sciolgono i ghiacciai. Non ho un nome, non ho un posto, non mi abituo ad andar via, tengo dentro e…

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Abbracci

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Adopero le parole come abbracci, morbida calda tenera e pura condivisione.

Per questo scrivo, per questo canto, è questo che adesso rende la mia anima un campo dove semino e raccolgo, disegno aurore fantastiche e scruto il mistero della notte intrecciando respiri di speranza, riempo le crepe e i solchi di piccoli semi, chicchi minuscoli rapiti e offerti da altri abbracci.

Ho labbra che arano il deserto..ho baci bagnati d’acqua e mani che stringono è il mio modo astratto di dire grazie, perchè cerco e trovo sempre ceste colme di gratitudine da voler restituire.

Abbracci e contorsioni del cuore a levigare i giorni, a attutire  i colpi delle assenze..ad accartocciarmi per stirare ancora i segni fino a renderli lisci e mi accorgo che è sublime l’attimo in cui il cielo sceglie di baciare la terra l’attimo esatto in cui si consuma l’abbraccio è vita che si unisce alla vita, puoi udirne le grida, puoi esplodere in un divenire fatto di vene e croci, di apnea che genera il respiro..di mare che rimbomba fino a placare e bastare ad ogni silenzio, ogni solitudine.

Abbracci a sciogliere ogni filo che si attorciglia sul cuore..nel riverbero di una luce morbida, luce bianca senza conati di incertezza e paura..abbraccio è così che ascolto il mio cuore condiviso spingo avanti il battito e respiro aria, senza rubare.

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Mi piace il tepore di certe solitudini, il vociare sfocato della gente che man mano digrada nel profondo… e l’ebbrezza che goccia dai boccali, riesumando antiche percezioni di una sazietà che mai si acquieta.

Mi piace il senso lato delle stagioni, dei soli che s’incrociano in cerca di orizzonti e il raggio dei cerchi lunari negli specchi notturni,che logora arenili e poi dissolve.

Mi piace la saldezza dei consensi, il punto fermo dei circuiti mai distorti…e mi piacciono i responsi senza asserti, nel fare liquido di sensi un po’ cangianti.

Mi piace racchiudermi nelle parole, tra cataste di libri e dentro le loro pagine. Amo perdermi nella ricerca dei significati, nella comprensione attenta delle intenzioni, nell’immaginare la fisionomia dei racconti condensata in labbra sorridenti o in fronti corrugate in attesa dell’accezione cercata. Sentire il calore degli abbracci che nessun linguaggio trasfonde più adeguatamente della scrittura che pesca sul fondo delle vere emozioni, per reperire gli specchi ideali che riflettano fedelmente i concetti pensati. E fantasticare su occhi lucidi e batticuori che rendono omaggio a sentimenti resi vividi da un inchiostro duttile e compagno di storie… Questo è il luogo dove mi trovo a tornare dopo ogni sentiero battuto da fiati resi abili a proferire, ma che raccontano solo la superficie, senza sfiorare gli intenti che restano inesorabilmente fluttuanti nell’universo delle cose lasciate intendere senza enunciare.   

Perché Scrivere non sa cosa sia abbandonare, ti resta accanto quando tutto il resto sembra non sapersi fermare e tiene a te anche se non hai niente da dire, rispettando perfino il disordine di frasi confuse, che presto o tardi trovano la giusta collocazione nelle pagine bianche che ami riempire.

(Magneticamente…)

Il Mare torna sempre calmo dopo una tempesta

Si placa  il mare dopo ogni  tempesta, torna il tempo con le  sue imperiture risorse,

effluvi di vento, arenili festanti e poi solo rumore delle onde che scandagliano dentro.

C’è un gabbiano con il suo volo radente, i costoni di roccia e le montagne di sole.

L’occhio scaglia nell’abisso l’aspro sentore che le lacrime hanno ispessito

ed è un misto di sale e di ore,  scolpito in un atollo di luce.

Le braccia schiuse arginano il dolore di conchiglie ormai sgombre di vita

e in quell’ampiezza echeggia un nuovo giorno. Calmo.

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“Volevo tutte le sbandate

essere viva fino allo scortico,

essere tavolo, pietra,

bucare la vita coi morsi,

infilare le mani nel suo pulsare

di vita, scavare la vita, scrostarla

sfondarla, spericolarla, battermi con lei fino

ai suoi sigilli.

Per amore – per amore – tutto per amore. ”

Mariangela Gualtieri