Non si può morire dentro

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Si muore qualche volta per il rumore che sovrasta la musica dell’anima quando vibra e canta. quel fastidioso chiacchiericcio inutile che fanno certi lamenti irrisolti, quel borbottìo noioso del tempo che cade nel vuoto;

Si muore qualche volta,spesse volte  con occhi ruvidi affannati alla  ricerca di giorni da vivere in attimi. con soltanto  sguardi immobili e carnali  e la sensazione di cuore vuoto, dimenticato nei silenzi…

Si muore respirando fiato  sporco di cenere e di sogni e il ghiaccio  invernale a primavera imperlato di profumi che sfuggono alla memoria mentre in lontananza risuonano sussurri d’estasi nascosti;

Si muore con  il  richiamo di questo mondo alveare, in cui tutto sta a tutto, purché tutto sia prodotto, vendibile, acquistabile, spessissimo inutile.. e sfuggono le mani, la tenerezza, la dolcezza e la misura equa del bene;

Si muore in una crosta di stanchezza e delusione si ispessiscono rapide, un po’ fra le troppe parole che spendo , un po’ nei silenzi in cui mi rifugio.tra le siepi dei poeti, per scrutare orizzonti infiniti e malinconiche memorie.. con tutto questo infinito languore, desiderando altro e altro ancora e altro da me. Quando forse niente mi è stato dato di avere;

Si muore, e non c’è caldo di sole che sappia avvolgermi lento e convincente quanto oggi, più di oggi; né che una nebbia densissima intiepidisca di piacevole tristezza il lento passo che cedo al destino e intanto visualizzo una linea che si staglia dal fondo e vorrei seguirla con tutta la mia  paura già nota, il mio desiderio opposto alla caparbietà. Desiderio pulito, onesto, come un profilo qualunque. Il profilo migliore..e di nuovo la linea  che si spezza di continuo. Come il bianco sull’asfalto più scuro:

 Si muore…per ogni piccola cosa che diventa muro, confine…barriera, tra te e il mondo, e non si arriva più al cuore..e il dolore grida più forte o tace per sempre e capisci che da lì in poi puoi soltanto precipitare o volare.