erica

La bellezza fisica, fra tutte le qualità umane, è quella usata e sprecata con maggior prodigalità; come se chiunque l’abbia creata la disprezzasse, giacché tanto spesso è fatta soltanto per essere disonorata dolorosamente e per gradi, e trascinata in catene per le vie. 

da Tre giocatori di un gioco estivo

Tennessee Williams

ii (1)

“Riprenderò la via del mondo. Andrò dove sono forestiero. Dove non è peccato, sacrilegio, essere curiosi di sé nelle cose che godi”.

(Giuseppe Ungaretti, Alessandria d’Egitto 10 febbraio 1888 – 1 giugno 1970)

Ore tre e dodici del mattino. Balzi a sedere, come fosse l’incubo peggiore a destare la tua stanchezza di sempre.. ti sorprendi per tanta precisa puntualità, accecata e incantata dalla luce giallastra nell’odioso orologio di un a radiosveglia digitale, resti lì, qualche istante, mentre l’ombra pesante – la tua – pare incombere come incollata sul muro minacciando di colpire alle spalle e avverti il tuo stesso respiro, che l’ennesima notte di troppe emozioni ha ingrigito nel pianto mai dato. E vorresti tornare a dormire.

Invece, sollevi la carne e ti alzi dal letto. Lo sfarzo e la ricchezza di un qualunque invidiabile sogno sono tanto lontani da te quanto pesa ogni passo spostato nel buio in questa livida casa. Per un singolo istante, solo un istante, gioisci che lo specchio non possa imbrigliare il tuo viso mentre lasci uno sguardo svogliato. Meno ci sei, meglio tu sei e  ti domandi stupita come possa piacere tu agli altri.

Non sai se tornartene subito a letto o provare a gettare parole, come quando ogni notte trascorsa era madre di mille pensieri, afferri una penna e un ritaglio di carta e scrivi, sapendo neppure che cosa.

Tu non sai non amare. Tu non sai come fare, ma non tenti di dare ragioni alle cose perché, sempre, tutto ciò che provi si amplifica alla portata di un unico istante. Eterno.

Scarabocchi senza luce: L’assenza… poesia e carne… voce soffice dell’altalena… il divenire ha sempre nomi precisi… giustificazione alla vita… tu, che scorri ancora e ancora… un dimenare i fianchi non vale mai la potenza di uno sguardo… quante occasioni hanno due gocce d’acqua di incontrarsi in un mare infinito?Quante volte si fugge dal mondo, dalla vita e da se stessi con in mano un biglietto timbrato da sogni impossibili…stampato con tutte le bugie che sappiamo raccontarci per difenderci da tutte le nostre verità più scomode?

Torni al letto quando ormai ogni voglia di sonno scivola via.

Invece dovresti dormire.

Domani berrai troppi caffè e gli occhi ti faranno male.

Per non aver visto ancora. Per avere già tanto sognato.

 (scarabocchi pescati nel mare)