E si comincia sempre con una Prefazione…

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PREMESSA

Ho perso mia madre molte volte: da bambina per la nostra separazione dovuta alla permanenza in un convento che ho vissuto con lo strazio dell’abbandono, da ragazzina, dopo il nostro ricongiungimento per tutta l’amarezza di ogni mia aspettativa delusa, da adulta per la distanza che si è allungata a dismisura a causa delle mie scelte di vita, delle nostre incomprensioni, della rabbia repressa e della nostra solitudine.

Pensavo di averla persa abbastanza, ma non sapevo che l’avrei ritrovata per la prima volta durante la sua terribile malattia e che mi sarebbe costato tutto ciò che pensavo di essere per lasciarla andare.

La sua morte ha stravolto ogni mia considerazione ed ogni mia certezza cambiando il mio modo di interpretare tutta quanta la mia e la sua esistenza ed ho compreso dolorosamente che eravamo entrambi pronti ad amarci veramente,fuori tempo perchè il suo si staccava definitivamente dal mio.

Sono rimasta sola con il mio bagaglio di memoria, momenti che ho voluto raccontare per lasciare ai miei figli ed ad ogni figlio di madre qualcosa in mezzo a tutta questi fatti e parole che diventi spunto e possibilità per salvarsi dalla disperazione.

Come mia madre anche il mio tempo è destinato a cessare prima o poi e vorrei che ai miei figli non fosse così tanto difficile e doloroso lasciarmi andare, vorrei che restasse loro quel tanto di misericordia per rendersi conto che il nostro legame d’amore è più forte di ogni fragilità e di ogni sbaglio e che soltanto la sicurezza di questo bene ci renderà meno soli.

Per non compromettere alcune persone ne ho di proposito cambiato i nomi e qualche dettaglio. E’ l’unica deformazione della verità che mi sono concessa.

Per pudore ho nascosto ciò che non poteva essere reso pubblico, fatti di stretta intimità.

Mi sono sforzata molto durante la stesura di queste pagine per non immobilizzare certe persone nel dolore che mi hanno recato. Non voglio impedire loro di cambiare.

Mi si perdonerà anche di non essere stata molto precisa con le date, ho avuto tante vite in una e a volte succede che i ricordi si accavallano e la mente crei un po’ di confusione nei dettagli e nelle sfumature.

Giusy Montalbano

Di messaggi e intenzioni

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 Luna, gioia mia… ho pensato che oggi è il giorno adatto, quello giusto  per iniziare a raccontarti  di me e di tutte quelle parole e quei silenzi  che hai visto apparire improvvisamente sul mio volto a smorzare un entusiasmo, a zittire un sorriso, a stringermi la gola annodando le lacrime.

Oggi ho deciso di cominciare a scriverlo questo benedetto libro che tante volte mi hai invitato a fare, ma forse a incitarmi non sei stata solo tu,  forse oggi per la prima volta dopo tanto tempo riesco ad udire il rumore e il frastuono di ogni distanza traversata, i palpiti del tempo che risuonano  nelle  tempie mentre cerco di riempire un altro dei miei momenti vuoti,  oggi distinguo chiaramente i dibattiti, le pause ,le ridiscese, ogni inutile ripresa e infine l’improvvisa apparizione della pellicola  dei ricordi.

Sono fatta di memoria, ogni cosa di me, ogni gesto, ogni sguardo è costretto a passare attraverso un reticolo di storia, una fitta rete che filtra la luce dall’ombra della sofferenza, della delusione, dalla tristezza; intraprendo un viaggio adesso, iniziando questa avventura , ho in mente lo scopo, la strada appare incerta e confusa ,ma so con certezza che alla fine di questo libro, tu figlia mia, saprai riconoscere l’origine e il senso  delle cose che ti appaiono incomprensibili e qualche volta persino ingiuste ed io avrò svuotato il mio bagaglio per la millesima volta cercando di alleggerirlo da pesi inutili che sovente mi ostruiscono le arterie del cuore.

Mamma

Devo ancora imparare

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Sono giunta alla conclusione dopo tanta vita che nessuno è immune dall’errore, la natura umana è naturalmente propensa a commettere sbagli ma Dio per fortuna non sta a guardare quegli spiccioli di tempo in cui si sprofonda, Egli considera il tempo in cui  ci si risolleva.

Tutte le ore, i giorni, i mesi e gli anni in cui la persona lavora e lotta invisibilmente per diventare migliore.

Troppo spesso, guardando gli altri, ci si sofferma soltanto alla caduta. Non bisogna mai giudicare.

Mi sono pure resa conto che mi piace il ruolo di allieva più che maestra e che proprio quando pensi di sapere tutto della vita, ecco che devi ricominciare daccapo, rivedere ogni cosa, trovare altri dettagli, vedere le cose sotto altre sfumature.

Questi sono per me sono giorni difficili, corro contro il tempo, lo sfido, lo provoco e lo invoglio ma lui mi insegna tra mille aspettative deluse che il suo disegno rimane misterioso e a me non rimane che accettarlo.

Ed imparo:

che vale più una carezza che cento parole, perchè alle parole deve seguire l’esempio perchè è questo che ti fa sentire coerente in ogni situazione;

che siamo tutti qui a scalare la montagna della nostra esistenza, arrampicandoci dove possiamo e che questo implica anche qualche brutto scivolone e finchè a spezzarsi restano le ossa ma salvaguardiamo il cuore allora siamo in tempo sempre a risalire;

che bisogna ricordare il passato, non per impantanarcisi, ma per tenerlo a bada e per questo non cederò più alle sirene della fatalità;

che mi sforzerò di andare oltre la prima impressione negativa e scandagliare il cuore delle persone, poichè l’altro vale di più dell’etichetta che gli appiccichiamo addosso;

imparo che non ho ancora imparato abbastanza e devo spogliarmi della presunzione che mi porta a credere di aver visto tutto e abbastanza…c’è in ogni giorno un raggio di sole che sfugge allo sguardo, un’ombra nascosta dietro qualche strano silenzio, una crepa pronta ad allargarsi a dismisura, una gioia che nemmeno sai di avere, una speranza che avevi riposto nel cassetto della rassegnazione, una mano invisibile che sposta un ciuffo ribelle che ti oscura la vista, una stretta forte che ti contiene tutta, un posto tranquillo che ti calma confuso tra i pensieri, i ricordi ed il cuore e da lì si ricomincia ad avere fiducia, da lì torni sempre nuova.