Di ferite e perdono

C’è un perdono  del volere e un perdono del potere: si ha la volontà di perdonare ma non si può.Quando si può, allorchè la testa e il cuore finalmente finiscono per essere d’accordo, riaffiora il ricordo, cose dolorose che tornano a galla, che turbano e riattizzano le ostilità. E’ il perdono della memoria. Non è facile, richiede molto tempo e pazienza. Sì, ci vuole tempo, io ho avuto la fortuna di incontrare durante questo cammino che è la mia vita gente vera. Persone che mi hanno amato con l’impronta del mio passato, hanno avuto il coraggio di accettare la mia diversità, con i miei scatti d’umore ferito. Hanno ascoltato la mia sofferenza e continuato ad amarmi dopo le tempeste. Oggi ho la consapevolezza di avere ricevuto.

Il passato certi giorni si risveglia con un suono, una parola, un odore, un rumore, un gesto, un luogo intravisto…basta un niente perchè i ricordi riaffiorino, a volte mi sconvolgono, mi graffiano, mi rammentano che sono ancora sensibile,forse non sarò mai completamente in pace..soltanto qualche breve tregua ed allora comprendo che dovrò ripetere continuamente il perdono, il “settanta volte sette”.

Perdonare non significa dimenticare è accettare di vivere in pace con l’offesa, difficile quando la ferita ha attraversato tutto l’essere fino a marcare il corpo come un tatuaggio mortale. Per perdonare occorre ricordare, non nascondere la ferita, sotterrarla, ma al contrario metterla a nudo, sotto la luce, una ferita nascosta s’infetta e rilascia il suo veleno, occorre che sia curata, ascoltata, per poter diventare fonte di vita.

Sono testimone del fatto che non esiste ferita che non possa essere lentamente cicatrizzata con l’Amore.

Vicino ai miei affetti più cari e sacri , i miei figli la donna ferita è stata guarita. Quando mi chiamano mamma sento un brivido dolce corrermi lunga la schiena. Un’emozione bellissima, non voglio abituarmi ad essere chiamata mamma. E’ la più bella cosa del mondo.Mi tornano in mente tutte quelle madri che mi sono mancate. Sono riconoscente e affido alla Vita tutti i figli che non hanno nessuno a cui dire “mamma”.

15 pensieri su “Di ferite e perdono

  1. Il passato che ritorna legato ad un ricordo che piomba addosso improvviso, il perdono di mente e cuore, il dolore che sommerge… forse semplicemente non sono ancora pronta.
    Bellissimo scritto.
    Un abbraccio, buona serata

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    1. Un abbraccio a te..cara ..il passato torna improvviso e quando vuole..non siamo mai pronti ci prepariamo sempre comunque a volte soltanto con la forza delle intenzioni che se fanno “il giro giusto” possono arrivare ad assaporare un po’ di quiete..buona serata a te
      Giusy

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  2. Mi trovo esattamente nella situazione che descrivi così bene. La fragilità della memoria, che torna con ricordi improvvisi e graffia, e la consapevolezza di avere finalmente accanto persone vere, che mi amano per quel che sono e non per le loro aspettative che rispetto o disattendo. Eppure talvolta sto male, avverto un qualche sento di irrisolto, o forse solo la violenza di non essere stato apprezzato a sufficienza, e di essermi sbattuto e prodigato per anni senza che venisse colto davvero.
    Quando dai il tuo 100% sempre, i rimpianti non esistono. Però le offese gratuite che ricevi ti segnano lo stesso.

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    1. La fragilità della memoria…è proprio questo che ho tentato di dire, apprezzo e ti sono grata per questa tua condivisione che si ritrova in pieno con il mio sentire e sa credo adesso con il tempo e la vita che esistono ferite e ferite tra queste ci sono squarci che richiedono più amore, più attenzione, più perdono di altre..restano i segni è inevitabile è solo la consapevolezza e il tentativo costante di essere più forte del dolore può salvarci dalla disperazione che porta con se la sofferenza di non essere stati amati, capiti, accettati abbastanza.
      Permettimi un abbraccio…insieme nella generosità di condividere si è sempre migliori.
      Giusy

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  3. Ferite e perdono non mancheranno mai nella nostra vita, le prime ci aiutano a crescere, il perdono serve a cicatrizzare le prime per sentire meno il dolore, e dovremmo per primi perdonare noi stessi, per la nostra fragilità di essere umani.

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